Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

migranti e salute

Archivio 2015

(22 dicembre 2015) Migranti e salute in Europa: cosa è emerso dall’high level meeting di novembre

L’high level meeting sulla salute dei migranti, tenutosi a Roma il 23-24 novembre 2015, è stato il primo incontro organizzato dall’Ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in collaborazione con l’Ufficio regionale per il Medio Oriente e quello per l’Africa, a seguito della richiesta degli Stati Membri durante il 65° Comitato Regionale per l’Europa dell’Oms (settembre 2015). Zsuzsanna Jakab (direttore generale dell’Oms Europa) ha sottolineato l’importanza di capire le profonde sfide poste dai flussi migratori alla società e alle istituzioni europee e ha ribadito la necessità di affrontare le implicazioni di sanità pubblica nell’ottica del programma quadro Health 2020, incentrato sulla promozione della salute, del benessere e dell’equità. «L’Europa è l’Europa a causa delle migrazioni che hanno modellato la nostra storia ed è parte del nostro Dna». Questo l’incipit del discorso di Martin Seychell (Direttore generale per la Salute, Commissione europea) che ha parlato in chiusura dell’high level meeting. Tra gli aspetti principali emersi dal convegno, e messi in evidenza da Seychell, la necessità di assicurare sistemi sanitari, ricettivi e centrati sulle persone . Sistemi che sappiano rispondere alle tre differenti fasi del fenomeno migratorio: l’arrivo in un Paese europeo (di transizione o di destinazione), l’accoglienza e l’integrazione. La conferenza produrrà un documento con le azioni richiesta a medio e lungo termine che verranno discusse nella sessione del 2016 del Comitato regionale per l’Europa dell’Oms. Per approfondire consulta: il discorso di Martin Seychell (Commissione europea); il discorso di Zsuzsanna Jakab (Oms Europa); la pagina del sito dell’Oms Europa dedicata all’high level meeting, dove sono presenti materiali e informazioni utili per gli operatori.

 

(3 dicembre 2015) Dall’Oms Europa un’infografica sulla salute dei migranti

L’Ufficio europeo dell’Oms, ha pubblicato l’infografica #MigrationHealth, contenente 7 promemoria sulle necessità mediche e sanitarie importanti per supportare la salute dei rifugiati e dei migranti che arrivano in Europa. Per maggiori informazioni visita il sito dell’Oms Europa.

 

(19 novembre 2015) Salute dei migranti in Europa: le necessità in vista dell’inverno

Sebbene i rifugiati non rappresentino attualmente una minaccia per quanto concerne le malattie infettive in Europa, queste popolazioni sono vulnerabili e pertanto dovrebbero essere considerate tra i target prioritari delle attività di prevenzione e controllo. È quanto emerge dal Rapid Risk Assessment Ecdc “Communicable disease risks associated with the movement of refugees in Europe during the winter season” (pdf 848 kb) del 10 novembre 2015. Infatti le condizioni di sovraffollamento e le carenze igieniche documentate nei centri di accoglienza espongono, con l’arrivo della stagione invernale, gli ospiti a un aumentato rischio di contrarre patologie respiratorie, gastrointestinali e legate ad ectoparassitosi. Nell’editoriale di EurosurveillanceRefugee crisis demands European Union-wide surveillance!” del 12 novembre 2015, si auspica un’azione coordinata a livello europeo. Tale azione dovrebbe includere l’aumentata consapevolezza dei rischi e delle tipologie di infezione a cui le popolazioni di rifugiati potrebbero essere state esposte e a cui potrebbero essere esposte nei centri di accoglienza, la disponibilità di misure igienico-sanitarie preventive (incluse le vaccinazioni) e l’accesso ai servizi sanitari di diagnosi e cura. Per poter attuare tali azioni, sono tuttavia necessari dati attendibili sulle condizioni di salute dei migranti nel loro percorso migratorio in Europa. Raccogliere queste informazioni a livello europeo presenta tuttavia numerose complessità. Ecdc suggerisce la realizzazione di sistemi di sorveglianza sindromica nei centri di accoglienza per complementare (e non sostituire) il sistema di notifica delle malattie infettive in vigore negli Stati Membri. Per maggiori informazioni leggi il Rapid Risk Assessment Ecdc “Communicable disease risks associated with the movement of refugees in Europe during the winter season” (pdf 848 kb) del 10 novembre 2015 e l’editoriale di EurosurveillanceRefugee crisis demands European Union-wide surveillance!” del 12 novembre 2015.

 

(19 novembre 2015) EpiCentro aggiorna le pagine sui numeri

Quanti sono i migranti nel nostro Paese? Come si distribuiscono sul territorio? Da dove arrivano? E in Europa? E a livello globale? Epicentro aggiorna le pagine sui numeri in Italia, in Europa e nel mondo.

 

(5 novembre 2015) Dossier statistico immigrazione 2015

In Europa nel 2014, sono giunti oltre 600 mila richiedenti asilo principalmente da Siria, Afghanistan, Kosovo, Eritrea e Serbia. Nello stesso anno, in Italia, sono sbarcate oltre 170 mila persone e sono state registrate 64.625 richieste di asilo. Erano 5 milioni i cittadini stranieri residenti in Italia all’inizio del 2015, di cui 3,5 milioni provenienti da paesi non Ue. Si riscontra un forte aumento dei processi di inserimento (acquisizioni di cittadinanza, iscrizioni a scuola, incidenza sugli occupati e sulle nascite), persiste un bilancio positivo tra spesa pubblica ed entrate statali assicurate dagli stranieri e migliorano le statistiche penali. Si riscontrano tuttavia crescenti difficoltà nel superare le discriminazioni e nell’orientare le politiche di immigrazione e di integrazione. È quanto emerge dal Dossier statistico immigrazione 2015, realizzato dal Centro studi Idos in partnerariato con la rivista Confronti e in collaborazione con l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar). Il dossier propone una panoramica sull’immigrazione in ambito globale ed europeo ed un approfondimento sul contesto italiano. Per maggiori informazioni visita il sito dell’Idos e scarica la sintesi dei dati (pdf 1,3 Mb).

 

(29 ottobre 2015) Malattie trasmesse da vettore tra i migranti arrivati in Europa: la valutazione del rischio dell’Ecdc

Anche se casi di malaria e di altre malattie trasmesse da vettori in Europa potrebbero essere associati all’arrivo di gruppi di popolazioni migranti, questi casi non risultano inaspettati. Un nuovo rapid risk assessment, pubblicato dall’Ecdc a ottobre 2015, valuta la situazione in seguito alla segnalazione di un caso di malaria in un migrante appena arrivato in Svezia. In Europa, durante i mesi invernali l’attività dei vettori come zecche e zanzare è molto bassa e questo limita la diffusione delle malattie infettive trasmesse da questi vettori (come la malaria, la leishmaniosi e la schistosomiasi). Tuttavia, le condizioni di affollamento in cui si trovano spesso a vivere le popolazioni migranti possono favorire la trasmissione di malattie trasmesse da pidocchi del corpo anche durante l’inverno. Particolarmente importante è il rafforzamento della capacità di identificare i casi soprattutto nelle aree dove sono presenti i vettori competenti migliorando la sorveglianza epidemiologica in Europa. Per la prevenzione dei casi secondari o dei focolai di malattie trasmesse da vettore è necessario migliorare le misure generali di igiene e offrire a queste persone l’accesso universale ai servizi sanitari. Per maggiori dettagli consulta il documento completo “Risk of importation and spread of malaria and other vector-borne diseases associated with the arrival of migrants to the Eu” e leggi il comunicato stampa.

 

(29 ottobre 2015) In agenda un meeting su salute e migranti

Il 23 e 24 novembre si incontreranno a Roma i Ministri e i rappresentanti degli Stati membri della Regione europea dell’Oms per discutere le nuove sfide poste alla sanità pubblica dall’arrivo di popolazioni migranti. Saranno affrontati temi che spaziano dalla gestione delle malattie trasmissibili e non trasmissibili all’impatto dei flussi migratori sui sistemi sanitari europei. Vista l’importanza e il carattere inter-regionale degli argomenti trattati, l’Oms ha invitato anche le autorità dei Paesi di origine e transito delle popolazioni migranti (nel Mediterraneo orientale e in Africa), oltre che a rappresentanti dell’Ecdc, dell’Onu e dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Per maggiori informazioni consulta la pagina dedicata sul sito dell’Oms Europa.

 

(22 ottobre 2015) Disponibilità di vaccinazioni ai migranti irregolari e richiedenti asilo

Il rapid risk assement Ecdc “Shortage of acellular pertussis-containing vaccines and impact on immunisation programmes in the Eu/Eea” (pdf 549 kb), e in particolare la Tabella 3 (a pagina 8) pubblicato a ottobre 2015, fornisce un quadro sulle vaccinazioni offerte ai migranti irregolari e i richiedenti asilo in 18 Paesi europei. Il documento, pubblicato in risposta al calo della disponibilità di vaccino acellulare per la pertosse (aP) in alcuni Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo, suggerisce come prioritizzare le strategie vaccinali per ridurre la minimo l’impatto della malattia considerando la carenza di vaccino aP riscontrata.

 

(15 ottobre 2015) Salute dei migranti e sanità pubblica

L’Ufficio regionale europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha pubblicato tre revisioni della letteratura dedicate alla salute delle diverse popolazioni migranti (irregolari; lavoratori; rifugiati/richiedenti asilo) nella Regione Europea. I migranti irregolari in Europa hanno, nella maggior parte dei casi, diritto di accesso solo a una assistenza sanitaria in regime di emergenza/urgenza. Anche nei Paesi in cui godono un pieno diritto di accesso ai servizi sanitari, quest’ultimo è ostacolato da barriere formali e informali. “Public health aspects of migrant health: a review of the evidence on health status for undocumented migrants in the European Region” riporta una revisione sistematica di 122 documenti e suggerisce opzioni di policy per la raccolta dati, la ricerca, il diritto di accesso ai servizi sanitari, l’informazione e la comunicazione, la formazione e gli approcci intersettoriali. La seconda review “Public health aspects of migrant health: a review of the evidence on health status for labour migrants in the European Region” si focalizza sulla salute dei migranti lavoratori, in cerca di occupazione o che hanno perso il lavoro in Europa, analizzando 33 studi che identificano barriere di accesso (anche non legali) che impediscono un pieno utilizzo dei servizi sanitari. Il documento analizza anche il ruolo dello status di documentazione, dello status socioeconomico, delle assicurazioni sanitarie, dei sindacati e della sicurezza sul posto di lavoro. Infine sottolinea come sia importante un approccio intersettoriale tra i diversi settori di governo per ridurre diseguaglianze nell’accesso e nella qualità dei servizi sanitari offerti a queste popolazioni. La terza revisione, “Public health aspects of migrant health: a review of the evidence on health status for refugees and asylum seekers in the European Region”, analizza 72 studi sulla salute di rifugiati e richiedenti asilo in Europa ed evidenzia come l’accesso ai servizi sanitari sia molto vario nella Regione europea dell’Oms in base alla legislazione vigente in ciascuno Stato membro. Il documento mette in evidenza la necessità di migliorare il coordinamento tra i diversi attori coinvolti, sia all’interno del sistema sanitario che al di fuori di esso, e la comunicazione con i richiedenti asilo. Infine indica come sia assolutamente necessario migliorare la raccolta dei dati in modo che possa guidare un lavoro intersettoriale focalizzato sui bisogni di salute di rifugiati e richiedenti asilo in Europa.

 

(15 ottobre 2015) Malattie infettive e salute dei migranti: da leggere

Per approfondire il tema delle malattie infettive tra le popolazioni migranti è possibile leggere due articoli pubblicati sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, alla cui stesura hanno partecipato anche ricercatori dell’Istituto superiore di sanità: “Towards a European Framework to Monitor Infectious Diseases among Migrant Populations: Design and Applicability”, pubblicato a settembre 2015, riporta i risultati di un’indagine volta a progettare, e valutare l’applicabilità nell’Unione Europea (Ue), di una cornice per la raccolta di dati sulle malattie infettive, che meglio tenga conto dei diversi fattori associati al rischio per queste patologie nelle popolazioni migranti; “Screening for infectious diseases among newly arrived migrants in EU/EEA countries--varying practices but consensus on the utility of screening” (pdf 363 kb), pubblicato a ottobre 2014, analizza invece, le politiche di screening per malattie infettive e di offerta vaccinale, rivolte a migranti che giungono in Europa, messe in atto dai diversi Paesi Ue.

 

(8 ottobre 2015) Ecdc: nuove pubblicazioni

L’attuale, rilevante, flusso migratorio verso l’Europa sta stimolando lo studio delle implicazioni che questo fenomeno potrebbe avere sul benessere dei migranti e sulla salute pubblica nei Paesi ospitanti. In una Scientific Opinion, l’Ecdc mette in evidenza i principali bisogni di salute di migranti irregolari, rifugiati, e richiedenti asilo. Tra gli aspetti sollevati la necessità di garantire buone condizioni igienico-sanitarie nelle strutture di accoglienza, il rischio sanitario legato all’esposizione a varianti europee di malattie infettive prevenibili da vaccino e l’importanza di conoscere lo status vaccinale e, quando necessario, offrire accesso alle vaccinazioni. Per maggiori informazioni consulta il documento completo “Expert Opinion on the public health needs of irregular migrants, refugees or asylum seekers across the EU’s southern and south-eastern borders”, il comunicato stampa e le pagine Ecdc dedicate al tema dei Migranti e al tema delle disuguaglianze di salute.

L’Ecdc, a settembre 2015, ha anche pubblicato un documento tematico dedicato all’infezione da Hiv tra le popolazioni migranti in Europa e in Asia centrale. Il thematic report fa parte di una serie di pubblicazioni che valutano i progressi fatti dopo la Dichiarazione di Dublino nella lotta contro Hiv/Aids. Il documento sottolinea come i dati sulla prevalenza dell’infezione da Hiv e sull’accesso alla prevenzione, diagnosi e terapia di questa patologia tra le popolazioni migranti nella Regione siano scarsi e difficilmente confrontabili tra Paesi. Sulla base dei dati disponibili, Ecdc propone un’analisi della attuale situazione epidemiologica, delle principali vie di trasmissione di Hiv nelle popolazioni migranti nella Regione e dei programmi di prevenzione e cura nei Paesi Ue/Eea. Per approfondire consulta il documento completo “Thematic report: Migrants Monitoring implementation of the Dublin Declaration on Partnership to Fight HIV/AIDS in Europe and Central Asia: 2014 progress report” e gli altri thematic report della serie “Dublin Declaration Monitoring - 2014 progress”.

 

(1 ottobre 2015) Salute dei migranti nelle Asl Milano 1 e Milano 2

L’Osservatorio epidemiologico della Asl Milano 1 ha realizzato il rapporto “Analisi dello stato di salute e dell'accesso ai servizi dei migranti”, che analizza la salute dei migranti residenti sul territorio delle Asl Milano 1 e Milano 2, da cui emerge che i migranti sono una popolazione giovane (circa un terzo ha un’età compresa tra 25 e 39 anni e circa un quarto sono minorenni) i cui principali problemi di salute sono dovuti a patologie “acute”, per cui si rivolgono prevalentemente alle strutture ospedaliere. Il quadro fornito dal rapporto mostra che, per quanto riguarda i ricoveri in regime ordinario, non sono presenti sostanziali differenze con la popolazione italiana (a parte l’anticipazione dei ricoveri ostetrici in età più precoci per le donne migranti) e, relativamente alle patologie croniche, i risultati mostrano una popolazione migrante tendenzialmente più sana rispetto alla popolazione italiana. Per il rapporto sono stati utilizzati gli indicatori presenti nella letteratura specifica a cui sono stati aggiunti altri nuovi indicatori costruiti ad hoc. I risultati indicano che sul territorio indagato non sono presenti diseguaglianze di accesso al sistema sanitario, mentre mettono in luce molti peculiari aspetti della salute dei migranti. Per maggiori informazioni scarica il documento completo.

 

(17 settembre 2015) Migrazione e salute: nuovi materiali dall’Oms

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) mette a disposizione di operatori e cittadini nuovi materiali dedicati a migranti e salute: le Faq (Frequently asked questions: migration and health) e lo statement di Zsuzsanna Jakab (direttore dell’Oms Europa) sulle sfide poste dai movimenti di popolazione per i rifugiati, i migranti e le popolazioni ospitanti. Per approfondire, leggi anche pagina del sito dell’Oms Europa dedicata alle pubblicazioni sul tema migranti e salute.

 

(3 settembre 2015) Azioni intersettoriali per la salute dei migranti: la newsletter Phame

L’8% della popolazione della regione europea dell’Oms è costituita da migranti, che sono stimati essere circa 73 milioni. La mobilità delle persone comporta un aumento delle diversità all’interno delle società che richiede ai sistemi sanitari una maggiore flessibilità e la capacità di adattarsi ai diversi bisogni e profili di salute. Il fenomeno migratorio pone dunque implicazioni di breve, medio e lungo termine, che coinvolgono tutti i 53 Paesi della Regione e che devono essere affrontate con un dialogo interregionale, intersettoriale e coordinato. Sono alcuni degli aspetti sottolineati dall’articolo introduttivo “Intersectoral action for migrant health” pubblicato nel numero di luglio 2015 della newsletter del progetto europeo Phame (Public Health Aspects of Migration in Europe). Il progetto coinvolge gli Stati membri al fine di rafforzare tutti gli aspetti relativi alla salute delle popolazioni migranti. Per maggiori informazioni consulta l’articolo “Intersectoral action for migrant health”, il numero completo della newsletter di luglio 2015 e la pagina dedicata alla newsletter Phame.

 

(30 luglio 2015) Malattie infettive e migranti: i materiali del workshop di maggio 2015

Si è parlato di pratiche di screening per le malattie infettive tra i migranti e di strategie e coperture per le malattie prevenibili da vaccino nella due giorni che, il 28 e 29 maggio 2015, ha visto partecipare esperti da oltre 20 Paesi della regione del Mediterraneo e del Mar Nero. Il workshop “Screening practices for infectious diseases among newly arrived migrants” e “Vaccine Preventable Disease (VPD): strategies and coverage” è, infatti, stato occasione per presentare i risultati preliminari dell’indagine atta ad identificare i programmi di screening attualmente in corso, e loro relative procedure, condotta dal Cnesps dell’Iss nell’ambito delle iniziative di monitoraggio della salute delle popolazioni migranti, supportate dall’Ecdc dal Ministero della Salute italiano. L’indagine ha coinvolto in una prima fase i paesi dell’Ue/Eea ed in una seconda i paesi non-UE del Mediterraneo e del Mar Nero che fanno parte del Network di paesi istituito col Progetto EpiSouth. Leggi l’approfondimento.

 

(28 maggio 2015) Malattie croniche e migranti in Italia: il rapporto e il convegno

Si è svolto a Venezia, il 18 maggio 2015, il convegno “Malattie croniche e migranti in Italia”. L’evento – organizzato dall’Oms Europa, e il Centro nazionale di epidemiologia sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Iss – è stata occasione per presentare il rapporto “Malattie croniche e migranti in Italia. Rapporto sui comportamenti a rischio, prevenzione e diseguaglianze di salute” (pdf 2,2 Mb), pensato per stimolare un dibattito italiano ed europeo sulla salute dei migranti, partendo dai dati del sistemi di sorveglianza Passi sui fattori di rischio. L’importanza del convegno non è stata tanto nella qualità dei discussant e della platea (molti gli operatori della sanità pubblica, i ricercatori e gli studiosi del mondo dell’immigrazione che hanno partecipato) quanto dagli importanti messaggi lanciati dai diversi relatori e condivisi durante la giornata. Stefano Campostrini (Università Ca’ Foscari, Venezia) racconta la giornata.

 

(5 febbraio 2015) In agenda: il convegno dell’Italian National Focal Point – Infectious Diseases and Migrant

Aprire un dibattito sulla stretta interazione tra gli aspetti economici, politici e socio-culturali e la necessità di garantire a tutti gli individui il diritto alla salute, in un momento storico nel quale agenti patogeni nuovi, o che si pensava fossero stati sconfitti minacciano la salute del singolo e della comunità di appartenenza. Questo l’obiettivo alla base del XIII convegno dell’Italian National Focal Point – Infectious Diseases and Migrant (Network nazionale di esperti sulla salute delle popolazioni migranti, coordinato dall’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione - Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate - Istituto Superiore di Sanità) dal titolo “Salute e migrazione: nuovi scenari internazionali e nazionali”, in programma a Roma il prossimo 17 febbraio. Per iscriversi all’evento, organizzato dall’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione, c’è tempo fino al 12 febbraio. Per maggiori informazioni visita la pagina dedicata sul sito uniticontrolaids.it.

 

 


 

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