Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

alcol

Archivio 2012

(13 dicembre 2012) I consumi di alcol nella regione Veneto nei dati Passi 2008-2011

Nel periodo 2008-11, il 65% degli intervistati consuma bevande alcoliche e, nel periodo 2010-11, il 24% è classificabile come consumatore a maggior rischio, un valore più frequente tra i giovani (18-34 anni) e tra le persone di cittadinanza italiana. Nel periodo 2008-11, il 12% degli intervistati ha dichiarato di aver guidato un’auto o una moto, negli ultimi 30 giorni, entro un’ora dal consumo di 2 o più unità di bevande alcoliche e il 10% ha dichiarato di essere stato trasportato da un conducente sotto l’effetto dell’alcol. Dai dati emerge inoltre che la guida sotto l’effetto dell’alcol è più frequente negli uomini rispetto alle donne. Nel quadriennio 2008-2011, l’11% dei giovani che dichiara di aver guidato negli ultimi 30 giorni era sotto l’effetto dell’alcol e, nella fascia di età 18-21 anni, quasi uno su dieci (9%) riferisce di aver guidato dopo aver bevuto bevande alcoliche. Sono alcuni dei dati presenti nel rapporto Passi “Il consumo di alcol nel Veneto. I dati del sistema di sorveglianza Passi, anni 2008-2011” (pdf 1,6 Mb).

 

(6 dicembre 2012) Alcol e tumori

L’alcol è un cancerogeno e aumenta il rischio di tumori alla bocca, all’esofago, alla laringe, al fegato, alla mammella e, in misura minore, allo stomaco, al colon e al retto. La letteratura scientifica internazionale ne fornisce copiosa evidenza ricompresa in un estensiva monografia dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro che documenta una relazione certa di tipo dose risposta tra alcol e numerosi tipi di cancro, verificabile a partire da quantità minime e per la quale non è possibile stabilire o definire con certezza un livello soglia di sicurezza. Di conseguenza non è possibile indicare livelli di consumo alcolico privi di rischio o da raccomandare a livello di popolazione. Nel 2008 si sono verificati complessivamente 6386 decessi per tumore alcol-attribuibili, che costituiscono il 3,7% dei decessi totali per cancro. Sono alcuni dei dati originali elaborati dall’Osservatorio nazionale alcol del Cnesps-Iss e presentati nel capitolo “Alcol e tumori” (pdf 850 kb) del rapporto Istisan “Attività e impegno dell’Istituto superiore di sanità nella lotta contro il cancro”, pubblicato a novembre 2012. In questo contributo, svolto nell’ambito delle attribuzioni formali e delle competenze di monitoraggio epidemiologico vengono descritti attraverso metodologie sviluppate dal Reparto salute della popolazione suoi determinanti e adottate a livello europeo, i risultati degli studi epidemiologici di valutazione dell’impatto della mortalità alcol-attribuibile per i tumori analizzati nel contesto della popolazione italiana. Le finalità sono quelle proprie della programmazione delle strategie di prevenzione e di comunicazione. Il messaggio valido e corretto in termini di salute pubblica dovrebbe sempre mettere in evidenza che se un bicchiere di qualunque bevanda alcolica può giovare alla riduzione del rischio per una specifica condizione patologica, allo stesso tempo incrementa significativamente il rischio per oltre 200 patologie e di buona parte dei tumori maligni e benigni. I dati riportati trovano una conferma nelle tendenze e nei risultati individuati dalle più recenti revisioni scientifiche in letteratura, che indicano nell’alcol una tra le principali cause di morte, malattia, disabilità evitabile in tutte le nazioni sviluppate. Un estrema cautela è pertanto da adottare nella comunicazione del rischio alla popolazione avendo cura di non generalizzare messaggi non idonei alla popolazione giovanile e di sottolineare le importanti differenze di rischio attribuibile alle quantità di alcol consumate in funzione delle differenze di genere e di età e che non consentono di poter proporre il bere moderato come un vantaggio per la salute e la sicurezza della persona.

 

(6 dicembre 2012) Il marketing delle bevande alcoliche come fattore di rischio per i minori

Da molti anni le strategie di salute pubblica internazionali sull’abitudine al bere dei giovani sollecitano la massima attenzione agli effetti del marketing delle bevande alcoliche su minori e adolescenti. In Europa, la Risoluzione del Parlamento europeo relativa alla strategia comunitaria sull’alcol attiva dal 2007 al 2012 e il nuovo European Alcohol Action Plan dell’Oms pongono le attività di controllo e contrasto alle modalità di marketing, pubblicità e commercializzazione (che regolarmente infrangono i codici di autoregolamentazione in gran parte degli Stati membri) come attività saliente e prioritaria per la tutela reale della salute dei minori in tutta la Regione. Per fornire una visione d’insieme dell’impatto del marketing rispetto a quanto richiesto dalle direttive europee riguardanti la regolamentazione della comunicazione commerciale e le modalità di promozione delle bevande alcoliche che possono attrarre in modo particolare i minori, o comunque le giovani generazioni, la Commissione europea ha affidato all’Executive Agency for Health and Consumers (Each) una ricerca specifica. I risultati di questa indagine sono pubblicati sul sito della Dg Sanco in un report dal titolo “An overview of the market for alcoholic beverages of potentially particular appeal to minors” (pdf 4,4 Mb). Tra le fonti utilizzate nel report anche il case-study italiano condotto dall’Osservatorio nazionale alcol dell’Iss. Leggi la riflessione di Emanuele Scafato (Cnesps-Iss).

 

(18 ottobre 2012) Il Manifesto del progetto Amphora per rinnovate politiche sull’alcol in Europa

Fornire ai policy maker nuove evidenze sui temi del consumo di alcol e dei problemi alcol-correlati in Europa e stimolare la messa a punto di misura di sanità pubblica efficaci. È questo l’obiettivo principale del progetto Amphora (Alcohol Public Health Research Alliance) cofinanziato dal Settimo programma quadro della ricerca della Commissione europea e coordinato dall’Hospital Clínic di Barcellona. Tra i risultati, presentati a Stoccolma (17-19 ottobre 2012) nella V Conferenza Europea sulle Politiche sull’Alcol, conclusiva del progetto, gli scienziati sottolineano: che le norme in atto per proteggere la nostra salute non sono adeguate al riconosciuto ruolo cancerogeno dell’alcol. Ogni anno nell’Unione europea i consumi medi pro-capite attuali di alcol e pari a 30 grammi al giorno generano 136 mila nuovi casi di cancro; tra il 20% e il 25% di tutti i nuovi casi di cancro causati dal ber si verificano nell’età più produttiva, tra i 15 e i 64 anni di età. Gli scienziati coinvolti nel progetto Amphora hanno redatto un Manifesto con un appello ai policy maker per l’attivazione di politiche più incisive capaci di informare e tutelare maggiormente i consumatori. È stato concordato che le opinioni espresse nel documento non riflettono necessariamente il punto di vista delle organizzazioni a cui i ricercatori appartengono. Per maggiori informazioni sul progetto e sui risultati consulta il sito internet, scarica il Manifesto redatto dal gruppo di coordinamento (in inglese, pdf 322 kb, e in italiano, pdf 450 kb) e scarica l’ebook (pdf 4 Mb).

 

(6 settembre 2012) Giornata per la prevenzione della sindrome feto-alcolica 2012

Molte donne sono convinte erroneamente di consumare vino, birra, aperitivi alcolici, amari o superalcolici “moderatamente”, sono tuttavia in poche a conoscere il significato di questo termine in riferimento all’organismo femminile e ancora meno sono quelle informate sulla cautela che si impone durante la gravidanza. Per questo motivo, in occasione della Giornata internazionale per la prevenzione della sindrome feto-alcolica (che ricorre il 9 settembre), EpiCentro propone una riflessione sull’argomento e una carrellata di materiali utili agli operatori per la diffusione del messaggio tra le future madri. Per approfondire leggi il commento di Emanuele Scafato (Osservatorio nazionale alcol, Cnesps-Iss).

 

(19 luglio 2012) Alcol e tumori: disponibile un nuovo portale web di informazione

Secondo l'International Agency for Research on Cancer (Iarc) dell’Oms, in Europa, il 10% dell’incidenza totale dei tumori negli uomini e il 3% nelle donne può essere attribuito al consumo di alcool. Per questo motivo, a luglio 2012 nasce Alcohol and Cancer, il sito web dell’Association of European Cancer Leagues (Ecl) e della European Alcohol Policy Alliance (Eurocare). Il sito fornisce informazioni sugli effetti negativi dell’etanolo, elenca i meccanismi biologici che possono determinare l’insorgere dei tumori e specifica quali sono le neoplasie possibili e più frequenti (cancro alle vie aerodigestive superiori, al fegato, all’intestino, al colon-retto e al seno). La pagina sui rischi si sofferma sugli effetti combinati di uso di alcol e tabagismo e considera le bevande alcoliche dal punto di vista nutrizionale. Infine, la sezione dedicata ai consigli, contiene il riferimento al Codice europeo del partenariato Ecl contro il cancro, con l’elenco delle leghe nazionali da contattare in caso di bisogno. Per maggiori informazioni visita il sito Alcohol and Cancer.

 

(24 maggio 2012) Consumo di alcol e alcol e guida: i dati Passi 2011

La maggioranza della popolazione italiana non beve alcol (44%) o beve moderatamente (39%). Tuttavia, si stima che più di 1 adulto su 6 abbia abitudini di consumo considerate a “maggior rischio” per quantità o modalità di assunzione (con maggiore diffusione nelle Regioni settentrionali). Inoltre, una minoranza, piccola ma consistente (il 10% dei guidatori non astemi), ha dichiarato di guidare anche quando è sotto l’effetto dell’alcol, mettendo a repentaglio la propria sicurezza e quella degli altri. La situazione sembra però in  lento miglioramento: la percentuale di chi ha guidato sotto l’effetto di bevande alcoliche è scesa dal 12% del 2008 al 9% del 2011. Ricomincia la disseminazione dei dati Passi. Sono on line i capitoli del report nazionale 2011 dedicati al consumo di alcol e alcol e guida.

 

(24 maggio 2012) Uso e abuso di alcol in Italia: i dati Istat 2011

Nel 2011 il 66,9% della popolazione di 14 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno. Questo valore è stabile rispetto all'anno precedente e in diminuzione rispetto a 10 anni prima (72%). Aumenta la quota di quanti dichiarano di bere alcolici fuori dai pasti (dal 24,9% nel 2001 al 27,7% nel 2011) e di chi ne consuma occasionalmente (dal 37,1% nel 2001 al 40,3% nel 2011). Cresce significativamente anche il consumo di alcol fuori pasto dei giovanissimi. La quota di 14-17enni che consuma alcol fuori pasto passa dal 15,5% del 2001 al 18,8% del 2011. Nel complesso, i comportamenti a rischio nel consumo di alcol (consumo giornaliero non moderato, binge drinking, consumo di alcol da parte dei ragazzi di 11-15 anni) riguardano 8 milioni e 179 mila persone. Sono alcuni dei dati su uso e abuso di alcol nel nostro Paese relativi al 2011 e pubblicati dall’Istat ad aprile 2012. Visita la pagina dedicata sul sito Istat e scarica il testo integrale (pdf 800 KB), le tavole (zip 87 KB) e la nota metodologica (pdf 98 KB).

 

(3 maggio 2012) Oms: un report su uso di alcol in Europa e politiche nazionali

Prevenire l’abuso di alcol e adottare strategie politiche efficaci: sono i due punti focali del report “Alcohol in the European Union. Consumption, harm and policy approaches” (pdf 6,7 Mb), pubblicato da Oms Europa. Il documento si concentra sul monitoraggio delle politiche nazionali e sui loro punti di forza o di debolezza, soprattutto in relazione alle risorse disponibili e alle prove scientifiche che dovrebbero orientare un rinnovamento e un riadattamento virtuoso dell’azione di tutela della salute pubblica. Emanuele Scafato (Cnesps, Iss) commenta (pdf 65 kb) e contestualizza i dati presenti. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 6,7 Mb) e il commento (pdf 65 kb).

 

(12 aprile 2012) Alcohol prevention day 2012

In Italia, il consumo a rischio di alcol interessa oltre 8 milioni di persone e sono più di 4 milioni quelli che rientrano nella categoria dei binge drinker: sono alcuni dei dati diffusi in occasione dell’Alcohol prevention day 2012 (Apd). Durante la giornata si approfondiscono i dati presenti nel rapporto Istisan “Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia” (pdf 2,2 Mb) e vengono diffusi i materiali preparati dall’Osservatorio nazionale alcol. Per maggiori informazioni leggi l’approfondimento, consulta le presentazioni del convegno, scarica il rapporto Istisan (pdf 2,2 Mb) e leggi il documento dell’Oms Europa “Alcohol in the European Union. Consumption, harm and policy approaches” (pdf 6,7 Mb), l’indagine “Moderate alcohol intake during pregnancy and risk of fetal death”, pubblicata sull’International journal of epidemiology e la ricercaAlcohol Consumption in Movies and Adolescent Binge Drinking in 6 European Countries” pubblicata su Pediatrics.

 

(12 aprile 2012) Alcohol prevention day 2012: i dati Passi

Secondo la letteratura internazionale, il rischio di sviluppare dipendenza da alcol aumenta di quattro volte se si inizia a bere a 15 anni o prima e i nuovi casi di alcol-dipendenza raggiungono il livello massimo a 18 anni, calando drasticamente dopo i 25 anni. Inoltre, i giovani fino a 25 anni, a parità di alcolemia, sono esposti, rispetto agli adulti, a un rischio maggiore di incidenti stradali e di lesioni traumatiche, per la loro relativa inesperienza e per la minore tolleranza all’alcol. È per questi due motivi che, in occasione dell’Alcohol prevention day 2012, il sistema Passi ha prodotto non solo una scheda tematica (pdf 247 kb), che riassume i dati 2011 raccolti dalla sorveglianza e relativi alla popolazione adulta (18-69 anni) ma anche un’analisi specifica sul sottocampione dei 18-25enni (pdf 163 kb). Leggi l’approfondimento.

 

(12 aprile 2012) Il consumo di alcol in Trentino. I dati Passi 2011

Secondo i dati 2011 rilevati dalla sorveglianza Passi, la maggior parte degli intervistati in provincia di Trento non beve alcol (37%) o ne beve moderatamente (37%). Tuttavia, si stima che circa un quarto degli adulti abbia abitudini di consumo considerate a rischio per quantità o modalità di assunzione (26%). L’interesse dei medici e degli altri operatori sanitari rispetto al consumo di alcol dei propri assistiti è modesto: solo pochi consumatori a maggior rischio riferiscono di aver ricevuto dal proprio medico il consiglio di bere meno (7%). Una minoranza (8%) mette ancora a rischio la vita propria e quella degli altri, guidando anche quando è sotto l’effetto dell’alcol. Meno della metà degli intervistati (41%) riferisce di essere stato fermato dalle Forze dell’Ordine almeno una volta nel corso dell’anno. Tra coloro che sono stati fermati, uno su sei (14%) riferisce che il guidatore è stato sottoposto all’etilotest e questo accade più frequentemente fra più giovani. In Trentino, i controlli da parte delle Forze dell’Ordine risultano più diffusi di quanto accada in media a livello nazionale, tuttavia rimane un ampio margine di miglioramento. Sono i dati principali sul consumo di alcol in Trentino raccolti in una scheda tematica in occasione dell’Alcohol prevention day 2012. Scarica la scheda “Il consumo di alcol in Trentino. I dati 2011” (pdf 840 kb).

 

(1 marzo 2012) Alcol, consumi e impatto sociale e sanitario: on line la relazione la Parlamento

L’Italia è una nazione a vocazione prevalentemente mediterranea per stili di vita e di consumo. La parte prevalente (75%) dei consumatori di bevande alcoliche ispira il proprio modello di consumo a un uso moderato, collegato ai pasti, prevalentemente sostenuto dalle popolazioni meno giovani che si discostano, sia per cultura del bere che per scelta della bevanda alcolica di riferimento, dal target più giovanile. È infatti tra i 18 e i 44 anni che si registrano le prevalenze massime (superiori tra i maschi) di consumatori fuori pasto. In questa classe di età, insieme a quella degli 11-17enni si registra il trend temporale all’aumento più costante con una quota di giovanissime consumatrici che nel corso degli ultimi quindici anni si è praticamente triplicata. La riflessione di Emanuele Scafato (Direttore Osservatorio nazionale alcol, Cnesps-Iss) alla luce dell'ottava “Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in attuazione della legge-quadro 125/2001 in materia di alcol e problemi correlati al consumo di alcol” (pdf 3 Mb) che il ministero della Salute ha pubblicato a febbraio 2012.

 

(19 gennaio 2012) Piemonte: pubblicato il bollettino 2011 sulle alcoldipendenze

In Piemonte, nel 2010, i Dipartimenti per le dipendenze (Dpd) hanno trattato oltre 7 mila pazienti alcol dipendenti, con un incremento del 5% rispetto al 2009 dovuto soprattutto agli utenti già in carico (aumentati del 7%), mentre i nuovi utenti sono rimasti quasi invariati (+1%). Inoltre i dati sul ricovero di soggetti per cui l’alcol è una sostanza di abuso secondaria indicano un trend in calo con il trattamento di 1467 utenti nel 2009 e 1330 nel 2010. Sono alcuni dei dati che emergono dal documento “Fatti e cifre sull’alcol in Piemonte - bollettino 2011” (pdf 635 kb) pubblicato a dicembre 2011. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 635 kb).