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approfondimenti

I programmi di prevenzione individuale: i dati della sorveglianza Passi

A cura dello Staff centrale Passi, Cnesps-Iss

 

31 gennaio 2013 - Il sistema di sorveglianza Passi è in grado di rilevare la quota di popolazione adulta che si sottopone a test di screening per la diagnosi precoce del tumore della cervice, della mammella e del colon-retto, sia nell’ambito di programmi di screening organizzati dalle Asl che al di fuori di questi, per iniziativa spontanea o su consiglio medico. Di queste due componenti della popolazione che si sottopone a screening per la diagnosi precoce dei tumori, Passi è in grado di descriverne la diffusione sul territorio nazionale, le differenze in termini socio-demografici e i cambiamenti nel tempo, offendo così la opportunità di arricchire e integrare quanto monitorato dall’Osservatorio nazionale screening (leggi in proposito l’approfondimento “I programmi di screening organizzati: uno strumento efficace di prevenzione dei tumori” a cura dell’Osservatorio nazionale screening).

 

Per i tre screening oncologici emerge un chiaro gradiente Nord-Sud a sfavore delle Regioni meridionali, in cui ancora insufficiente risulta l’offerta dei programmi organizzati e dove non si registra alcun significativo aumento (dal 2008 al 2011) della prevalenza di persone che si sottopongono agli screening per la diagnosi precoce dei tumori.

 

La quota di popolazione che aderisce agli screening nell’ambito dei programmi organizzati è la componente maggiore per tutti e tre gli screening, seppur con diverse entità, ed è quella che determina le differenze fra macroaree geografiche e il gradiente Nord-Sud. Inoltre, la quota di coloro che si sottopone a screening per iniziativa personale non riesce a contrastare la mancanza di offerta dei programmi organizzati: per esempio, laddove l’offerta dei programmi organizzati è particolarmente bassa risulta bassa anche la quota di chi fa prevenzione individuale su iniziativa spontanea.

 

Non solo, l’analisi dei dati rileva che i programmi organizzati riducono le disuguaglianze sociali nell’accesso agli screening, che invece si evidenziano (quando non si fa distinzione se l’adesione allo screening è fatta nell’ambito di programmi organizzati o meno) a sfavore dei gruppi meno istruiti, di quelli che riferiscono maggiore difficoltà economiche e dei cittadini stranieri.

 

Screening cervicale

Nel periodo 2008-2011, il sistema di sorveglianza Passi rileva che 3 donne su 4, di età compresa tra i 25 e i 64 anni, si sottopongono a un test di screening preventivo del tumore della cervice uterina nei tempi raccomandati, la metà di loro lo fa nell’ambito di un programma organizzato. Infatti la quota di adesione spontanea è rilevante e paragonabile a quella che aderisce ai programmi di screening organizzati dalle Asl (38% vs 37% nell’ambito di programmi organizzati). La copertura complessiva del test screening cervicale (al di fuori o nell’ambito di programmi organizzati) è quindi relativamente alta e va aumentando nel tempo ma non ancora sufficiente in alcune Regioni, soprattutto meridionali, dove l’offerta dei programmi organizzati è ancora troppo bassa, non aumenta e dove prevale la quota di donne che fa prevenzione su iniziativa personale. Leggi la pagina del rapporto nazionale Passi 2011 dedicata allo screening cervicale.

 

Screening mammografico

Nel periodo 2008-2011, Passi segnala che mediamente 7 donne su 10, di età compresa fra 50 e 69 anni, si sottopongono a mammografia preventiva nei tempi raccomandati. La quota di donne che aderisce ai programmi di screening organizzato è decisamente superiore a quella che si sottopone a test in modo spontaneo: 5 donne su 10 aderiscono ai programmi organizzati mentre 2 fanno prevenzione su iniziativa personale. Ancora una volta significativo è il gradiente Nord-Sud a sfavore delle meridionali, principalmente dovuto alla mancanza di offerta di programmi organizzati. Rimane, infatti, invariata nelle tre ripartizioni geografiche la quota di donne che si sottopone a mammografia per iniziativa personale. Leggi la pagina del rapporto nazionale Passi 2011 dedicata allo screening mammografico.

 

Screening colon-rettale

Nel periodo 2010-2011, la sorveglianza Passi, rileva che il 38% delle persone di 50-69 anni di età ha eseguito uno degli esami per la diagnosi precoce dei tumori colorettali a scopo preventivo, in accordo con le raccomandazioni. L’adesione allo screening avviene nella quasi totalità dei casi nell’ambito di programmi organizzati e scarsamente su iniziativa personale. L’offerta non è però ancora presente su tutto il territorio nazionale né tantomeno è omogenea, in particolar modo nelle Regioni meridionali meno di una persona su sei fa prevenzione del tumore del colon-retto. Leggi la pagina del rapporto nazionale Passi 2011 dedicata allo screening colon-rettale.