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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Osservatorio nazionale alcol

Alcohol prevention day 2010: il resoconto e le presentazioni

29 aprile 2010 - L’evento, giunto alla nona edizione, come ogni anno ha rappresentato l’occasione per un confronto sui dati di monitoraggio rilevati dai sistemi di sorveglianza, per intercettare i trend e i fenomeni emergenti, per fare il punto sulle evidenze scientifiche e per proporre interventi mirati alla riduzione del rischio alcolcorrelato. Uno spazio aperto è stato inoltre riservato alle esperienze e alle proposte del mondo associativo e dell’auto e mutuo aiuto. L’attenzione dell’edizione 2010 è stata rivolta soprattutto su alcuni segmenti particolarmente sensibili della popolazione: i giovanissimi e gli anziani.

 

Fonti, dati e interventi

La prevenzione alcolcorrelata si inserisce nell’attività del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps-Iss), la cui azione mira alla riduzione dei fattori di rischio per le malattie cronico-degenerative. Stefania Salmaso (Cnesps-Iss - pdf 740 kb) ha illustrato la “famiglia” dei sistemi di sorveglianza utilizzati dal Cnesps, strumenti davvero utili se alla conoscenza dei fenomeni fa poi seguito un’azione di promozione della salute sul campo.

 

Uno sguardo all’impatto globale dell’alcol su salute, società ed economia è stato offerto da Jurgen Rehm (Centre of Addiction and Mental Health, Toronto - WHO CC for Substance Abuse, Zurich - pdf 1,8 Mb). I dati forniti da Rehm mostrano come l’alcol si situi all’ottavo posto tra le cause di morte al mondo e al terzo per anni di vita persi per disabilità o morte prematura. Ma gli effetti sulla salute non sono gli unici danni ascrivibili al consumo di alcol: quelli sociali annoverano violenza, difficoltà nelle relazioni sociali e in famiglia oltre che sul luogo di lavoro. Infine i costi economici, pari al 2,5% del Pil nei Paesi industrializzati e del 2,1% in quelli a basso reddito.

 

Attenzione ai soggetti più a rischio e ai possibili interventi di prevenzione nella relazione di Emanuele Scafato (Cnesps-Iss - pdf 8,2 Mb). Le pressioni culturali e di marketing che abbassano l’età del primo bicchiere, il fenomeno del binge drinking sempre più diffuso soprattutto tra i giovani, l’assenza della percezione dell’alcol come fattore di rischio sono le tendenze più preoccupanti in Italia a cui non corrispondo interventi di sistema efficaci per contrastarli.

 

I dati dell’indagine Multiscopo sulle famiglie “Aspetti della vita quotidiana - 2009” relativi al consumo di alcol sono stati illustrati da Luciana Quattrociocchi e Domenico Adamo (Istat - pdf 300 kb). La rilevazione ha confermato le tendenze osservate negli anni passati: da abitudini di tipo tradizionale (e “mediterranee”), basate sulla consuetudine di bere vino durante i pasti con frequenza più che altro giornaliera, una porzione sempre più ampia della popolazione si sposta a modalità di consumo “nordiche”, caratterizzate da consumi al di fuori dei pasti con frequenza prevalentemente occasionale. Il vino e la birra cedono una parte del mercato dell’alcol a bevande emergenti. Nei giovani si rafforza l’abitudine al binge drinking.

 

Scuola e lavoro

Di fronte a questi dati, è chiaro il ruolo fondamentale delle istituzioni scolastiche nella prevenzione. Esse possono infatti agire educando a corretti stili di vita, aumentando le competenze e le capacità individuali sulla salute e sulla malattia, rafforzando i fattori di protezione come la famiglia. Gli interventi messi in atto dal ministero dell’Istruzione sono stati illustrati da Maria Grazia Corradini (ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca - pdf 60 kb).

 

La metà degli oltre 800 mila infortuni sul lavoro avviene con modalità per le quali il consumo di alcol può avere un’influenza significativa, secondo i dati dell’Inail. La necessità di sviluppare la percezione del rischio alcolcorrelato sul posto di lavoro ricorre nell’intervento di Valentino Patussi (Centro alcologico regionale Toscana, Azienda ospedaliera Careggi di Firenze - pdf 525 kb).

 

Tra nuove linee guida e advocacy

Da Raffaella Rossin (Società italiana di alcologia - pdf 620 kb) è arrivato l’annuncio che la Società italiana di alcologia sta lavorando alla redazione delle linee guida in materia di problemi e patologie alcolcorrelate e di alcoldipendenza. Uno strumento di cui si sente la necessità, vista l’attuale assenza di linee di indirizzo nazionali che definiscano un’organizzazione normata dei servizi e delle agenzie a cui fanno capo gli interventi alcologici sul territorio e che definiscano protocolli specifici sugli interventi di prevenzione, cura, trattamento e riabilitazione per garantire interventi di base e livelli essenziali di assistenza in ambito alcologico.

 

Mariann Skar (Eurocare European Alcohol Policy Alliance - pdf 2,4 Mb) ha illustrato l’attività di advocacy di Eurocare, un’organizzazione non governativa di cui fanno parte 42 diversi soggetti in tutta Europa e la cui organizzazione e attività rappresenta un modello di “contrappeso” alle forti pressioni commerciali nel settore delle bevande alcoliche.

 

La giornata si è conclusa con gli interventi di rappresentanti del mondo associativo ed economico:

  • Aniello Baselice (Associazione italiana club alcolisti in trattamento, Aicat - pdf 2,8 Mb)
  • Alberto (Alcolisti anonimi)
  • Fiorella Alunni (Alleanza italiana alcol, Alia)
  • Maria Pia Munizzi (Moige)
  • Giuseppe Guccione (fondazione Luigi Guccione)
  • Maurizio Zucchi (Coop).

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