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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Giugno 2001

Sorveglianze nazionali Impatto di una legge estesa a tutti sull’uso del casco e gli incidenti tra i ciclomotoristi in Italia nel 2000

Marco Giustini e Franco Taggi, Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, Istituto Superiore di Sanità, Roma

 

 Nel 1986, è stata introdotta in Italia  una legge che ha reso obbligatorio l’uso del casco per i motociclisti di tutte le età, e per i ciclomotoristi fino ai 18 anni.  Dopo l’entrata in vigore della legge, l’uso del casco tra i motociclisti è aumentato dal 15% al 97% e, da allora, è rimasto stabile. Invece, nonostante un iniziale aumento dal 4% al 52% (1), l’uso del casco tra i ciclomotoristi si è ridotto successivamente fino a valori attorno al 20% o meno. Questo livello è decisamente inferiore rispetto a quanto ci si dovrebbe attendere da un obbligo esteso ai soli minorenni.

 

Il 30 marzo 2000 è entrata in vigore la nuova legge sul casco (Legge 07.12.1999, n°472) che ne ha esteso l'obbligo ai maggiorenni sul ciclomotore.  Per coloro che sono sorpresi a circolare senza casco sono previste sanzioni che vanno, dal minimo di un’ammenda di 63 mila lire, fino al fermo amministrativo del veicolo per 30 giorni.

 

Per valutare l'efficacia della nuova legge sul casco è stato attivato un sistema di sorveglianza dell'uso del casco (Progetto Casco 2000) al quale hanno aderito 57 ASL distribuite su tutto il territorio nazionale (26 al nord, 11 al centro e 20 al sud). Effettuando almeno 3 rilevamenti a settimana, ciascuno della durata di un'ora, in postazioni fisse distribuite sul loro territorio, sono state compiute oltre 290.000 osservazioni sui ciclomotoristi nei 5 mesi a cavallo dell'entrata in vigore della legge (da febbraio a giugno). Inoltre è stato possibile monitorare, presso 27 centri di pronto soccorso, gli arrivi per incidenti stradali di ciclomotori.

 

Le medie d'uso, ponderate per il numero delle osservazioni compiute nelle aree geografiche, mostrano come l'uso del casco su ciclomotore, prima dell'entrata in vigore della legge, fosse decisamente basso, particolarmente nel centro e nel sud del Paese (Fig.1). Dopo il 30 marzo, l'uso è nettamente aumentato, fino a raggiungere percentuali d'uso superiori al 95% al nord e al centro. Nel sud, dove pure è stato registrato un aumento di oltre 4 volte, l'uso ha superato di poco il 60%.  Le prevalenze tra le 20 ASL meridionali studiate variavano dal  31 % a Cosenza al 98% a Salerno.

 

Un totale di 1.859 ciclomotoristi sono stati visitati nel pronto soccorso delle 27 ASL partecipanti.  Confrontando il periodo prima dell'entrata in vigore della legge (febbraio e marzo) con quello successivo (aprile, maggio e giugno), è stata osservata una marcata diminuzione degli arrivi al pronto soccorso (-40%). In particolare, gli arrivi al pronto soccorso con diagnosi riconducibili alle lesioni al capo si sono ridotti del 75%, la quota dei ricoverati ha subito una flessione pari al 48%, ma, limitatamente ai soli ricoveri in neurologia e neurochirurgia, la riduzione è stata dell'79% (Tabella).

 

Una sorprendente scoperta è stata la diminuzione osservata negli arrivi al pronto soccorso per le lesioni altri lesioni (-25%) che nulla hanno a che vedere con l'uso del casco. Probabilmente questo inatteso fenomeno è da attribuirsi ad un comportamento alla guida più prudente che ha fatto si che vi fossero meno incidenti. In generale si è osservata anche una riduzione della "gravità importante" pari al 63%.

 

Basandoci su un modello matematico sviluppato dall'ISS, si è potuto stimare che la legge ha permesso, in un anno, di salvare 180 persone, di evitare 350 casi di invalidità grave, con una riduzione complessiva di circa 8.000 ricoveri.

I recenti risultati del sistema di sorveglianza dei dispositivi di sicurezza ULISSE mostrano che, a distanza di un anno, le percentuali di uso riscontrate dopo la legge (aprile-giugno 2000) nel progetto Casco 2000 sono rimaste sostanzialmente invariate, anche se appare necessario rinforzare le azioni volte ad aumentare l'uso del casco nel sud del Paese.

 

Gli studi sull’uso del casco devono tener conto di diversi fattori, come le variazioni nel tempo e stagionalità nell’uso del casco, l’impatto sui tassi di trauma e di mortalità, i tipi di trauma osservati, ed i cambiamenti delle modalità e della frequenza d’uso dei ciclomotori. La sorveglianza continua, che attualmente è una componente del Sistema ULISSE (Progetto Dati Incidenti Stradali - Accordo Quadro Ispettorato Generale Circolazione e Sicurezza Stradale; Ministero dei Lavori Pubblici - Istituto Superiore di Sanità - Ministero della Sanità) fornirà ulteriori informazioni dettagliate su questi fattori. Nondimeno. I dati preliminari dimo 25/06/01strano che un anno dopo l’entrata in vigore della nuova legge sul casco, gli incrementi osservati inizialmente nell’uso del casco tra i ciclomotoristi si sono stabilizzati. Questo risultato è coerente con quelli ottenuti in altri Paesi che dimostrano che leggi “universali” sono più efficaci di leggi dirette a specifici gruppi di età della popolazione (3).

 

Infine, nonostante il livello di uso del casco sia complessivamente alto nel Paese, saranno necessari ulteriori sforzi per migliorare i livelli osservati nell’Italia meridionale ed insulare.

 

1)   Franco TAGGI Lancet, 1988, pag. 182.

2)   Susan. P. Baker, Brian O'Neill, William Haddon, William B. Long, "The Injury Severity Score: Development and Potential Usefulness", Proceedings of the 18 Conference of the American Association for Automotive Medicine

3)   Centers for Disease Control: Head injuries associated with motorcycle use. Wisconsin, 1991. MMWR, June 17, 1994; 43; 429-431