Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

giugno 2006

Studio sugli effetti della nuova legge che vieta il fumo nei locali pubblici gennaio-aprile 2005

Gruppo Enfasi: Campania: Annarita Citarella (Benevento); Friuli-Venezia Giulia: Riccardo Tominz (ASS 1 Triestina); Lazio: Matilde Loffredo (Monterotondo e Tivoli); Marche: Rosanna Rossini (Senigallia); Lombardia: coordinatori regionali, Marina Bonfanti e Luigi Macchi (Regione Lombardia), Elio Azzolari, Raffaele Paganoni (Bergamo), Claudio Scotti (Brescia), Ernesto Mantovani (Como), Roberto Moretti (Lecco), Fiorella Talassi (Mantova), Anna Silvestri (Milano), Giovanni Borroni (Milano 1), Giuseppe Maina e Luigi Fantini (Milano 2), Sandra Galbiati (Milano 3), Luigi Camana (Pavia), Lorella Cecconami (Sondrio), Roberto Bardelli (Varese), Stefania Bellesi (Valcamonica); Sicilia: coordinatore regionale, Patrizia Miceli (Osservatorio Regionale Sicilia), Mario Cuccia (ASL 3 Catania), Gianfranco Accordino (ASL 5 Messina); Toscana: Cinzia Raffaelli (Viareggio); Veneto: coordinatore regionale, Federica Michieletto (Regione Veneto), Mauro Soppelsa (ULSS 2), Mauro Ramigni e Anna Catia Miola (ULSS 3), Carmelo Brigadeci (ULSS 4), Renata Busato (ULSS 5), Felice Foglia (ULSS 6), Rita De Noni (ULSS 7), Erminio Bonsembiante (ULSS 8), Giovanni Marchioni (ULSS 14), Paolo Mancarella (ULSS 15), Lorena Gottardello (ULSS 16), Raffaella Bisi e Franco Rubini (ULSS 17), Maria Chiara Pavarin (ULSS 18), Primarosa Rozzarin (ULSS 19), Lucia De Noni (ULSS 20), Mario Rossini (ULSS 21); Istituto Superiore di Sanità: Nancy Binkin, Alberto Perra e Paola Scardetta (CNESPS); Ministero della Salute: Lorenzo Spizzichino, Paolo D’Argenio, Daniela Galeone e Mario Giaccio.

 

L’Italia è nel mondo il più grande Paese ad aver adottato una legge che vieta il fumo nei locali pubblici. Molti altri Paesi stanno prendendo in considerazione un simile provvedimento e guardano all’Italia per comprendere come un tale approccio possa essere attuato con efficacia anche da loro.

 

Per meglio comprendere gli intendimenti e gli ostacoli potenziali all’attuazione della legge e per monitorare e fornire un quadro multi-regionale degli effetti dell’applicazione dell’art. 51 della Legge n. 3 del 16 gennaio 2003, il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità ha intrapreso lo studio ENFASI.

 

Più specificamente, in un campione auto-selezionato di ASL, lo studio si prefigge di:

  • descrivere conoscenze, attitudini e comportamenti in relazione alla legge dei proprietari di locali pubblici, quali bar, pizzerie, pub, ristoranti;
  • stimare l’adesione alle disposizioni di legge nei locali pubblici.

A questo scopo lo studio si è articolato in una serie di 4 rilevamenti realizzati in tempi successivi per monitorare l’applicazione della legge che vieta il fumo nei locali pubblici.
Il primo di questi è stato realizzato fra dicembre 2004 e il 9 gennaio 2005 (pre); il secondo fra il 10 gennaio e il 30 aprile 2005 (chiamato post 1), il terzo fra il 1° maggio e il 30 novembre 2005 (chiamato post 2) e l’ultimo fra il 1° dicembre 2005 e il 15 febbraio 2006 (post 3). Due precedenti articoli, con i risultati di tali osservazioni riguardanti rispettivamente il periodo pre-implementazione della legge e il periodo immediatamente successivo alla sua entrata in vigore (post 1), sono stati pubblicati nel BEN (1-2).

 

I protocolli e i questionari sono stati pubblicati su Epicentro per promuovere la partecipazione delle 35 ASL che hanno partecipato alla realizzazione dello studio.

 

In ciascuna di esse, in un primo momento sono stati selezionati in modo casuale 50 locali (bar, ristoranti, pizzerie e pub). Per la raccolta dei dati si è fatto uso di un questionario in due parti: una parte riempita dal proprietario o gestore del locale e l’altra dal ricercatore della ASL, riguardante l’eventuale presenza di fumatori nei locali nell’orario di maggiore affluenza della clientela. La prima parte del questionario ha subito delle piccole variazioni durante il periodo dell’indagine, mentre la seconda parte, osservazionale, è rimasta immutata. Tutti i locali selezionati per lo studio sono stati visitati, nelle diverse ASL, almeno due volte durante lo svolgimento dello studio.
Alla prima rilevazione hanno partecipato 471 locali selezionati in 6 ASL e un campione regionale della regione Sicilia; alla seconda 1.961 locali selezionati in 35 ASL, nella terza 1.536 locali in 33 ASL; infine nella quarta 1.652 locali visitati nell’area di 24 ASL. Complessivamente si è registrato un tasso di rifiuti alla partecipazione inferiore al 5%.

 

Come pubblicato in precedenza (1), la rilevazione antecedente all’entrata in vigore della legge ha mostrato un’alta presenza di fumatori (31% dei locali visitati) nei bar e nei ristoranti; l’odore di fumo era presente nel 40% dei casi e il portacenere nel 47% (Tabella1). Solo il 26% aveva affisso gli avvisi di interdizione al fumo come prescritto dalla nuova legge.
La presenza di fumatori era anche confermata dalle impressioni di proprietari e gestori dei locali, che riferivano che durante le ore di punta almeno la metà dei clienti erano fumatori. Oltre i due terzi dei gestori (68%) riferivano che i non fumatori sembravano infastiditi dal fumo, e il 36% dichiarava che, nel mese precedente l’entrata in vigore della legge, qualche volta o frequentemente registrava delle lamentele per la presenza di fumo nel locale da parte di clienti non fumatori.
Quando è stato loro chiesto in che misura i loro clienti rispettassero questa legge, più della metà (52%) ha riferito che tutti la rispettavano. Tuttavia, il 24% dei gestori pensava che avrebbero subito perdite economiche significative in seguito alla legge, il 19% perdite contenute, mentre il 38% nessuna perdita e il 24% non faceva ipotesi.

 

In seguito all’entrata in vigore della legge, si sono verificati cambiamenti sostanziali ed importanti nei comportamenti rispetto al fumo nei bar e ristoranti, con una fortissima diminuzione nel periodo immediatamente successivo.
Come mostrato nella Tabella 1, la percentuale di bar e ristoranti con fumatori presenti è scesa allo 0,5% durante il rilevamento post 1 (fra il 10 gennaio e il 30 aprile 2005); anche l’odore di fumo era presente solo nel 2,5% dei locali e la presenza di portacenere nel 5,2%. Il 94% aveva affisso gli avvisi regolamentari sul divieto di fumo. Queste differenze fra la situazione iniziale e quelle successive alla introduzione della legge testate statisticamente danno un p inferiore a 10-8.

 

Alcune variazioni statisticamente significative si sono registrate fra la prima e la seconda rilevazione dei dati dopo l’introduzione della legge (post 1 e post 2): nella diminuzione della presenza dell’odore di fumo e dei posacenere nei locali e nell’aumento degli avvisi regolamentari sul divieto di fumo. è da notare che nelle 3 rilevazioni successive alla legge, in nessun caso si è superata la soglia dello 0,5% di locali con presenza di fumatori. Questo aspetto veniva gioranza (>90%) dei proprietari e gestori dei locali che affermavano che i propri clienti rispettavano “sempre” la legge (Tabella 2), rispetto al 52% della rilevazione antecedente alla legge.
Di fatto, la proporzione di coloro che hanno dovuto chiedere ai propri clienti di spegnere le sigarette è rimasta inferiore al 20%, mentre il numero di clienti che ha opposto un rifiuto si è mantenuta nel tempo intorno al 2-3%. è necessario inoltre sottolineare che, benché contenuta, si è rilevata una differenza statisticamente significativa della percentuale dei gestori/proprietari che affermano che i clienti rispettano “sempre”la legge (un calo dal 98 al 95%). I gestori/proprietari dichiarano che i loro clienti sono soddisfatti e molto soddisfatti della legge.

 

Tale percentuale è aumentata al 79% fra la seconda e la terza rilevazione (Tabella 2). Durante l’ultima rilevazione, a circa un anno dall’entrata in vigore della legge, l’88% dei gestori/proprietari descrive i propri atteggiamenti come “favorevoli” o “molto favorevoli” alla legge.

 

In termini di impatto economico, sulle 3 rilevazioni successive alla legge, circa un terzo di loro riferisce delle perdite finanziarie (Tabella 2). In particolare, nell’ultima rilevazione solo il 7% dichiarava delle perdite importanti, mentre il 24% solo delle perdite moderate.

 

Le ispezioni effettuate per controllare il rispetto della legge sono state relativamente rare (Tabella 2). La percentuale di gestori/proprietari che riferiscono di aver ricevuto almeno una visita di controllo dopo l’applicazione della legge, si è mantenuta sotto il 30%. Anche i comportamenti sono cambiati con l’introduzione della legge. Nelle 3 rilevazioni successive alla legge, meno di un terzo riferiva di non aver modificato le proprie abitudini, mentre la proporzione che riferiva di aver smesso è passata dall'1% della prima rilevazione al 7% dell’ultima, e coloro che hanno diminuito sostanzialmente il numero di sigarette fumate è passato nello stesso periodo dal 56% al 69%.
In conclusione, l’entrata in vigore della legge sul fumo sembra aver prodotto dei cambiamenti di rilievo. La legge ha ridotto drasticamente il fumo e l’esposizione al fumo passivo nei bar e nei ristoranti nonostante il limitato numero di controlli. I clienti sembrano soddisfatti come anche la grande maggioranza di gestori e proprietari. Fra costoro molti hanno cominciato a fumare meno o hanno smesso di fumare e le conseguenze economiche negative sulla loro attività commerciale appaiono contenute. Nonostante questi risultati siano fortemente incoraggianti bisogna tuttavia vigilare sull’applicazione della legge e accertarsi che sia rispettata anche negli altri luoghi pubblici, quali scuole, uffici e altre aree interessate per legge.

 

 

Riferimenti bibliografici
1  De Giacomi G, Perra A, Bertozzi N, Bietta C, Fateh-Moghadam P, Gallo T, Scardetta P, Sconza F, Trinito M. La valutazione nello Studio “PASSI” Progressi
delle aziende sanitarie per la salute in Italia. BEN Notiziario dell’Istituto Superiore
di Sanità 2005;18(11): iii.
2  Bietta C, Binkin N, Bertozzi N, Perra A, De Giacomi G, Fateh-Moghadam P, Gallo T, Scardetta P, Sconza F, Trinito
M. Abitudine al fumo: i dati delle 123 Asl dello studio “Passi” BEN Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità 2006;19 (1) i-iii