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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Infezione da virus Zika

Arbovirosi in Italia: lo stato dell’arte in un convegno all’Iss

Caterina Rizzo (reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss), Giulietta Venturi e Giovanni Rezza (dipartimento di Malattie infettive, parassitarie ed immunomediate, Mipi-Iss)

 

28 aprile 2016 - Ottimizzare la preparedness relativa ai rischi di introduzione e diffusione di patogeni trasmessi da vettori sul territorio nazionale, descrivere gli approcci e le criticità diagnostiche delle infezioni da Arbovirus, illustrare e confrontare l’organizzazione delle sorveglianze a livello regionale: questi i principali obiettivi della giornata di studio organizzata dal dipartimento di Malattie infettive, parassitarie ed immunomediate (Mipi) e dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Il convegno, dal titolo “La sorveglianza delle malattie virali emergenti e riemergenti in Italia: focus su Zika, West Nile e altre arbovirosi”, si è svolto il 19 aprile 2016 e ha avuto tra i relatori esperti internazionali e autorità sanitarie nazionali (ministero della Salute, Centro nazionale sangue, Centro nazionale trapianti, Istituti zooprofilattici) e regionali.

Dopo una prima overview sull’andamento globale delle infezioni da Arbovirus, Jonas Schmidt-Chanasit (Bernhard Nocht Institute for Tropical Medicine, Germania) ha presentato un focus sullo virus Zika e sul rischio di microcefalia e di sindrome di Guillan-Barrè.

 

È stato poi dato spazio alle esperienze nazionali. Nella prima sessione – dedicata a Chikungunya, Dengue e Zika – si è parlato di sorveglianza epidemiologica, dei diversi aspetti inerenti la diagnosi di laboratorio, del controllo del vettore e della valutazione dell’efficacia delle misure di prevenzione. Inoltre, è stato presentato uno studio Iss sulla competenza vettoriale per virus Zika dell’Aedes albopictus (in Italia il vettore potenzialmente più efficace).

 

Il pomeriggio, durante la seconda sessione, è stata fatta una riflessione sul sistema di sorveglianza integrato per il West Nile che vede l’interazione tra diverse professionalità e sistemi di sorveglianza (di ambito entomologico, veterinario e umano). Si è poi discusso dell’approccio alla sorveglianza e alla prevenzione dell’infezione da West Nile virus nel sistema trasfusionale e nel sistema dei trapianti di organi, cellule e tessuti e anche di come organizzare la prossima stagione di sorveglianza, armonizzando le attività a livello nazionale.

Come dimostrato dall’elevato numero di iscritti e dall’interesse suscitato dalle presentazioni e dalla partecipazione di tutte le diverse competenze coinvolte nello studio e nella sorveglianza di queste malattie, la giornata si è dimostrata un utile momento di riflessione e aggiornamento sulle Arbovirosi e sul loro potenziale diffusivo a livello nazionale e internazionale.

 

Il convegno è stato anche occasione per presentare una quadro delle complesse attività epidemiologiche, virologiche ed entomologiche correlate al controllo delle Arbovirosi e ha fornito diversi spunti in vista della stesura delle raccomandazioni sulla sorveglianza e prevenzione di queste malattie in Italia.