Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Dicembre 2005

Studio "PASSI": Infortuni domestici

Giuliano Carrozzi1,2, Cinzia Del Giovane2, Carlo Alberto Goldoni2, Lara Bolognesi2, Gianfranco De Girolamo2, Anna Maria Ferrari3, Nicoletta Bertozzi1,4, Alba Carola Finarelli5

1 Programma di Formazione in Epidemiologia Applicata, Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, ISS

2 Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL, Modena

3 Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL, Reggio Emilia

4 Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL, Cesena

5 Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali, Regione Emilia-Romagna, Bologna

 

Gli infortuni rappresentano una importante causa di morbosità e di mortalità. Fra di essi rivestono un ruolo non secondario quelli che avvengono a domicilio sia per numerosità sia per impatto anche psicologico sulla popolazione, in quanto il domicilio è ritenuto essere un luogo “sicuro” (1). Sebbene gli incidenti domestici siano stati riconosciuti come un importante problema di sanità pubblica, non sono disponibili molte informazioni sulla loro incidenza, specialmente a livello locale, là dove vengono fatti molti interventi di sanità pubblica.

L’infortunio di tipo “domestico”, come viene definito dall’ISTAT nell’indagine multiscopo (2), presenta le seguenti caratteristiche:

  • compromissione temporanea o definitiva delle condizioni di salute a causa di ferite, fratture, contusioni, lussazioni, ustioni o altre lesioni;

  • accidentalità dell’evento, che deve essersi verificato indipendentemente dalla volontà umana;

  • l’evento deve essersi verificato in una abitazione, sia all’interno di essa sia in un eventuale balcone, giardino, garage, cantina, soffitta, pianerottolo o scala, indipendentemente dal fatto che l’abitazione sia della famiglia stessa o di altri parenti, amici o vicini.

Come descritto nell’articolo precedente, l’indagine nazionale PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), promossa dall’Istituto Superiore di Sanità e coordinata a livello regionale dal Servizio Sanità Pubblica dell’Assessorato alle Politiche per la Salute, ha lo scopo di effettuare una sorveglianza sullo stato di salute della popolazione italiana, grazie a un monitoraggio delle abitudini, degli stili di vita e dei programmi di intervento che il Paese sta realizzando per modificare i comportamenti a rischio.

 

Il Servizio Epidemiologia dell’Azienda Sanitaria Locale di Modena ha ampliato il questionario con una sezione relativa agli infortuni domestici realizzata dal Servizio. Questa estensione è stata utilizzata nelle province di Modena e di Reggio Emilia. Entrambe le ASL hanno effettuato il campionamento su 200 soggetti.

 

In questo documento è riportata una sintesi dell’analisi degli infortuni domestici sulla base dei dati congiunti delle due province (401 questionari validi) per aumentare la numerosità del campione.

 

Le persone che hanno riferito di aver subito un infortunio domestico nell’ultimo anno sono state 51, di cui 27 in provincia di Modena (pari al 13,4% delle interviste effettuate) e 24 in quella di Reggio Emilia (12%); gli infortuni sono stati 62: 30 per Modena (15%) e 32 per Reggio Emilia (16%); 5 persone hanno riferito di aver subito più di un infortunio.

 

Sulla base delle percentuali osservate, si è stimato che il numero di soggetti nella fascia di età 18-69 anni che annualmente subisce un infortunio domestico sia pari a 61.500 per la popolazione di Modena, che in quella fascia d'età ammonta ad oltre 456.300 persone, e circa 41.500 per quella di Reggio Emilia (334.000 persone).

 

Non si sono osservate differenze tra uomini e donne; mentre, dall’analisi della distribuzione per classi di età, emerge che si infortunano maggiormente le persone tra i 18 e i 34 anni. Gli intervistati hanno riferito che per il 78% degli infortuni domestici è stata sufficiente una medicazione in casa, il 18% si è recato al pronto soccorso senza però essere ricoverato in ospedale e il 4% è stato ricoverato in ospedale rimanendovi almeno una notte. Per nessun infortunio riferiscono di essersi rivolti al medico di medicina generale.

 

Non si sono rilevate differenze statisticamente significative tra le due ASL relativamente a questi comportamenti. Tra gli 11 infortuni che hanno richiesto cure mediche, 5 sono stati fratture o lussazioni e 4 ferite da taglio. In 6 casi su 11 gli "agenti" che hanno provocato l'infortunio sono elementi propri dell'abitazione (scale, pavimenti, vetri e mobili). Le attività svolte al momento dell’infortunio erano i lavori domestici per 4 casi, riparazioni/fai da te/bricolage per 3 casi (il dato è mancante nei rimanenti 4 casi).

 

Non si sono riscontrate associazioni dal punto di vista statistico tra gli infortunati e alcuni stili di vita che avrebbero potuto rappresentare un fattore di rischio, quale l’attività fisica intensa o moderata o l’assunzione di alcool, ma i numeri erano troppo piccoli. L’indagine PASSI ha dimostrato di essere flessibile in quanto ha permesso di inserire, in modo semplice e non oneroso, una sezione aggiuntiva come questa dedicata agli infortuni domestici. Sebbene il numero di interviste effettuate in questa fase pilota per il campione aziendale (200) sia sufficiente a inquadrare il fenomeno, non è adeguato ad indagare i fattori di rischio, le modalità e gli esiti degli infortuni, soprattutto per le modalità più rare. Per la stessa ragione, questi numeri non appaiono adeguati per utilizzare il questionario a fini valutativi a livello delle singole ASL, mentre potrebbero essere validi per valutazioni a livello regionale.

 

Per ASL con risorse adeguate, aumentare la grandezza del campione annuale può aumentare la possibilità di condurre analisi a livello locale. In alternativa, può essere possibile in futuro, combinando i dati di due o più anni, ottenere stime più robuste.

 

Riferimenti bibliografici

1.  Taggi F. La sorveglianza e la prevenzione degli infortuni in ambienti di civile abitazione: alcune riflessioni per l’attuazione dell’art.4 della Legge 493/1999. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2001 (Rapporti ISTISAN 01/11).

2.  ISPESL. Case, persone, infortuni: conoscere per prevenire. Roma; 2002.

 

Commento

Paolo D’Argenio

Direzione della Prevenzione Sanitaria, Ministero della Salute, Roma

 

Assieme ad altre, la misura dei “giorni in salute” fornisce indicazioni sullo stato di salute percepito ed è utilizzata nella pianificazione e nella ricerca per identificare disuguaglianze e monitorare i progressi nel raggiungimento degli obiettivi di salute (1), per la sua caratteristica di essere correlata a reddito ed istruzione, così come a sesso, età e gruppo etnico. I risultati presentati nell’articolo di Sconza mostrano una differenza Nord-Sud, che ancora una volta si palesa come la disuguaglianza principale tra sistemi sanitari, accesso alle cure e stato di salute.

 

Nel nostro Paese i piani sanitari raramente individuano obiettivi di salute misurabili, gli indicatori con cui devono essere misurati e i sistemi informativi in grado di fornire tempestivamente tali dati. In assenza di tali informazioni, i piani perdono parte della loro potenza unificante. Per queste ragioni, la "Relazione sullo stato di salute della popolazione" somiglia ad un insieme di approfondite monografie che, pur rappresentando una preziosa fonte di informazioni, mancando spesso la connessione con gli obiettivi dei piani, perde la sua funzione di valutazione. Per poter dire: "Siamo arrivati fin qui! Ed ora?". Il processo di pianificazione sanitaria risulta, allora, come inceppato e non riesce a muovere, in modo sufficientemente coordinato, le volontà e le forze nel sistema sanitario.

 

Lo studio PASSI (2) è una sperimentazione che serve a implementare nel nostro Paese un sistema di sorveglianza, dentro il sistema sanitario, capace di fornire informazioni che misurino la riuscita degli interventi di sanità pubblica per rispondere a quesiti come: aumenta la copertura degli screening oncologici? In altre parole: sta funzionando la legge 138/2004 art. 2bis che mira a superare le disuguaglianze nell’accesso agli screening? Oppure: quale è il comportamento dei fumatori, a seguito dell'entrata in vigore della legge 3/2003 sul divieto di fumo?

 

Il nucleo di questa sorveglianza è di misurare gli obiettivi di salute. Facendolo, le Regioni, l’Istituto Superiore di Sanità e il Centro Nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie danno attuazione all’accordo Stato-Regioni sulle linee guida per la prevenzione sanitaria e i dipartimenti di prevenzione. Ed il fatto che siano proprio le strutture di sanità pubblica a organizzare la rilevazione assume un doppio valore: mostra senso di responsabilità ed aumenta la probabilità che i risultati saranno utilizzati.

 

Tuttavia, se il sistema sanitario è il protagonista della valutazione, non si può sottacere che tale sistema è attualmente decentralizzato, per cui, accanto a un nucleo di problemi comuni, esistono differenti giudizi circa l’importanza dei vari problemi di salute. Per questo, un sistema come quello che è stato sperimentato non poteva non essere flessibile, in grado cioè di dare risposta a domande sorte in sede locale, come quelle poste nelle ASL di Modena e Reggio Emilia che avevano l’esigenza di stimare la frequenza di incidenti domestici, una delle priorità individuate dal Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2007.

 

Queste ASL hanno quindi aggiunto una sezione all’in-tervista ed hanno potuto stimare la frequenza degli incidenti domestici (12-13%), la gravità (un accesso a pronto soccorso su 5 incidenti), il tipo e le modalità. Carrozzi, nel suo articolo, lamenta l’impossibilità di individuare fattori di rischio, ma - anche se non è da escludere la possibilità che la sorveglianza contribuisca ad individuare i fattori di rischio - il risultato principale della sorveglianza, in questo caso, è di contribuire a definire se gli incidenti domestici sono un problema prioritario. Nel caso in cui la risposta sarà affermativa, le ASL rileveranno dalla letteratura scientifica quali sono gli interventi più utili e cercheranno di pianificarli e attuarli. La sorveglianza allora potrà fornire ulteriori informazioni relative a quanto l’intervento è stato applicato e quanto sono cambiati gli incidenti domestici.

 

Riferimenti bibliografici

1.  www.healthypeople.gov/

2.  www.epicentro.iss.it