Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

migranti e salute

Speim: salute pubblica ed emergenza immigrazione

Antonino Bella, Silvia Declich – reparto di Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss

 

20 ottobre 2016 - Dopo la dichiarazione dello stato di emergenza umanitaria ad aprile 2011, a seguito dello sbarco di un numero eccezionale di migranti in Italia nel contesto di una crisi geopolitica in Nord Africa, l’Istituto superiore di sanità (Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute, Cnesps) e il ministero della Salute con le Regioni avevano sviluppato un sistema di sorveglianza sindromica dedicato, finalizzato ad evidenziare emergenze sanitarie nei Centri che ospitavano migranti nel territorio nazionale (consulta la pagina dedicata su EpiCentro).

 

La nuova ondata eccezionale di migrazione che ha interessato l’Italia dalla fine del 2013 ha richiesto la continuazione e il rafforzamento delle attività di sorveglianza sindromica. È nato dunque il progetto Speim (Salute pubblica ed emergenza immigrazione), al fine di fornire un’analisi di contesto e l’istituzione/rafforzamento di flussi informativi nei centri di immigrazione della Regione Sicilia, finalizzati all’identificazione precoce e al controllo delle malattie infettive.

 

In particolare la sorveglianza sindromica per le malattie infettive rivolta alle popolazioni ospitate nei Centri per immigrati è finalizzata a evidenziare tempestivamente eventi rilevanti per la sanità pubblica, per permettere alle autorità sanitarie locali e regionali di poter intervenire in modo adeguato in caso di necessità.

 

Nel sistema di sorveglianza sono stati coinvolti alcuni Centri per immigrati che hanno dato la loro adesione a partecipare alla sorveglianza sindromica, tra i Centri governativi presenti sul territorio regionale più altri Centri identificati dalla Regione Sicilia che, per le loro caratteristiche, presentavano un maggior turnover degli ospiti e quindi dove la sorveglianza sarebbe potuta essere di maggiore utilità.

 

Per approfondire consulta:

Dalle conclusioni del primo report emerge che: la realizzazione di un sistema di sorveglianza sindromica durante l’emergenza immigrazione in Sicilia ha permesso di ottenere dati epidemiologici in tempo reale su una popolazione particolarmente vulnerabile e gestita secondo modalità territorialmente e istituzionalmente complesse. La sorveglianza sindromica ha dimostrato una buona partecipazione dei Centri per Immigrati che hanno aderito, confermandosi un valido strumento per la rilevazione precoce di eventi rilevanti in sanità pubblica. Il modello di analisi statistica ha generato in totale 48 allerte, tutte rientrate il giorno successivo, tranne che per le infestazioni dovute essenzialmente a casi di scabbia e per la malattia febbrile con rash cutaneo dovuti a casi di morbillo e varicella.

 

Dalla survey sui Centri è emerso invece che è stato arruolato nella sorveglianza sindromica il 71% dei Centri censiti. Nel 27,3% dei centri il personale sanitario è dipendente dall’ente gestore, nel 59,1% è dipende dalla Asl, nel restante 13,6% è rappresentato da collaboratori esterni. Il personale sanitario del Centro provvede anche alla notifica dei casi di malattia infettive nel 77,8%, tuttavia solo 6 centri riportano di aver notificato almeno un caso di malattia infettiva nell’ultimo anno. Dieci Centri raccolgono regolarmente e inseriscono in un database le informazioni sullo stato di salute degli ospiti presenti nel Centro. Il 100% dei Centri hanno delle strutture sanitarie di riferimento per il trasferimento degli ospiti del Centro finalizzati alla diagnosi e cura di patologie, ma solo 8 Centri hanno procedure standard per il trasferimento dei pazienti a queste strutture. Invece 9 strutture hanno procedure standard per attivare i servizi di prevenzione.