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Effetti sulla salute del Terremoto di
San Giuliano, 2002
Gruppo di lavoro
ricerca epidemiologica studi sugli effetti del sisma*
Diversi studi hanno
dimostrato le pesanti conseguenze, da un punto di vista
psicologico e sanitario, nelle popolazioni colpite da terremoti
o altre calamità naturali (1).
Nella fase acuta di
un terremoto, i danni fisici costituiscono il problema
sanitario più urgente ma, di norma, trascorsa una settimana, i
problemi di salute prevalenti sono quelli legati allo stress e
si manifestano non solo con depressione e disturbi del sonno e
dell’umore, ma anche con turbe psico-somatiche. Inoltre,
l’incidenza di altre patologie, come i problemi
cardio-vascolari, rimane elevata negli anni (1-3).
Tra i gruppi di
persone particolarmente esposti al rischio elevato di
manifestare problemi fisici o mentali vanno considerati i
bambini, la cui esperienza di vita è troppo breve per capire a
fondo e dare un senso agli effetti della calamità subita, gli
anziani privati spesso di legami materiali e umani intrecciati
durante l’arco di una vita ed esposti a un più alto rischio di
problemi di salute a causa di patologie pre-esistenti e i
soccorritori che, spesso, sono direttamente esposti agli orrori
degli eventi (1, 3).
Il terremoto che ha
colpito così duramente il Molise lo scorso anno ha offerto
l’opportunità di migliorare le conoscenze e la comprensione
degli effetti delle calamità naturali. In questo contesto le
AUSL di Campobasso e Termoli hanno avviato un’indagine allo
scopo di monitorare lo stato di salute della popolazione
residente, esposta al sisma.
Utilizzando le
informazioni in possesso della Protezione Civile è stata
disegnata una mappa della zona divisa in 3 aree concentriche,
usando il criterio dell’importanza dei danni causati dal sisma
(pesantemente colpite, moderatamente colpite, non colpite). In
ciascuna area sono stati selezionati tre Comuni con
caratteristiche socio-demografiche simili - San Giuliano di
Puglia, Petrella Tifernina e Castropignano - dove per due anni
verranno seguite le fasce di popolazione (6-18 anni e 19-65
anni e oltre) residenti al momento del sisma nei comuni di
Petrella e Castropignano, mentre nel comune di San Giuliano
verrà seguita tutta la popolazione residente.
L’indagine consiste
nella somministrazione, da parte di personale delle AUSL di
Campobasso e Termoli, di due questionari che indagano la
condizione socio-demografica, i comportamenti e le azioni
intrapresi immediatamente dopo il sisma, lo stato mentale
(depressione, Post Traumatic Stress Disorder - PTSD, ansia)
degli intervistati. Uno dei due questionari è stato
somministrato ai bambini/adolescenti; l’altro invece agli
adulti/anziani. A maggio 2003, i bambini da 6-13 anni residenti
nei tre comuni sono stati sottoposti a un questionario di
follow-up che si è limitata a una serie di domande sullo stato
mentale.
I questionari a
Petrella e a Castropignano sono stati somministrati tra
novembre e dicembre 2002; invece a San Giuliano, per vari
motivi tecnici (sfollamento, spostamento della popolazione,
problemi logisitici), le interviste sono state svolte tra
novembre e dicembre 2002 e febbraio-marzo 2003. Sono stati
completati 1 117 questionari: 199 bambini (41 a San Giuliano,
72 a Petrella e 86 a Castropignano), 286 adulti di San Giuliano
e 632 anziani (111 a San Giuliano, 294 a Petrella e 227 a
Castropignano).
I risultati
ottenuti hanno evidenziato negli adulti/anziani la presenza di
effetti psico-fisici più evidenti a San Giuliano, con un
deterioramento dello stato di salute percepita pre e post sisma
(Tabella).
A San Giuliano si è rilevato, inoltre, un 14% degli
intervistati con possibile PTSD, dei quali oltre il 50% ha
cercato sostegno all’esterno della propria famiglia, ma solo un
terzo si è rivolto a personale specializzato o ai Centri di
ascolto opportunamente predisposti.
La popolazione
infantile ha manifestato alti livelli di possibile PTSD a San
Giuliano, con valori di gran lunga superiori a quelli
registrati nella popolazione adulta (49% vs 14%); bambini con
alti livelli di PTSD si sono osservati, però, anche a distanza
dall’epicentro del sisma (Petrella 39%, Castropignano 35%), in
aree in cui si sono registrati danni fisici considerevolmente
inferiori, nessun decesso e solo pochi feriti di lieve entità.
Dei bambini con
possibile PTSD, solo una minima parte è stata contenta di
tornare a scuola, molti hanno dichiarato di aver incontrato
anche grosse difficoltà.
A San Giuliano si è
rilevata, peraltro, un’alta percentuale di bambini con
possibile PTSD che ha esternato le sensazioni provate dal
giorno del terremoto, ma con scarso profitto, poiché oltre il
50% di questi ha dichiarato di essere stato capito poco o
affatto.
L’analisi dei dati
emersi dalla somministrazione nella seconda fase di rilevazione
ai bambini a maggio 2003 dimostra che la prevalenza di bambini
con possibile PTSD, si è ridotta sostanzialmente a
Castropignano (10/71; 14%) e Petrella (8/72; 11%), ma rimane
relativamente alta a San Giuliano (5/14; 36%), sebbene occorra
prudenza nella valutazione di quest’ultimo per il ridotto
numero di bambini intervistati.
(*) Giovanni
Di Giorgio, Osservatorio Epidemiologico ASL “Centro Molise” di
Campobasso; Giusy Falciglia, Dipartimento di Riabilitazione ASL
“Centro Molise” di Campobasso; Franco Veltro, Dipartimento di
Salute Mentale ASL “Centro Molise” di Campobasso; Angelo
Malinconico, Immacolata Mustillo, Centro di Salute Mentale ASL
“Basso Molise” di Termoli; Vincenza Pede, Ernesta Musenga,
Direzione Sanitaria ASL “Centro Molise” di Campobasso; Nancy
Binkin, Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, ISS.
Il commento
Donato Greco
Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, ISS
Molti studi
epidemiologici sono stati condotti su popolazioni colpite da
calamità naturali, tanto da costituire quella che oggi viene
chiamata “l’epidemiologia dei disastri” e riviste scientifiche
rilevanti sono nate per ospitare questi risultati. Anche se nel
nostro Paese purtroppo, non mancano le catastrofi naturali,
pressoché annuali, sono decisamente rari studi epidemiologici
sugli effetti sulla salute delle catastrofi. Quest’assenza
diventa particolarmente stridente quando una parte consistente
dell’intervento post calamità è dedicata al settore salute.
Lo studio condotto
da Di Giorgio è un buon esempio di quest’attività di
particolare interesse perché riguarda gli effetti del disastro.
Inevitabile è stata la variazione delle condizioni psicologiche
pre e post sisma sostenuta dalla grande differenza tra le
popolazioni di San Giuliano, epicentro del sisma, e quelle di
Petrella e Castropignano, aree periferiche del sisma che non
hanno subito danni.
è confortante
rilevare nei dati dello studio la riduzione della prevalenza di
possibile PTSD in un tempo relativamente breve, seppure sarà
necessario completare la raccolta dei dati includendo il
secondo follow-up della popolazione adulta e infantile del sito
di San Giuliano, epicentro del terremoto.
Particolarmente
rilevante appare la compliance dello studio: la gran parte
della popolazione target è stata intervistata seppure
l’operazione intervista, non si presentava di facile
accettabilità.
Studi di questo
tipo aggiungono elementi cognitivi fondamentali per
l’adeguamento dell’intervento sanitario nelle popolazioni
colpite da terremoto.
Riferimenti bibliografici
1. Norwood et al.
Disaster psychiatry: principles and
practice. www.pscyh.org/pract_of_psych/principles_and_practice3201.cfm
2. Mental Health Services in Disasters: Manual for
Humanitarian Workers, PAHO-OPS, 2000.
3. Noji
ED (ed.) The public health consequences of disasters.
New York: Oxford
University Press, 1997.

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