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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

alcol

Policy-making e prevenzione alcolcorrelata: il contributo dell’Osservatorio nazionale
alcol-Cnesps al manuale "Handbook for action to reduce alcohol-related harm"

Emanuele Scafato - direttore reparto Salute della popolazione e suoi determinanti, direttore Centro collab. Organizzazione mondiale della sanità per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problematiche alcol correlate, direttore Osservatorio nazionale Alcol - Cnesps (Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute), Istituto superiore di sanità

 

 

5 novembre 2009 - In Italia il consumo di bevande alcoliche e in particolare del vino è una consuetudine alimentare e sociale molto diffusa che fa parte di una tradizione culturale ben radicata. A questa, negli ultimi anni, si sono aggiunti variegate modalità e modelli del bere ispirati a una cultura emergente (rapidamente diffusa in vaste fasce di popolazione) che vede il consumo di bevande alcoliche al di fuori dei pasti e la mancata moderazione come cardini di uno stile di vita ben diverso da quello tradizionale mediterraneo.

 

In particolare, il “bere per ubriacarsi” (binge drinking) e il mancato rispetto delle Linee Guida nutrizionali rappresentano due facce di un fenomeno che nel corso degli ultimi 15 anni ha già determinato un forte incremento delle patologie e problematiche alcolcorrelate (Ppac) in Italia. Sono infatti sempre più frequenti gli episodi di eccedenza, normalizzati dalle mode, dalla pubblicità, dalle tendenze culturali provenienti dai Paesi dell’Europa settentrionale che influenzano in particolare i giovani, sicuramente più esposti al rischio di consumo di bevande alcoliche considerate “trendy” ma dal tasso alcolico elevato (cocktail, premixed, alcopops, ready to drink). Tutto questo è dimostrato anche dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio nazionale alcol del Cnesps incorporato nella recente Relazione al Parlamento del ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

 

Nel corso dell'Alcohol Prevention Day 2009, è stato presentato il rapporto che identifica l'alcol come una delle tre principali cause di disabilità, mortalità e morbilità e individua l'incidentalità stradale causata dall'alcol come la terza causa di disabilità e mortalità prematura in Italia nel corso dei prossimi anni, quota pari all’impatto corrispondente relativo al cancro. Lo studio internazionale sul Burden of Disease (Lancet 2009) elaborato a livello mondiale dall’Oms conferma queste tendenze per tutti i Paesi europei dove, su scala mondiale, si rilevano i più elevati consumi e livelli di alcolemia consentita alla guida, che necessitano di un’opportuna revisione. Una riesame peraltro invocato anche da istituzioni internazionali: l’Oms sta predisponendo una strategia globale, sollecitata dalle risoluzioni WHA 58.26 e WHA 61.4 e dalle documentazioni prodotte dai comitati di esperti che, anche sulla base della Framework on Alcohol Policies for the European Union (pdf 584 kb), sostengono la necessità di mantenere "alcohol free" numerosi contesti e selezionate condizioni (infanzia, adolescenza, alcol e guida, alcol egravidanza, alcol e luoghi di lavoro). Questo dovrebbe avvenire secondo modalità e strategie di intervento mirate al coinvolgimento del livello medio di popolazione per giungere per esempio attraverso il mondo degli adulti a regolamentare anche quello dei giovani. Introdurre iniziative o strategie esclusivamente per un certo target di popolazione è dimostrato essere inefficace, oltre a provocare, inevitabilmente, disuguaglianze di salute evitabili.

 

La prevenzione dei problemi alcolcorrelati è oggi nel nostro Paese una priorità particolarmente complessa da rafforzare anche alla luce delle notevoli difficoltà culturali e di resistenze sociali e individuali che variano in base alle classi di età e al sesso.

 

Gli studi scientifici concordano sul fatto che la problematica alcolcorrelata sia solo in minor parte rappresentata dall’aspetto attribuibile alla dipendenza e che gran parte del carico di malattia e di disabilità sia legata al consumo dannoso o rischioso di bevande alcoliche. I danni e le conseguenze dell’alcol, legati all’uso anche isolato o occasionale e non necessariamente persistente (per esempio i casi di intossicazione alcolica o di incidenti domestici, stradali, nei luoghi di lavoro, ecc), hanno un impatto sanitario e sociale assolutamente prevalente rispetto a quelli dell’alcol-dipendenza, di cui possono rappresentare al limite la manifestazione in una fase precoce.

Indispensabile, per conoscere un fenomeno ancora per molti aspetti oscuro o misconosciuto, la disponibilità di un sistema di monitoraggio epidemiologico che possa consentire di analizzare i dati e le numerose componenti che sono sottese a un comportamento di complessa interpretazione, ma che necessita in maniera integrativa e complementare di una attenta valutazione delle misure e delle strategie basate sulle evidenze scientifiche che è opportuno adottare per contrastare il rischio e il danno alcol correlato, in particolare tra i più vulnerabili: i giovani, le donne, gli anziani.

 

Soluzioni proposte sulla base delle evidenze

Essendo il contenimento delle patologie e problematiche alcolcorrelate (Ppac) un obiettivo presente nei programmi sanitari di prevenzione nazionali e internazionali è necessario sostenere la messa a punto di una solida base conoscitiva in grado di orientare l’adozione di adeguate iniziative strategiche nell’ambito delle nuove attività istituzionali previste in termini di politiche sull’alcol e di prevenzione alcolcorrelata. Questa base è realizzabile attraverso una valutazione attenta e sensibile delle esperienze che hanno mostrato efficacia ed efficienza e grazie alla trasferimento dei risultati della ricerca scientifica in azioni e politiche di controllo, di prevenzione, di promozione della salute e di sicurezza come, per esempio, le azioni proposte a livello nazionale e regionale dal Piano nazionale alcol, quale programma di interventi di ampio respiro e di vasta portata. 

 

Fattibilità e criticità delle soluzioni proposte

A livello nazionale, sono attualmente disponibili numerose evidenze basate sull'analisi di flussi informativi e di dati di varia provenienza e attendibilità, che però non sempre trovano adeguata accoglienza in azioni di governo rivolte alle problematiche alcol correlate. Molte sono infatti le barriere e gli interessi economici, commerciali, di mercato che contrastano l'affermazione di iniziative di buon senso e sopratutto di elevato impatto preventivo di breve, medio e lungo termine, sulla popolazione e sui target più sensibili. 

 

Accade spesso che i presupposti delle iniziative di natura legislativa abbiano nulla a che vedere con l'evidenza scientifica e con tutto ciò che è fruibile e disponibile in termini di valutazioni esperte ed è oggetto di considerazioni tecnico-scientifiche coerenti con l'esigenza di disporre delle più avanzate risorse informative e delle indicazioni della ricerca scientifica.

 

Proporre soluzioni realisticamente perseguibili è il caposaldo di un’azione incisiva da condurre a livello di popolazione per superare le criticità di sistema che ostacolano l’adozione di corretti stili di vita e di consumo alcolico. Contesti, target vulnerabili, condizioni a maggior rischio, setting alcohol free sono elementi di primaria importanza per la valutazione decisionale che i policymaker sono chiamati a considerare per la produzione e l’implementazione delle politiche sull’alcol.

 

La presentazione del "Handbook for action to reduce alcohol-related harm" tenutasi a Stoccolma nell'ambito della Expert Conference on Alcohol promossa dalla Presidenza Ue di turno svedese è da considerarsi una preziosa opportunità per valorizzare la collaborazione tra i principali istituti di ricerca europei e le istituzioni di salute pubblica dell'Organizzazione mondiale della sanità. L'Osservatorio nazionale alcol del Cnesps, che ha anche ospitato a giugno 2009 la riunione editoriale dedicata a portare a termine la realizzazione del manuale, ha ricevuto attraverso questo testo un riconoscimento formale dall’Oms per la collaborazione attiva e il supporto alla finalizzazione di un processo scientifico ed editoriale che è destinato a supportare i policymaker e quanti sono impegnati nelle strategie di prevenzione alcolcorrelata. Un sostegno importante in previsione della futura Strategia mondiale per la prevenzione alcolcorrelata che verrà discussa a Ginevra nel maggio 2011 nell’Assemblea mondiale della sanità. Il manuale è stato presentato insieme a un altro volume "Evidence for the effectiveness and cost-effectiveness of interventions to reduce alcohol-related harm" (pdf 1,7 Mb) che contiene gran parte delle indicazioni fornite dal gruppo di esperti dell’Oms che ha prodotto le indicazioni ottimali per l'adozione di strategie nazionali e di piani sull'alcol efficaci e basati su azioni con il miglior rapporto costo-beneficio. 

 

L’"Handbook for action to reduce alcohol-related harm" propone tutte le più importanti evidenze scientifiche e le best practice di valutata efficacia da privilegiare per definire, riorientare e finalizzare le strategie e le azioni dei piani d'azione nazionali sull'alcol.

 

È un manuale per policymaker e per tutti coloro che per professionalità e competenze contribuiscono alla realizzazione di programmi di ampio respiro e di politiche sull'alcol; uno strumento di riferimento per tutti coloro che lavorano nei ministeri della Salute, o che sono responsabili a livello regionale e locale delle promozione delle strategie di prevenzione collegate all'alcol.

 

Attraverso un percorso che esamina le problematiche che saranno peraltro oggetto di discussione anche nell'ambito della prossima Assemblea mondiale della sanità, sono state identificate le azioni che l'evidenza scientifica suggerisce di applicare per la riduzione del rischio alcolcorrelato. Dieci aree di azione per favorire un cambiamento salutare e incrementare livelli di sicurezza: l'alcol alla guida, il marketing, la tassazione, l'identificazione precoce, il monitoraggio epidemiologico, l'azione della comunità, l'incremento di consapevolezza e la responsabilità etica delle imprese e delle aziende produttrici.

Argomenti di primaria importanza che da anni sono oggetto di valutazione e di ricerca da parte dell'Osservatorio nazionale alcol e del Centro collaborativo Oms per la ricerca sull'alcol che, attraverso queste evidenze di valenza internazionale rafforzano il ruolo di organismo europeo di ricerca indipendente, esperto di consulenza e prevenzione. Una ricerca che in Italia appare ogni giorno di più drammaticamente vanificata dall'assenza di una cultura istituzionale di programmazione di interventi e di finanziamenti dedicati che possano consentire la produzione costante e continua di quelle evidenze che il nuovo manuale dell’Oms valorizza e porge in termini di servizio alla società.

 

Per un approfondimento delle tematiche e delle strategie proposte dal manuale dell'Oms "Handbook for action to reduce alcohol-related harm", contestualizzato alle evidenze nazionali, si segnalano i seguenti contributi:

 

Anno 2007

  • Consulta nazionale alcol. Criteri di monitoraggio dei problemi alcolcorrelati. In: Prospettive di intervento sui problemi alcolcorrelati. Indirizzi e documenti. Roma: ISFOL; 2007. p. 55-61.
  • Consulta nazionale alcol. I pareri della Consulta e delle Regioni. In: Prospettive di intervento sui problemi alcolcorrelati. Indirizzi e documenti. Roma: ISFOL; 2007. p. 89-102. Scafato EP. - Il consumo di alcol tra uso ed abuso. Le evidenze, le tendenze, le strategie per un problema sottovalutato. Dipendenze patologiche. 2007;2(1):21-23.
  • Scafato EP, Ghirini S, Gandin C, Galluzzo L, Martire S, Parisi N. Consumo di alcol. Rapporto - Osservasalute 2007. Stato di salute e qualità dell'assistenza nelle regioni italiane. 2007;53-57.
  • Patussi V, Scafato EP, Pancheri R. Alcol, guida e incidenti stradali. Rischiozero. 2007;1(1):127-138.
  • Scafato EP, Ghirini S, Galluzzo L, Gandin C, Martire S. L'abuso dell'alcol tra i giovani: analisi dei determinanti e dei fattori di rischio. Notiziario dell'Istituto Superiore di Sanità. 2007;20(10):11-15.

Anno 2008

  • Scafato EP. Alcol: epidemiologia e prevenzione in una prospettiva evidence-based di tutela della salute. ADI magazine. 2008;4(12):497-499.
  • Scafato EP. Alcol: l'epidemiologia e i consumi in una prospettiva di salute pubblica. Internal and emergency medicine. 2008;3(Suppl):S131-S133.
  • Scafato EP, Ghirini S, Galluzzo L, Martire S, Russo R, Scipione R, Chessa E, Di Rosa M, Parisi N, Gandin C. Consumi di alcol e impatto alcol correlato. Alcologia. 2008;3(Suppl):30-34.
  • Scafato EP, Ghirini S, Gandin C, Galluzzo L, Martire S, Parisi N. Consumo di alcol. Rapporto Osservasalute 2008. Stato di salute e qualità dell'assistenza nelle regioni italiane. 2008;51-57.
  • Scafato EP, Galluzzo L, Gandin C, Martire S, Ghirini S. Il rischio alcol-correlato in Italia: definizioni ed indicatori. Alcologia. 2008;1(Feb):28-42.
  • Scafato EP, Ghirini S. L'impatto dell'alcol sullo stato di salute della donna. In: Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, ed. La salute della donna. Proposte, strategie, provvedimenti per migliorarla. Libro Verde. Milano: Franco Angeli; 2008. p. 33-41.

Anno 2009

  • Ghirini S, Galluzzo L, Gandin C, Russo R, Parisi N, Martire S, Barbariol P, Scafato EP. Lo stato di salute degli italiani in relazione al consumo di alcol. Alcologia. 2009;5(9):40-46.
  • Scafato EP, Ghirini S, Casertano L. Prevenzione dell'abuso di alcol. Rapporti ISTISAN. 2009;09(23):2-26.
  • Scafato EP, Ghirini S, Galluzzo L, Farchi G, Gandin C, Gruppo di lavoro CSDA (Centro Servizi Documentazione Alcol). Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia. Valutazione dell'Osservatorio Nazionale Alcol - CNESPS sull'impatto dell'uso e abuso di alcol ai fini dell'implementazione delle attività del Piano Nazionale Alcol e Salute. Rapporti ISTISAN. 2009;09(04).