Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Settembre 2005

Intossicazioni acute da antiparassitari di uso agricolo rilevate dai centri antiveleni nel 2004

Laura Settimi1, Franca Davanzo2, Alessandro Russo3, Carlo Locatelli4, Irene Cilento5, Maria Luisa Farina6, Lorella Faraoni2, Ida Marcello1

1Istituto Superiore di Sanità, Roma;

2Centro Antiveleni di Milano, A. O. Ospedale Niguarda Cà Granda, Milano

3Centro Antiveleni dell’ Università “La Sapienza”, Roma

4Servizio di Tossicologia, Centro Antiveleni e Centro Nazionale di Informazione Tossicologica, IRCCS Fondazione Maugeri, Università degli Studi di Pavia

5Centro Antiveleni, Ospedale “A. Cardarelli”, Napoli 6Centro Antiveleni Ospedali Riuniti, Bergamo

 

L’accordo tra Stato e Regioni per l’adozione di un primo piano nazionale triennale di sorveglianza sanitaria ed ambientale su eventuali effetti derivanti dall’utilizzazione di fitosanitari (categoria di antiparassitari utilizzati sulle piante e per la protezione dei prodotti agricoli) prevede che l’ISS coordini un’indagine sulle intossicazioni acute associate all’impiego di questi agenti (Accordo 8 maggio 2003, G.U. n. 121 del 27.5.2003). Al fine di adempiere a quanto richiesto, presso l’ISS è stato implementato un sistema di sorveglianza delle intossicazioni da antiparassitari basato sul contributo dei Centri Antiveleni (CAV). Il piano di lavoro prevede che da parte dei Centri collaboranti vengano adottate procedure standard per la rilevazione e segnalazione dei casi di interesse, definiti come “ogni soggetto preso in esame dai CAV a seguito di esposizione ad antiparassitari”.

 

Per ogni segnalazione trasmessa all’ISS viene prevista la revisione da parte di un gruppo di esperti in tossicologia clinica che, applicando criteri di riferimento, valutano la verosimiglianza dell’intossicazione (caso confermato di intossicazione, non caso, non valutabile) (1) e ne attribuiscono la gravità (mortale, elevata, moderata, lieve) (2). Inoltre, per ogni antiparassitario riportato sulla scheda di segnalazione viene prevista la classificazione in termini di tipologia di uso (agricolo, domestico o civile), categoria di impiego (insetticida, fungicida, ecc.) e classe chimica (fosforganico, carbammato, ecc.). A partire dal 1° gennaio 2004, hanno collaborato al sistema di sorveglianza i CAV di Milano, Roma “La Sapienza”, Pavia, Napoli e Bergamo, i quali prendono in esame circa il 76% dell’insieme delle richieste di consulenza inoltrate a livello nazionale per tutti i tipi di intossicazione (3).

 

Le segnalazioni di interesse trasmesse da questi Centri nel corso del primo anno di rilevazione sono state 2.513, di cui 1.266 (50%) riferite ad antiparassitari di uso agricolo. La revisione della casistica associata a questa ultima categoria di agenti ha portato ad una conferma di intossicazione per 478 soggetti. Circa l’80% (n=388) di questi casi è risultato esposto in modo accidentale ed è stato oggetto di successiva analisi. I risultati ottenuti mostrano che la gravità delle intossicazioni accidentali è risultata lieve per circa il 79% dei casi (n=307) e moderata per il 20% (n=79). Per due casi la gravità è risultata elevata. Le regioni con il maggior numero di osservazioni sono state la Sicilia (n=81) e la Campania (n=55) (Tabella 1).

 

La casistica è risultata costituita principalmente da uomini (n=290, circa 80%) e da soggetti con età superiore a 15 an-ni (n=368, circa 94%). I pazienti con esposizione in età pediatrica sono stati 24, di cui 9 con età compresa tra 1 e 4 anni. Tra gli uomini, circa il 57% dei casi (n=168) è stato esposto nel corso di attività lavorative ed il 40% (n=120) in ambito domestico. Viceversa, tra le donne, il 26% è stato esposto sul luogo di lavoro (n=20) ed il 63% in ambito domestico (n=52). Ottantacinque casi di intossicazione sono stati esposti a due o più agenti, per un totale di 502 esposizioni rilevate. La categoria di antiparassitari più frequentemente riportata è stata quella degli insetticidi (54% delle esposizioni) e, tra questi, la classe chimica dei fosforganici (22% delle esposizioni). I fungicidi e gli erbicidi hanno rappresentato, rispettivamente, il 26% ed il 14% delle esposizioni riportate dai casi. I composti che hanno causato il numero più elevato di incidenti sono stati il metomil (n=54), il glifosate (n=34), il dimetoato (n=30), il solfato di rame (n=25) e l’ossicloruro di rame (n=22) (Tabella 2).

 

L’andamento mensile delle intos-sicazioni ha evidenziato che circa il 64% degli incidenti si è verificato nel periodo compreso tra maggio ed agosto. Nel corso del periodo in esame sono stati rilevati due episodi di intossicazione collettiva di tipo ambientale, associati, rispettivamente, all’insetticida acrinatrina, applicato in prossimità di un campeggio, ed al fumigante 1,3-dicloropropene, applicato in prossimità di un’abitazione. In ciascuno degli incidenti sono state coinvolte otto persone. Nel loro insieme, le osservazioni effettuate nel 2004 risultano confrontabili con quanto precedentemente descritto (3). La distribuzione per regione dei casi identificati fornisce un primo contributo informativo che, con opportuni approfondimenti, può essere utilizzato per orientare attività di sorveglianza ed interventi per la prevenzione su base locale.

 

Per quanto riguarda le caratteristiche generali della casistica esaminata, l’osservazione che una parte rilevante delle intossicazioni si è verificata in ambiente domestico, pone l’attenzione sulla diffusione di modalità non corrette di manipolazione e conservazione dei prodotti antiparassitari agricoli, con conseguente rischio di esposizione per i familiari degli utilizzatori. A tale riguardo, richiedono una particolare considerazione anche i casi di intossicazione verificatisi in età pediatrica. La rilevazione di due episodi di intossicazione collettiva di tipo ambientale sollecita una disamina delle modalità di applicazione previste per i due agenti implicati, il fumigante 1,3 dicloropropene e l’insetticida acrinatrina, e pone l’attenzione sulle norme previste per la tutela delle aree pubbliche e private in prossimità di terreni agricoli. Per quanto riguarda l’episodio associato ad acrinatrina, va rilevato, inoltre, che questo agente, caratterizzato da una bassa tossicità per via orale, attualmente non è classificato in modo ufficiale dall'Unione Europea.

 

Tuttavia, il quadro clinico rilevato per i casi qui riportati, la cui esposizione ad acrinatrina si è verificata per via inalatoria, è risultato di gravità moderata, con manifestazione di sintomi locali e sistemici, suggerendo l’opportunità di una riconsiderazione delle caratteristiche di pericolosità per l’uomo di questo agente. Per quanto riguarda la segnalazione dei composti cui è stato associato il numero più elevato di intossicazioni, viene suggerita come prioritaria la disamina delle modalità di commercializzazione ed impiego dei prodotti agricoli che li contengono. Inoltre, anche per questi agenti risulta di interesse un’approfondita considerazione degli effetti rilevati sui casi esposti, anche al fine di rendere disponibili elementi conoscitivi utili ad una più completa caratterizzazione della loro pericolosità per l’uomo.

 

In conclusione, risulta opportuno sottolineare che la sistematica rilevazione ed analisi dei casi di intossicazione da antiparassitari presi in esame dai CAV offre una importante base conoscitiva per indirizzare approfondimenti ed interventi di prevenzione. Precedenti esperienze hanno evidenziato come un rapido scambio informativo tra quanto rilevato dai CAV e le osservazioni effettuate a livello locale possa garantire la tempestiva identificazione e caratterizzazione di problematiche emergenti (7,8). In considerazione di questi aspetti, risulta di prioritaria importanza che il sistema di sorveglianza promosso e coordinato dall’ISS sia in grado di garantire una rapida diffusione dei dati raccolti e promuova attività di collaborazio-ne con le regioni ed i referenti delle ASL.

 

Riferimenti bibliografici

1.   National Institute for Occupational Safety and Health. Sensor-pestici-des. Case definition (http://www.cdc/niosh/topics/pesticides).

2.   Persson H, Sjöberg G, Haines J, et al. Poisoning severity score. Gra-ding of acute poisoning. J Toxicol Clin Toxicol 1998; 36: 205-13.

3.   Davanzo F, Settimi L, Faraoni L. et al. Intossicazioni acute da anti-parassitari di uso agricolo in Italia: i casi esaminati dal centro antiveleni di Milano nel 2000-2001. Epidemio-logia e Prevenzione 2004; 26: 330-7.

4.   ISTAT. Principali risultati del 5° Censimento Generale dell’ Agri-coltura. Anno 2000 (http://censagr.istat.it/principalirisultati.pdf ).

5.   ISTAT. Statistiche in agricoltura. Anno 1999. Annuario 2002.6. Gruppo di lavoro APAT-ARPA-APPA Fitofarmaci. Dati di ven-dita elaborati AAAF-Anno 2001 (http://www.provinciatn.it/appa/slc/FrAttiviAAAF.htm).

7.   CDC. Pesticide-Related Illnesses Associated With the Use of a Plant Growth Regulator - Italy, 2001. MMWR 2001; 50: 845-7.

8.   CDC. An Update on Hydrogen Cyanamide-Related Illnesses - Italy, 2002-2004. MMWR 2005; 54: 405-8.