Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Novembre 2001

L’allontanamento dalla frequenza scolastica come misura di controllo delle malattie infettive. revisione dell’evidenza

Marta Luisa Ciofi degli Atti (Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, ISS)

 

L’allontanamento da scuola dei bambini affetti da malattie infettive è una misura preventiva che mira a diminuire il numero di casi secondari nella collettività; nelle scuole, infatti, bambini e ragazzi trascorrono molte ore a stretto contatto fisico, favorendo la trasmissione degli agenti infettivi.

 

A livello internazionale esistono numerose linee guida sui periodi di allontanamento scolastico (1, 2); in Italia le raccomandazioni in tema di isolamento dei pazienti con malattie infettive, inclusi i bambini che frequentano la scuola, sono contenute nella Circolare del Ministero della Sanità “Misure di profilassi per esigenze di sanità pubblica”, n. 4 del 13 marzo 1998.

 

Il periodo di allontanamento scolastico varia da malattia a malattia e dipende soprattutto dalla durata della contagiosità;  tuttavia, molte malattie infettive sono trasmissibili da persona a persona già prima dell’inizio dei sintomi clinici e l’efficacia dell’allontanamento è quindi spesso oggetto di discussione. Al di là del necessario periodo di cure a casa, infatti, la mancata frequenza scolastica può comportare numerosi problemi sia al bambino che alla sua famiglia, soprattutto in una società in cui sempre più di frequente entrambi i genitori lavorano, o un solo genitore si prende cura dei figli.

 

Un articolo recentemente pubblicato ha verificato le evidenze disponibili sul periodo di incubazione, la durata della contagiosità e l’efficacia dell’esclusione da scuola per 41 malattie infettive, selezionate perché frequenti o potenzialmente gravi in bambini in età scolare (3).

 

Per ogni infezione è stata effettuata una revisione sistematica della letteratura pubblicata tra il 1966 e il 1998. La qualità delle informazioni disponibili è stata elencata secondo quattro livelli progressivi di evidenza; in base alla qualità delle informazioni raccolte sono state raccomandate politiche di esclusione scolastica categorizzate in tre livelli decrescenti di validità, da A a C (Tabella 1).

 

Sono stati valutati oltre 3 000 articoli, di questi circa il 20% hanno fornito informazioni utili. Su 41 infezioni considerate, è stato possibile effettuare raccomandazioni di grado A solo per tre malattie: varicella, malattia di Lyme e tubercolosi. Per 17 malattie è stata effettuata una raccomandazione di grado B e per 21 una raccomandazione di grado C. In generale, i risultati di questo studio hanno evidenziato una buona corrispondenza tra le evidenze fornite dalla revisione della letteratura e quanto comunemente riportato sui testi di malattie infettive. Non potendo in questa sede riportare le raccomandazioni per tutte le malattie prese in esame, abbiamo identificato un sottogruppo di 11 condizioni particolarmente comuni o rilevanti in Italia. Per queste malattie abbiamo confrontato le raccomandazioni basate sull’evidenza pubblicate nel suddetto articolo (3) con le raccomandazioni italiane e statunitensi. I risultati sono riportati in Tabella 2.

 

Come si vede le raccomandazioni sono simili tra loro, tuttavia quelle basate sull’evidenza forniscono alcuni spunti che meritano di essere discussi. In particolare, gli Autori ritengono che 5 giorni di allontanamento siano sufficienti anche per rosolia e parotite, mentre per l’epatite A non viene raccomandata l’esclusione da scuola nei bambini > 5 anni, visto che la contagiosità è massima prima della comparsa dei sintomi e che nei bambini spesso la malattia è asintomatica. L’allontanamento è invece raccomandato per i bambini più piccoli, che rappresentano una frequente fonte di infezione per gli adulti suscettibili. L’esclusione da scuola non viene raccomandata neanche in caso di mononucleosi infettiva e faringite streptococcica. Al contrario, per la scarlattina il periodo di esclusione raccomandato è maggiore rispetto a quello italiano. Infine si vuole segnalare come per alcune infezioni molto comuni, come la pediculosi del capo e le enteriti da Salmonella, i dati a disposizione siano scarsi, tali da permettere solo raccomandazioni di grado C.

 

La revisione sistematica della letteratura è uno strumento molto importante per valutare l’evidenza scientifica circa l’efficacia di misure preventive e terapeutiche, che ha consentito negli ultimi anni di migliorare in molti campi la pratica clinica. L’allontanamento scolastico spesso è raccomandato più per tradizione che per comprovata efficacia dell’intervento, quindi la revisione delle evidenze disponibili è fondamentale, sia per aggiornare le raccomandazioni in uso che per identificare aree di scarsa conoscenza in cui è necessario condurre ulteriori ricerche.

 

Riferimenti bibliografici

 

1. Guidance for infection control in schools. CDR Weekly 1999; 9: 269.

2. Hale CM, Polder JA. The ABCs of safe and healthy child case: a handbook for child care providers. Atlanta (GA): Centers for Disease Control and Prevention; 1996.

3. Richardson M, Elliman D, Maguire H, et al. Pediatr Infect Dis J 2001; 20: 380-91.