Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Iran - 20 febbraio 2004

Mentre in Italia emergono i primi dati sugli effetti a livello psicologico del terremoto che l’anno scorso ha colpito in Molise il comune di San Giuliano, in Iran l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fornisce ogni settimana i dati aggiornati sulla situazione sanitaria in cui versa la popolazione colpita dal sisma che due settimane fa ha raso al suolo la città, mentre si prospetta un nuovo, grande nemico: il freddo.

Bam, Iran

  • A seguito del terremoto a Bam, che ha ucciso più di un terzo dei suoi 90.000 abitanti, le operazioni di soccorso si stanno spostando dalla ricerca dei sopravvissuti ad azioni più a lungo termine, volte alla riabilitazione della popolazione. Secondo un recente articolo pubblicato sulla rivista British Medical Journal, il rischio più grande al momento è dato proprio dal freddo. “La maggior parte delle abitazioni sono state distrutte – spiega Richard Munz, coordinatore sanitario per la Federazione internazionale della Croce Rossa a Bam – e a causa delle basse temperature potrebbe aumentare il numero di infezioni respiratorie e polmoniti”.
  • Non è stata registrata alcuna evidenza di epidemie o particolari malattie emerse dopo il sisma. Si sta discutendo dell’importanza delle misure igieniche, al momento ancora scarse, e sono state richieste urgentemente più di mille latrine e altrettante docce.
  • Al momento sono state distribuite più di 92.000 tende. La maggior parte della popolazione continua a vivere in tende attorno alla città, nonostante l’invito del governo a recarsi nei campi attrezzati. Alcune istallazioni temporanee sostituiscono la maggior parte di ospedali e centri sanitari, distrutti durante il terremoto.
  • Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità quasi la metà dei feriti sono stati trasportati per via aerea in altri ospedali della regione.
  • Sempre l’OMS ha richiesto al governo iraniano 3 milioni e mezzo di dollari per fronteggiare l’emergenza, dichiarando che al momento la priorità è quella di migliorare le condizioni di vita dei sopravvissuti, mantenendo monitorato l’eventuale rischio di epidemie, oltre a offrire un adeguato sostegno psicologico a chi ha vissuto la tragedia.

 

San Giuliano, Italia
Un terremoto ha sempre conseguenze molto pesanti sia in termini di morti e distruzione, ma spesso anche a livello sanitario. Superata la prima emergenza, legata ai danni fisici, aumenta il rischio di nuove epidemie e si presentano problemi di salute legati agli effetti psicologici della tragedia. Di questo si è occupato uno studio pubblicato sul numero di settembre del Bollettino epidemiologico nazionale (BEN) dell’Istituto superiore di sanità, dal quale emergono i primi dati relativi a disturbi secondari come stress e depressione emersi dopo il terremoto dello scorso anno a San Giuliano.

La ricerca è stata eseguita dalle ASL di Campobasso e Termoli, monitorando lo stato di salute della popolazione che ha subito il sisma, suddivisa in tre aree in base alla gravità dei danni.
In tutto sono stati compilati più di mille questionari, dai quali emerge che i soggetti più a rischio sono i bambini. La maggior parte ha infatti evidenziato i sintomi di PTSD (Post Traumatic Stress Disorder), mentre tra gli adulti il 14 per cento ha avuto effetti psico-fisici.
Leggi il testo completo dello studio.


 

trova dati