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BEN - Notiziario ISS - Vol. 18 - n. 11 |
Novembre 2005 |
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Intossicazione alimentare da istamina a seguito di consumo di pesce fresco e inscatolato
L'intossicazione da istamina, nota come la
“sindrome sgombroidea”, è negli USA una delle più comuni
intossicazioni da ingestione di pesce (1). In Europa e in
Italia, invece, i casi riportati sono pochi e scarsamente
documentati. L'istamina si sviluppa in minima parte da
fenomeni autolitici di origine tessutale e, per la maggior
parte, dall'azione di enzimi elaborati da microrganismi
durante i primi processi degradativi. L'attività di tali
enzimi dipende dal contenuto di istidina libera nella
sostanza alimentare e dalla temperatura.
Episodio 1 Bartolomeo Griglio1, Giuseppe Sattanino1, Paolo Ajmerito1, Claudio Maggi2, Ugo Tanti2, Massimiliano Bassoli1, Anna Aldrighetti2, Valentina Marotta1, Lorenzo Pezzoli1 1Dipartimento di Prevenzione - S.C. Veterinaria area B, ASL 8 di Chieri (TO); 2Dipartimento di Prevenzione - S.C. IAN, ASL 8 di Chieri (TO)
Nel dicembre 2004 è pervenuta al
Servizio di Igiene degli Alimenti di Origine Animale della
ASL 8 di Chieri (TO) la segnalazione di un caso di sospetta
intossicazione da istamina di due persone appartenenti al
medesimo nucleo familiare, che la sera precedente si erano
recate presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Carmagnola
(TO) dopo il consumo di tonno fresco cucinato alla griglia.
Episodi 2 e 3 Giuseppe Boncompagni1, Laura Incandela1, Giorgio Briganti2, Franca Narduzzi3 1Unità Funzionale di Igiene e Sanità Pubblica, AUSL 9 Grosseto; 2Unità Funzionale di Igiene degli Alimenti, AUSL 9 Grosseto; 3Unità Funzionale Sanità Pubblica Veterinaria, AUSL 9, Grosseto
Nell'agosto
2005, due studentesse universitarie hanno consumato
insalata di tonno presso un bar di Grosseto. Dopo circa 15
minuti, entrambe presentavano arrossamenti al volto e al
corpo, sensazione di calore, prurito alle mani, bruciore
oculare, cardiopalmo, cefalea. Una di queste si recava alla
farmacia più vicina ove si accertavano ipotensio-ne e tachisfigmia. Dopo circa 3-5 ore, comparivano diarrea e
vomito. Accompagnate ad un Pronto Soccorso di Grosseto, è
stata diagnosticata una sospetta intossicazione
alimentare. Il giorno seguente permanevano cefalea e
sensazione di edema agli arti. Il terzo episodio è stato segnalato a Orbetello dalla Polizia Municipale nel maggio 2005. In questo caso, un adulto ha consumato un'insalata di tonno in un bar e presentava dopo 30 minuti sintomi suggestivi per intossicazione da sgombroidi, di intensità tale da ricorrere al Pronto Soccorso locale, dove è stato dimesso con diagnosi di “reazione allergica”. Il sopralluogo eseguito, a poche ore dalla notifica nel bar segnalato, ha permesso agli operatori dell'Unità Funzionale di Igiene e Sanità Pubblica di Orbetello di prelevare il cam-pione in un'unica aliquota di tonno all'olio di oliva da una confezione da 1.730 g conservata in frigorifero a 4 °C. La confezione, che è stata aperta 3 giorni prima del consumo del cibo in causa e parzialmente utilizzata, conteneva dei tranci compatti, completamente ricoperti di olio. Le analisi dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale, eseguite con tecnica HPLC, confermavano la presenza di istamina in misura di 8.299 mg/kg. I campioni prelevati successivamente su confezioni integre presso la ditta fornitrice davano invece esito negativo. Riferimenti bibliografici 1. Food and Drug Administration, HHS. Decomposition and histamineraw, frozen tuna and mahimahi, canned tuna and related species. Revised compliance policy guide. FDA; 1995. (http://vm.cfsan.fda.gov/~ear/DECOM2.html).
Commento Naceur Haoueta e Carmen Maresca Istitituto Zooprofilatico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche Gli episodi descritti confermano l'importanza della tempestività della notifica e del coordinamento delle strutture competenti per circoscrivere i focolai. In Italia, i prodotti conservati rappresentano la causa si-curamente più frequente di intossicazione da istamina. Nelle regioni Umbria e Marche sono stati confermati dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche, tra gennaio 1996 e ottobre 2005, più di 20 casi di intossicazione da istamina, dovuti all'assunzione di pesce conservato. Non va sottostimata però l'intossicazione per ingestione di pesci freschi appartenenti alle famiglie Scomberesocidae, Scombridae, Clupeidae ed Engraulidae. Numerosi lavori scientifici riportano infatti episodi di avvelenamento sgombroide a seguito del consumo di pesce fresco o inscatolato in cui l'istamina era preformata nel prodotto prima della fase di distribuzione e/o somministrazione (1). Diversi autori americani asseriscono che la produzione di istamina nei pesci è dovuta alla contaminazione batterica, dopo la pesca, di batteri abituali della flora intestinale (2, 3) e non per manipolazione successiva che sembra rappresentare nel nostro Paese la causa ampiamente più frequente. In conclusione, le autorità italiane dovrebbero prestare maggiore attenzione nella prevenzione dell'inquinamento batterico e nel controllo della qualità del pesce durante tutte le fasi di manipolazione, distribuzione e somministrazione dello stesso. Inoltre, è necessaria particolare attenzione per garantire una corretta conservazione nei contenitori aperti del pesce in scatola al fine di prevenire ulteriori insorgenze.
Riferimenti bibliografici 1. Renon P, Caligara M, Sironi L, et al. Presenza di istamina in tranci di tonno sottovuoto, freschi e congelati trattati con CO (monos-sido di carbonio. Il Pesce 2004; 3.2. European Commission Health & Consumer Protection Directorate-General, Rapid Alert System for Food and Feed (RASFF), News Notification: 03/102. Sop Carbon Monoxide in Fish, from Netherlands. Bruxelles; 2003.3. Taylor SL, Stratton JE, Nordlee JA. Histamine poisoning (scom-broid fish poisoning): an allergy-like intoxication. Clin Toxicol-ogy 1989; 27: 225-40.
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