Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Infezione da virus Zika

Aspetti epidemiologici

Nel mondo

 

24 novembre 2016 – Il comitato di emergenza del Regolamento Sanitario Internazionale (International Health Regulations, IHR 2005) dell’Oms, il 1 febbraio 2016, ha dichiarato che l'incremento della diffusione del virus Zika e potenzialmente associato ai casi di microcefalia e altri disordini neurologici riportati dal Brasile (e nella Regione delle Americhe) costituiva un’emergenza di sanità pubblica di livello internazionale. Il 18 novembre 2016, durante il quinto meeting del comitato di emergenza del Regolamento Sanitario Internazionale (International Health Regulations, IHR 2005) sull’infezione da virus Zika e sui casi di microcefalia e altri disordini neurologici, il Direttore generale ha annunciato la fine della emergenza di sanità pubblica di livello internazionale e ha rilanciato le raccomandazioni temporanee emerse dai meeting precedenti del Comitato che saranno incorporate in un piano di risposta a lungo termine. Per approfondire consulta lo statement Oms: “Fifth meeting of the Emergency Committee under the International Health Regulations (2005) regarding microcephaly, other neurological disorders and Zika virus” del 18 novembre 2016.

 

Lo virus Zika è stato isolato per la prima volta in Uganda nel 1947 (da ricercatori della fondazione Rockfeller che stavano studiando la febbre gialla) dalle scimmie della foresta Zika, vicino al lago Victoria. Il primo caso di infezione nell’uomo risale al 1968 in Nigeria e dal 1968 al 2007 si sono registrati casi di infezione umana solamente nell’Africa centrale e nel Sud Est asiatico. La prima epidemia si è verificata nel 2007 sull’isola di Yap (Micronesia), dove sono stati segnalati 185 casi sospetti.

 

A partire dal 2013, sono stato registrati focolai nelle isole del Pacifico (Polinesia francese – dove si è registrato il focolaio più esteso, Nuova Caledonia e Isole Cook). In occasione dei focolai epidemici del 2013 sono giunte le prime segnalazioni di complicanze neurologiche potenzialmente associate all’infezione e nel corso della diffusione in Brasile è stato osservato, a partire dal mese di ottobre, un aumento dei casi di microcefalia nelle aree endemiche.

 

Nel maggio del 2015 la Pan American Health Organization (Paho) ha segnalato l’infezione umana da virus Zika in Brasile, infezione che da quel momento ha iniziato a diffondersi in altre zone del Sud America.

 

Al momento non si registrano in Europa focolai autoctoni di virus Zika, ma le autorità sanitarie di diversi Paesi (Danimarca, Finlandia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia) hanno riferito la presenza di casi di infezione in viaggiatori di ritorno dalle aree endemiche.

 

Sia lo European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), sia i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani hanno avviato un’attività di sorveglianza epidemiologica. L’Ecdc riporta la diffusione del virus negli ultimi 2 mesi (situazione di trasmissione attiva in atto) e negli ultimi 9 mesi (a supporto delle attività di diagnosi e monitoraggio delle donne in gravidanza e dei viaggiatori).

 

Analoghi eventi sporadici sono segnalati negli Stati Uniti (in un caso con la segnalazione di un neonato con microcefalia).

 

 

Tieniti aggiornato consultando:

 

il sito Ecdc:

il sito Oms:

il sito della Paho:

il sito del ministero della Salute: