Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

migranti e salute

Archivio 2011

(1 dicembre 2011) Oms Europa e salute delle popolazioni immigrate

Rispondere in maniera adeguata alla sempre maggiore eterogeneità della popolazione europea, soprattutto in seguito ai fenomeni migratori osservati negli ultimi anni. È questo il tema del nuovo libro dell’Oms Europa “Migration and health in the European Union”, un testo che affronta il diritto degli stranieri di accedere ai servizi sanitari e le sfide che gli addetti ai lavori si trovano a fronteggiare per monitorare la loro salute. La pubblicazione, rivolta ai decisori politici e agli addetti ai lavori mostra esempi di buone pratiche, illustra le implicazioni politiche dei provvedimenti attuati e suggerisce le strategie da adottare, a livello nazionale e regionale, per migliorare la salute delle popolazioni immigrate arrivate in Europa. Per maggiori informazioni consulta le pagine dedicate sul sito dell’Ufficio europeo dell’Oms.

 

(6 ottobre 2011) La salute della popolazione immigrata a Reggio Emilia

Molte conferme e qualche novità nel secondo rapporto sulla salute della popolazione

immigrata a Reggio Emilia, pubblicato a maggio 2011. I dati demografici degli anni considerati (2005-2008) confermano il progressivo incremento della popolazione immigrata, a carico maggiormente delle donne (ormai quasi al 50%). Rimane evidente l’effetto “migrante sano”, che caratterizza tutta la prima fase dell’immigrazione, tipicamente a carico di giovani sani che portano con sé la capacità di lavoro manuale. Risultano dunque basse la mortalità, l’incidenza dei tumori e la frequenza dei ricoveri ospedalieri. Gli aspetti di salute più problematici continuano a essere quelli connessi alla gravidanza e ai nuovi nati, gli infortuni sul lavoro e le malattie infettive. Riguardo al ricorso alle strutture ospedaliere: pochi ricoveri ma molti accessi al Pronto soccorso. Il Centro famiglia straniera, che eroga prestazioni sanitarie di base a chi non ha diritto alle cure primarie e presso cui è sempre presente il servizio di mediazione culturale, si è affermato come struttura di riferimento per un numero elevato di immigrati, a cui negli ultimi anni garantisce non solo le prestazioni in urgenza ma anche, se occorre, continuità assistenziale. Per maggiori informazioni leggi il documento completo (pdf 23 Mb).

 

(21 luglio 2011) Assistenza pre e post natale tra le donne straniere

Carenza di informazioni e minore capacità di usufruire delle opportunità assistenziali: sono due degli aspetti che caratterizzano il percorso nascita delle donne immigrate che affrontano l’evento in Italia, per le quali il consultorio familiare si configura come un servizio di riferimento. Questi dati emergono da due indagini, una qualitativa l’altra quantitativa, condotte nel 2009 con l’obiettivo specifico di valutare l’assistenza pre e post natale e il vissuto delle donne straniere. Le indagini, condotte all’interno del progetto: “Il percorso nascita: promozione e valutazione della qualità dei modelli operativi” ispirato al “Progetto obiettivo materno infantile” (Pomi), introdotto dal piano sanitario nazionale 1998-2000, rivelano la necessità di un’organizzazione operativa dei servizi assistenziali in grado di garantire continuità assistenziale, adeguata formazione del personale e presenza di mediatrici culturali. Per maggiori informazioni scarica il rapporto Istisan 11/12 “Percorso nascita e immigrazione in Italia: le indagini del 2009”.

 

(26 maggio 2011) Tubercolosi, Hiv e salute dei migranti

Individuare i fattori di rischio, gli interventi preventivi risultati efficaci, e identificare gli elementi che favoriscono un’appropriata gestione assistenziale della tubercolosi e dell’infezione da Hiv, in particolare nella popolazione migrante: è questo l’obiettivo del convegno “Tubercolosi, Hiv e migrazione: una reale emergenza?” che si è svolto il 19 maggio 2011 all’Iss. Sebbene Tb ed Hiv non siano particolarmente frequenti nelle persone che arrivano nel nostro Paese, le problematiche relative al controllo, alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura delle stesse rimangono prioritarie anche in considerazione delle situazioni di stigma ed emarginazione a cui possono essere associate. Fattori aggravanti che rendono particolarmente vulnerabili le popolazioni migranti sono il difficile accesso ai Servizi sanitari e la non sempre adeguata fruibilità delle prestazioni, causati da barriere linguistiche e culturali. L’evento scientifico rappresenta il decimo appuntamento dell’Italian National Focal Point - Infectious diseases and migrant, un network di esperti coordinato dall’Iss, che si occupa del fenomeno migratorio e delle esigenze sanitarie a esso collegate. Per approfondire leggi: sul sito dell’Iss, il Primo Piano dedicato all’evento e gli atti del convegno (pdf 310 kb); sul sito del ministero della Salute il documento Aggiornamento delle raccomandazioni per le attività di controllo della tubercolosi. Politiche efficaci a contrastare la tubercolosi nella popolazione immigrata (pdf 980 kb) pubblicato a maggio 2010.

 

(12 maggio 2011) Sorveglianza sindromica nella popolazione immigrata

A seguito dell’aumentato afflusso di migranti sulle coste italiane conseguente alla situazione di instabilità geopolitica del Mediterraneo meridionale, è stata attivata dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità (Iss) una sorveglianza sindromica presso i centri di accoglienza distribuiti sul territorio nazionale. L’obiettivo principale è rilevare precocemente qualsiasi evento che possa rappresentare un’emergenza di salute pubblica e organizzare una risposta tempestiva e appropriata. I dati sono raccolti per 13 sindromi insieme con i denominatori (popolazione ospitata nei centri) stratificati per classe d’età da ciascun centro. Leggi i bollettini epidemiologici a cura del Cnesps-Iss sulla sorveglianza sindromica nella popolazione immigrata.

 

(21 aprile 2011) Immigrati: protocollo operativo per sorveglianza sindromica e profilassi immunitaria

Rilevare le emergenze di salute pubblica e intervenire in modo tempestivo: sono le indicazioni contenute nel protocollo operativo (pdf 320 kb) elaborato dal ministero della Salute e dal Cnesps-Iss, in collaborazione con le Regioni, per sorvegliare lo stato di salute della popolazione immigrata. Infatti, l’arrivo di un elevato numero di migranti in tempi relativamente brevi, rende necessario identificare e gestire tempestivamente l’insorgenza di sindromi tra la popolazione. Per questo motivo, il sistema di sorveglianza sindromica, verrà mantenuto per tutta la durata dell’emergenza immigrazione e prevede anche la valutazione delle necessità vaccinali dei minori, sia sulla base del nostro calendario vaccinale, sia della certificazione del Paese di provenienza. Per maggiori informazioni visita la pagina web del ministero della Salute, scarica il protocollo operativo (pdf 320 kb) e il libretto delle vaccinazioni (pdf 1 Mb).

 

(14 aprile 2011) Immigrazione e rischi di salute pubblica

L’attuale crisi del Mediterraneo e i flussi migratori verso l’Europa, portano in primo piano la necessità di identificare le potenziali minacce alla salute pubblica e di garantire risposte efficaci ai bisogni emergenti. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha pubblicato una valutazione del rischio da cui emerge che il pericolo di importazione delle malattie infettive dal Nord Africa è basso. Nel documento si sottolinea anche che le condizioni di vita dei migranti nei centri di accoglienza, dove si registra sovraffollamento e scarsa igiene, sono la principale causa preoccupazione in quanto queste sono importanti fattori di rischio per il diffondersi di malattie infettive. La comunità scientifica internazionale si è poi riunita a Roma il 13 aprile 2011 nell’incontro “Circolazione delle popolazioni migranti nei Paesi mediterranei della Ue: le future sfide per i sistemi sanitari” organizzato dal ministero della Salute, in collaborazione con la Commissione europea e con il sostegno dell’Oms Europa. Leggi l’approfondimento.

 

(7 aprile 2011) Crisi nel Mediterraneo: coperture vaccinali nei Paesi coinvolti

Sono quasi 450 mila le persone fuggite dalla Libia, di cui circa 300 mila originari di altri Paesi, principalmente verso la Tunisia (con oltre 220 mila arrivi) e l’Egitto (con oltre 177 mila arrivi). Dall’inizio dell’anno oltre 20 mila immigrati sono arrivati sull'isola di Lampedusa e a Malta, prevalentemente provenienti dalla Tunisia. Tra il 26 e il 28 marzo si sono verificati inoltre i primi sbarchi in Italia di migranti provenienti direttamente dalla Libia. La documentazione fino ad ora disponibile, anche grazie alla rete EpiSouth che monitora i rischi sanitari nei Paesi che affacciano sul Mediterraneo, descrive la popolazione in movimento verso l’Italia, come composta da giovani adulti di sesso maschile in buona salute, vaccinati in accordo con il calendario vaccinale tunisino. In Tunisia sono riportate alte coperture vaccinali per patologie come morbillo, poliomielite, epatite B e bacillo di Calmette-Guérin (Bcg). Alte coperture vaccinali sono riportate anche in Egitto e in Libia. I dati sui calendari vaccinali dei Paesi di origine dei migranti consultabili da un database dell’Oms sono stati ritenuti attendibili dagli esperti dei Ministeri della Salute e Istituti di Salute pubblica dei Paesi coinvolti nell’attuale crisi del mediterraneo, partecipanti al progetto EpiSouth. Aggiornamenti sull’argomento sono disponibili sul sito dell’Oms dedicato alla situazione umanitaria in Libia e nei Paesi limitrofi, sul sito dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli affari umanitari (Unocha) e su quello dell’Organizzazione internazionale per la migrazione (Iom). Leggi il documento “Calendario e coperture vaccinali nei Paesi del Nord Africa coinvolti nella attuale crisi del Mediterraneo” (pdf 180 kb) a cura del reparto di Epidemiologia delle malattie infettive del Cnesps-Iss. Leggi anche il resoconto della missione svolta dall’Ufficio europeo dell’Oms, a Lampedusa, per valutare le condizioni sanitarie degli immigrati arrivati sull’isola.