Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

aprile 2007

Monitoraggio della prevalenza dell’allattamento al seno nel Distretto Sanitario di Pesaro, 2006

Giancarlo Giacomucci*, Lorena Mombello**, Federica Federini*, Emanuela De Leonardis* [1]

* Unità Operativa  Tutela Salute Minori - Distretto Pesaro - Zona Territoriale n°1 Pesaro - ASUR Marche

** Distretto Pesaro Zona Territoriale n° 1 Pesaro ASUR Marche

 

 

L’allattamento al seno è particolarmente adatto a soddisfare i bisogni alimentari  ed emotivi psicologici del bambino. Oltre alle proprietà nutritive del latte, l’allattamento materno permette di stabilire  un contatto importante fra madre e figlio ed è un mezzo per favorire l’immunità del neonato, proteggendolo da malattie infettive e promuovendone la sopravvivenza.

In Italia, è stato dimostrato un’associazione tra l’allattamento al seno e la partecipazione ad un corso di preparazione alla nascita (1, 2, 3).  Nel 2001, l’Agenzia Regionale Sanitaria – Osservatorio Epidemiologico delle Marche ha condotto lo studio “Il percorso nascita nella Regione Marche” , intervistando a campione 800 donne residenti  che avevano partorito a partire dal 15 febbraio 2001. In tale studio, il 33% del campione aveva partecipato ad un corso di preparazione alla nascita  durante l’ultima gravidanza, ma il 47% almeno una volta in occasione di precedenti gravidanze, l’82% aveva iniziato sin dal punto nascita un allattamento al seno esclusivo e dominante,  scendendo  al 61% al 3° mese  ed al 21% al 6° mese. Nessuna associazione significativa veniva rilevata fra partecipazione ad un corso di preparazione alla nascita  e allattamento oltre il 3° mese.

I dati nazionali e regionali mostrano l’opportunità e la necessità a livello territoriale, di approntare uno sistema di monitoraggio routinario, sostenibile nel tempo, della copertura dell’allattamento al seno. Nel distretto di Pesaro, dove si registrano circa 1.200 nuovi nati ogni anno, abbiamo sperimentato un sistema di monitoraggio attraverso uno strumento per operatori senza specifica competenza statistico-epidemiologica da utilizzare durante la normale attività quotidiana, per completare i dati di attività correntemente raccolti per il controllo di gestione aziendale.

La partecipazione allo studio è stata ottenuta da tutte le donne che accedevano ai servizi vaccinali del Distretto di Pesaro. Alle donne veniva somministrato un questionario, quale parte integrante dell'anamnesi pre vaccinale, da parte del personale sanitario addetto, in occasione delle vaccinazioni nel 1° anno di vita e specificatamente alla 1^ dose (3° mese) alla 2^ dose (5° mese) e alla 3^ dose (12° mese). Tale questionario indagava sulle caratteristiche dell’allattamento e sull’alimentazione in generale del bambino, la parità, la partecipazione al corso di preparazione alla nascita, la visita domiciliare dell’ostetrica, l’ospedale dove è avvenuto il parto.  In rapporto alle caratteristiche dell’allattamento dichiarate dalle mamme sono state identificate tre categorie di allattamento al seno:  esclusivo, equivalente al 100% di poppate materne, misto, equivalente al 50% di poppate materne e residuale, equivalente a meno del 33% di poppate materne.

Lo studio è iniziato con l’arruolamento delle puerpere i cui neonati erano vaccinati con la 1^ dose del ciclo nel 3° mese di vita a partire dal mese di febbraio 2006 ed è terminato il 01/10/2006. Tutte le donne che si sono presentate al servizio in tale periodo sono state inserite nello studio. Essendo la copertura vaccinale nel distretto di Pesaro per le vaccinazioni dell’obbligo intorno al 95% dei nuovi nati, si stima che quindi solo le mamme dei bambini che non hanno effettuato alcuna vaccinazione nel periodo sono sfuggiti a questo studio.

In tale maniera quindi sono state arruolate 606 puerpere di cui 316 (52,1%) alla prima gravidanza. 238 (39,3%) alla seconda gravidanza, mentre solo 52 (8,6%) erano alla 3^ gravidanza o successiva. Si stima che la numerosità del nostro campione rappresenti circa il 50% di tutti i nati in un anno. I dati sono stati poi inseriti in una base di dati ed analizzati con il software Epi Info 2000.

Nel corso dell’anno 2005 il distretto di Pesaro ha organizzato 30 corsi di preparazione al parto con complessive 502 donne partecipanti, anche provenienti dai distretti limitrofi di altre zone territoriali. Il servizio ha coperto il 44% dell’intero campione di pluripare arruolate nello studio (IC 95%: 40-48%) e il 68% delle puerpere primipare (IC  95%: 62-73%). Il servizio di assistenza domiciliare ostetrica nel corso dell’anno 2005 ha effettuato 646 visite domiciliari entro la 3^ - 5^ giornata dalla dimissione ospedaliera con una copertura del 51% dell’intero campione delle partorienti (IC  95%: 47-56%) e il 63 % delle primipare (IC 95%: 57-68%).

La prevalenza dell’allattamento per mesi di vita del bambino i tipo di allattamento nei neonati del distretto di Pesaro è sintetizzato nella Figura.

E’ stata effettuata una analisi bivariata con lo scopo di mettere in evidenza dei fattori associati alla tipologia dell’allattamento.  Unicamente per le primipare, la frequenza a un corso preparatorio era associata a migliori livelli di allattamento al seno esclusivo (OR 3,2, IC 95%:  1,6-6,4). Per tutte le mamme, primipare o pluripare, e al 1° mese di vita del bambino la frequenza a un corso preparatorio era associata a migliori livelli di allattamento al seno, ma la differenza non era  statisticamente significativa (OR 1,6  IC 95%:0,7-2,6). Già al 2° mese di vita del bambino, nello stesso gruppo, la frequenza al corso preparatorio era associata a migliori livelli di allattamento al seno soltanto se vengono sommate le tipologie (esclusivo, misto o residuale) (OR 1,7 IC 95%:  1,0-3,0).  Non si riscontra infine alcuna differenza rispetto all’allattamento al seno sin dal primo mese di osservazione fra le puerpere che hanno usufruito del servizio di assistenza ostetrica domiciliare  ed il gruppo che non ne ha usufruito.

La prevalenza dell’allattamento al seno è stata analizzata per pediatra di libera scelta. Su 17 pediatri il numero di assistiti con allattamento artificiale al 1° mese era in media del 12% (range 0-27%; mediana 9%).

La promozione dell’allattamento al seno è uno dei principali obiettivi dell’ U.O. Tutela Salute Minori Famiglia Donna del Distretto di Pesaro. Lo studio che abbiamo condotto mostra che, con impiego di risorse limitate e l’utilizzo di un questionario somministrato alle puerpere, si possono raccogliere dei dati utili al monitoraggio dell’allattamento al seno. I risultati del nostro studio confermano i dati regionali del 2001, dove al 1° mese di vita per allattamento al seno esclusivo+misto+residuale, nel nostro studio si è rilevato una prevalenza di 87% vs 89% del dato regionale, al 6° mese 39% vs 40%. Questi risultati ci inducono a pensare che negli ultimi 5 anni non vi sia stata un’evoluzione in senso positivo per la promozione dell’allattamento al seno nel distretto di Pesaro.

Il nostro studio ha mostrato un’associazione, almeno per le donne primipare, fra la frequenza al corso preparatorio alla nascita e la prevalenza dell’allattamento al seno. Tale effetto positivo suggerirebbe la promozione dei corsi preparatori. In realtà, le donne che hanno partecipato ad un corso di preparazione alla nascita nella regione Marche, secondo i dati dell’indagine regionale 2001, erano il 33,2% (range 28,9 Ascoli – 42,8 Ancona) e nella provincia di Pesaro il 31,7%. Questo dato nel distretto di Pesaro del 2006 è molto cresciuto, 44% nelle multipare e 68% nelle primipare, con tale differenza spiegabile con il fatto che molte donne ad una gravidanza successiva alla prima non ripetono il corso dopo averlo già frequentato in occasioni precedenti.

Nell’indagine regionale del 2001, solo il 4% delle donne dichiarava di aver ricevuto un sostegno domiciliare all’allattamento da parte dell’ostetrica, nel nostro studio il 30% dichiara ancora attualmente di non aver ricevuto nessun sostegno per l’allattamento al seno una volta fatto ritorno al proprio domicilio. Questo aspetto deve essere considerato come problematico e meritorio di essere affrontato in considerazione della rapida caduta, constatata anche nel nostro studio, della prevalenza dell’allattamento esclusivo al seno dopo il primo mese. 

Di particolare utilità operativa, nel nostro studio si è mostrata la possibilità di calcolare la prevalenza dell’allattamento al seno per pediatra di libera scelta. Questo uso del fornisce un dato di ritorno agli stessi professionisti per facilitarne, rafforzandola,  l’attività promozionale, stimolando nel contempo quelli con valori più bassi ad un impegno maggiore.

Dal punto di vista metodologico un limite del  nostro studio è senz’altro legato al mancato utilizzo delle definizioni OMS sull’allattamento al seno nella raccolta del dato, cosa che provvederemo a modificare nel prossimo anno alla luce della esperienza acquisita.  Questo fatto limita sicuramente la comparabilità dei risultati con altri studi, ma all’interno del nostro sistema ci ha comunque consentito di avere per la prima volta dati omogenei e sistematici su cui riflettere sull’efficacia dei nostri interventi.

In conclusione, l’esperienza del distretto di Pesaro evidenzia la possibilità di utilizzare il momento vaccinale per raccogliere dati sul monitoraggio dell’allattamento al seno e, più in generale ai risultati del percorso nascita della unità madre-bambino.  Questo è possibile e raccomandabile non solo laddove, come a Pesaro, la funzione consultoriale e quella vaccinale siano compiti istituzionali della stessa Macrostruttura o Unità Operativa, ma anche altrove migliorando conseguentemente l’integrazione fra Distretto Sanitario e Dipartimenti di Prevenzione.

 

 

 

Bibliografia:

1.  Donati S., Spinelli A, Grandolfo M.E., Baglio G., Andreozzi S., Pediconi M., e Salinetti S..Ann. Ist. Super. Sanità , vol.35 , n.2  (1999) , pp. 289-296.

2.  Baglio G. ; Spinelli A., Donati S., Grandolfo M.E., Osborn J. Ann. Ist. Super. Sanità, vol.36, n. 4 (2000), pp. 465-478.

3.  Dubbini L., De Giacomi G.V., Carletti P., Mancini C. : “Il Percorso nascita nella Regione Marche” Regione Marche – Agenzia regionale Sanitaria – Osservatorio Epidemiologico Regionale 2003

 

 

[1]  Con la collaborazione di : Asgari F. , Guarnieri E. Magi A. , Pierini S., Sanchioni S., Fiorelli T., Genga G..

    Azienda Sanitaria Unica Regionale – Marche; Zona Territoriale n° 1 Pesaro Distretto di Pesaro.

 

Il commento

Angela Giusti
Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, ISS

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un crescente interesse per l’allattamento al seno quale indicatore di salute della donna e del bambino da una parte e di qualità dell’assistenza sanitaria lungo il percorso nascita dall’altra. È interessante inoltre rilevare come sempre più spesso i professionisti sanitari, i pediatri in questo caso, siano in prima linea in attività di ricerca orientate alla valutazione del proprio operato. Da un punto di vista metodologico, come fanno notare gli autori, per approntare un sistema di monitoraggio sarebbe opportuno adottare standard e strumenti di rilevazione dei dati che assicurino la confrontabilità con altre realtà nazionali e internazionali. Nel caso specifico del monitoraggio della prevalenza dell’allattamento al seno ci si avvale oramai diffusamente di un sistema definito dall’OMS nel 1991. Tale sistema consente di classificare la tipologia di allattamento secondo definizioni condivise (allattamento esclu-sivo, predominante, complementare, non allattamento) e di misurare nel tempo le variazioni di prevalenza e durata dei vari tipi di allattamento al seno. Alcune regioni italiane hanno già avviato il sistema di monitoraggio così strutturato.

Per maggiori informazioni si rimanda all'indirizzo: www.epicentro.iss.it...