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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Osservatorio nazionale alcol

Alcol e sicurezza stradale: i dati preliminari 2008 del sistema di sorveglianza Passi

Ben il 12% degli italiani che consumano alcolici si mette al volante dopo aver bevuto, mettendo a rischio la sicurezza propria e altrui. Non sono pochi i controlli delle Forze dell’ordine: più del 40% degli intervistati è stato fermato almeno una volta nel corso dell’ultimo anno. L’etilotest, invece, si dimostra uno strumento ancora poco utilizzato. I nuovi numeri del sistema di sorveglianza Passi propongono un approfondimento su alcol e sicurezza stradale.

 

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Più di un italiano su dieci si mette alla guida dopo aver bevuto almeno due bicchieri di vino o due lattine di birra: quantità sufficienti per abbassare significativamente la soglia di sicurezza al volante. Anche se si tratta di un’abitudine diffusa in tutto il Paese, è netta la forbice tra nord e sud: in Basilicata, per esempio, nella Provincia di Matera questo valore scende al 5%, mentre in Valle d’Aosta arriva al 16%. Più in generale, poco meno di due terzi della popolazione adulta tra 18 e 69 anni consuma abitualmente alcolici: il 16% di loro è un bevitore ad alto rischio. I controlli sistematici delle Forze dell’ordine con tilotest, strumento efficace contro la guida in stato di ebbrezza, sono ancora poco diffusi e sembrano indirizzati più sui giovani, anche se il fenomeno riguarda tutte le classi di età.

 

Sono alcuni dei primi dati che emergono dalle rilevazioni effettuate nel 2008 dal sistema di sorveglianza Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), promosso dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali e realizzato dalle Regioni e Province autonome italiane con il coordinamento del Centro nazionale di epidemiologia dell’Istituto superiore di sanità. L’obiettivo è tenere sotto osservazione l’evoluzione dei maggiori fattori di rischio per la salute della popolazione italiana.

 

Etilotest e controlli delle Forze dell’ordine

Proprio per approfondire il problema degli incidenti stradali legato all’abuso di alcol e monitorare le attività di prevenzione che svolgono sulle nostre strade le Forze dell’ordine, sette Regioni (Valle D’Aosta, Provincia autonoma di Trento, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio) hanno effettuato una rilevazione ancora più dettagliata.

 

Il 42% dei circa 5300 intervistati nel 2008 dichiara di aver subito un controllo - da guidatore o da passeggero - nel corso dell’ultimo anno. Dal confronto tra quanto riferito dagli intervistati di queste sette Regioni, in Friuli-Venezia Giulia i controlli sembrano più assidui (48% degli intervistati). Nel Lazio, invece, questa percentuale scende al 37%.

 

Tuttavia, solo il 9% dei fermati riferisce che il guidatore è stato sottoposto anche al “test del palloncino”: si tratta di meno dell’1% di tutti gli intervistati. Il ricorso all’etilometro sembra più frequente tra i giovani (18-24 anni) e negli uomini. È quindi ampio il margine di miglioramento per contrastare il fenomeno della guida sotto l’effetto dell’alcol, incrementando l’uso di questo strumento durante i controlli di routine.

 

È l’Emilia-Romagna (14%) la Regione in cui più spesso i fermati riferiscono l’effettuazione di un etilotest. Molto meno nel Lazio, dove solo il 4% delle persone controllate dalle Forze dell’ordine riferisce che il guidatore è stato sottoposto a verifica del tasso di alcolemia.

 

I consumi a rischio

In generale, consumare alcolici è un’abitudine piuttosto diffusa in tutto il Paese. Considerando le persone che dichiarano di aver bevuto nell’ultimo mese almeno un bicchiere (60%), è evidente il gradiente tra nord e sud Italia: in Campania e in Sicilia, per esempio, i consumi riferiti sono molto più contenuti (47% degli intervistati) rispetto al Friuli-Venezia Giulia (72%).

 

Più preoccupanti i numeri sulle modalità di consumo. Secondo la fotografia scattata dalle Asl, infatti, quasi un italiano su sei è un bevitore ad alto rischio: cioè beve fuori pasto, beve per ubriacarsi (binge drinking) oppure dichiara consumi tali da classificarlo come un forte bevitore. Anche per queste categorie, si conferma lo stesso gradiente nord-sud osservato per i consumi generali. I dati del 2008 sono in linea con quelli già rilevati nel 2007.

 

Scendendo a un dettaglio regionale, nella Provincia autonoma di Bolzano si registra la percentuale più elevata di bevitori fuori pasto (24%) e di binge drinker (14%), mentre Provincia di Matera e Campania presentano quello più basso per i consumatori fuori pasto (3%) e la Sicilia per i binge drinker (3%).

 

Che cos’è il sistema di sorveglianza Passi?

Nel 2006, il ministero della Salute ha affidato al Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità il compito di sperimentare un sistema di sorveglianza della popolazione adulta (Passi, Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia). L’obiettivo è stimare la frequenza e l’evoluzione dei fattori di rischio per la salute, legati ai comportamenti individuali, oltre alla diffusione delle misure di prevenzione. Tutte le 21 Regioni o Province autonome hanno aderito al progetto. Da aprile 2007, è partita la rilevazione continua dei dati in 20 Regioni. Un campione di residenti di età compresa tra 18 e 69 anni viene periodicamente estratto con metodo casuale dagli elenchi delle anagrafi sanitarie. Personale delle Asl, specificamente formato, effettua interviste telefoniche (circa 25 al mese) con un questionario standardizzato. I dati vengono poi trasmessi in forma anonima via internet e registrati in un archivio unico nazionale. A marzo 2009, sono state caricate oltre 60 mila interviste. La raccolta continua permette di verificare quanti italiani adottano corretti stili di vita per prevenire le maggiori malattie cronico-degenerative e quindi di monitorare l’effetto delle attività di prevenzione. Dalla popolazione di età compresa tra 18 e 69 anni, infatti, Passi raccoglie conoscenze, atteggiamenti e pratiche su molti importanti aspetti legati alla prevenzione: rischio cardiovascolare, screening oncologici, attività fisica, abitudini alimentari, consumo di alcol, fumo, sicurezza stradale, salute mentale, incidenti domestici, vaccinazione antinfluenzale e per la rosolia.

 

Per maggiori informazioni

Tutte le informazioni sul sistema di sorveglianza Passi sono disponibili all’indirizzo www.epicentro.iss.it/passi.

 

Sul sito, alla pagina http://www.epicentro.iss.it/passi/sorvRisultati.asp, sono on line anche i rapporti regionali e aziendali, insieme alle diapositive presentate a convegni organizzati sia livello regionale che nazionale.

 

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