A cura del reparto di Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss
24 aprile 2013 - La maggior parte dei servizi sanitari europei è stata sviluppata per la popolazione autoctona e quindi ha spesso dei limiti nel rispondere ai bisogni di altri gruppi di popolazione. Con l’aumento dei flussi migratori verso, e all’interno dell’Europa, sviluppare servizi accessibili, appropriati e di buona qualità rivolti ai migranti sta diventando una priorità anche per l’Italia.
Una elevata copertura vaccinale nella popolazione è un requisito essenziale per ridurre l’incidenza delle malattie prevenibili da vaccino e delle loro conseguenze in termini di morbilità e mortalità, ed è funzionale al raggiungimento di obiettivi specifici di sanità pubblica come l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita.
La maggior parte dei gruppi non immunizzati appartengono a popolazioni dette “difficili da raggiungere” ovvero che non hanno facile accesso ai servizi vaccinali e a informazioni appropriate sull’importanza delle immunizzazioni. È noto, da analisi sui focolai epidemici di malattie prevenibili da vaccino e sulle barriere di accesso alle vaccinazioni condotte in Europa e nel Mediterraneo, che i migranti sono una di queste popolazioni [1-3].
Favorire l’accesso alle vaccinazioni delle popolazioni migranti in Europa
Il Cnesps, con il reparto di Epidemiologia delle malattie infettive, partecipa a una iniziativa europea volta a favorire l’accesso dei migranti alle vaccinazioni: il progetto Promovax (PROmote VACCinations among migrant populations in Europe).
Promovax, iniziato nel maggio 2010, è un progetto cofinanziato dal Programma Sanitario della Commissione Europea Dg Sanco 2008-2013. L’ obiettivo generale del progetto è di promuovere la vaccinazione nelle popolazioni migranti in Europa, al fine di contribuire all’eliminazione delle malattie prevenibili da vaccino nella regione e ridurre le ineguaglianze sociali con impatto sulla salute. In particolare, il progetto ha lo scopo di:
Il progetto si rivolge alla popolazione migrante regolarmente presente nei Paesi Ue (compresi i richiedenti asilo e i rifugiati), che fanno parte del mercato del lavoro dell’Unione europea.
Al progetto Promovax partecipa un consorzio di 8 Paesi europei (Germania, Norvegia, Italia, Polonia, Grecia, Ungheria, Croazia e Cipro). Il partner principale (Prolepsis, Grecia) coordina la struttura operativa e la disseminazione dei risultati. Le attività sono organizzate in 6 gruppi di lavoro (workpackage – Wps). Tre Wps verticali ne costituiscono il fondamento tecnico: “Analisi dell’origine dei migranti nell’Ue e loro accesso alle immunizzazioni” (coordinato dal Cyprus University of Technology, Cipro), “Identificazione, valutazione e scambio delle buone pratiche esistenti nell’immunizzazione dei migranti” (coordinato da l’Università di Pécs, Ungheria) e “Sviluppo di toolkit per i professionisti sanitari e di materiale educativo rivolto ai migranti” (coordinato da Prolepsis, Grecia).
Tre partner italiani partecipano ai Wps verticali del progetto: l’Istituto superiore di sanità, l’Università degli studi di Sassari e l’Università degli studi di Milano.
Gli strumenti prodotti dal consorzio Promovax
I principale output del progetto sono due documenti: un opuscolo informativo rivolto alle popolazioni migranti nei Paesi coinvolti e uno strumento tecnico rivolto al personale sanitario, con lo scopo di favorire l’accesso e l’accettabilità delle vaccinazioni.
L’adattamento italiano del toolkit per professionisti sanitari prodotto dal progetto Promovax
Lo “Strumento per i professionisti sanitari” è l’adattamento italiano di un Toolkit sviluppato nell’ambito del progetto Promovax e finalizzato a favorire la compliance alla vaccinazione delle popolazioni migranti.
A differenza di altri Paesi europei, l’Italia garantisce il diritto di accesso ai servizi pubblici di prevenzione a tutti coloro che si trovano sul territorio nazionale a prescindere dallo status legale di residenza. Sono tuttavia noti ostacoli nell’accesso ai servizi sanitari a causa della scarsa fruibilità dei servizi stessi da parte delle popolazioni straniere e a problemi di informazione/comunicazione.
Lo scopo dello strumento di Promovax per l’Italia è quindi di favorire il superamento di questi ostacoli specifici all’accesso ai servizi vaccinali rivolgendosi ai Medici di medicina generale e Pediatri di libera scelta (Mmg/Pls), professionisti sanitari “in prima linea” che hanno occasione di contatto con popolazioni migranti ma che non sono necessariamente esperti di vaccinazioni.
È stato necessario adattare il toolkit alla realtà italiana, pur tenendo presente che essendo esso in origine un lavoro condotto a livello europeo, presenta dei limiti. Lo “Strumento per i professionisti sanitari” va quindi considerato come una versione preliminare che potrà essere oggetto di revisione da parte di autorità sanitarie locali, regionali e centrali nel caso in cui ne venga valutata l’utilità.
Il toolkit è stato presentato nell’ambito del convegno “Settimana europea delle vaccinazioni 2013. Il punto sull’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, la vaccinazione Hpv e l’accesso alle vaccinazioni nelle popolazioni migranti” svoltosi a Roma il 16 e 17 aprile 2013.
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Per approfondire leggi anche:
L’accesso alle vaccinazioni nelle popolazioni migranti: “buone pratiche” in Italia
Sebbene in Italia esistano numerose iniziative volte a favorire l’accesso delle popolazioni migranti alle vaccinazioni, difficilmente esse vengono condivise e divulgate al di fuori del contesto in cui si sono sviluppate. Nell’ambito del progetto Promovax, il Cnesps, con il reparto di Epidemiologia delle malattie infettive, ha coordinato lo svolgimento di un’indagine trasversale che ha coinvolto le Regioni e PA italiane con lo scopo di identificare buone pratiche per favorire l’accesso alle vaccinazioni delle popolazioni migranti in nel nostro Paese.
Questo lavoro ha permesso di individuare una notevole ricchezza di attività in questo settore. La molteplicità delle iniziative individuate e la loro diversità ha disegnato un quadro di forte mobilitazione socio-sanitaria locale in Italia.
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Le pratiche rivolte alle popolazioni migranti regolarmente presenti sul territorio nazionale, target del progetto Promovax, sono state anche valutate in ambito europeo e inserite in un indice di buone pratiche europee pubblicato sul sito del progetto.
Riferimenti