Giandomenico Losacco1, Susi Epifani1, Gabriele Fontana2,
Alberto Perra2, Nancy Binkin2, Chiara Cattaneo2, Antonino
Bella2 e Giuseppe Miccolis1
1Servizio Igiene degli Alimenti e
Nutrizione, ASL 5 Bari
2Centro Nazionale di Epidemiologia,
Sorveglianza e Promozione della Salute, Istituto Superiore
di Sanità
Da numerosi studi è emerso che il
sovrappeso e l’obesità in età infantile
sono associati a un maggior rischio di
obesità e di malattie
cronico-degenerative nell’età adulta
(1). Negli ultimi 30 anni la dimensione
dell’obesità è triplicata in molti Paesi
europei ed è in continuo aumento, al
punto che l’OMS ha definito l’obesità un
problema di salute pubblica di
proporzioni epidemiche, e la sua
prevenzione un obiettivo prioritario
(2).
La prevalenza di obesità giovanile è
dieci volte maggiore rispetto agli anni
Settanta. In Europa sono in sovrappeso
il 20% dei bambini, con picchi del 34%
tra i maschi e del 35% tra le femmine di
età compresa fra 6 e 9 anni; di questi,
un terzo sono obesi.
In Italia non esistono dati certi
riguardo la prevalenza di sovrappeso e
obesità tra i bambini in età scolare. I
dati a disposizione vengono forniti
dall’ISTAT (autoriferiti e con fasce
d’età molto ampie) e da diversi studi
condotti a livello regionale e di ASL
(effettuati con indici poco
confrontabili a livello nazionale).
Per ovviare a tale mancanza di
informazioni, il Centro per la
Prevenzione e il Controllo delle
Malattie (CCM) ha promosso un progetto
per la sperimentazione della
sorveglianza nutrizionale dei bambini
delle scuole primarie, in collaborazione
con regioni e ASL. Nell’ambito di tale
iniziativa, a giugno del 2007, la ASL 5
di Bari, in collaborazione con il
l’Istituto Superiore di Sanità e
l’Ufficio Scolastico Provinciale di
Bari, hanno realizzato il secondo studio
pilota, dopo quello realizzato nella ASL
4 di Terni nel maggio dello stesso anno
(3).
Il protocollo dell’indagine è comune a
entrambe le indagini. Nello studio di
Bari tuttavia si è optato per
l’introduzione di un ulteriore breve
questionario rivolto ai genitori
sull’alimentazione, l’attività fisica, e
la sedentarietà dei bambini e sulla
percezione dello stato nutrizionale del
proprio bambino.
Le 25 classi oggetto di indagine sono
state selezionate mediante campionamento
a grappolo (cluster survey design) (4);
l’unità di campionamento è la singola
classe di terza elementare, selezionata
col metodo della probabilità
proporzionale alla dimensione (probability
proportional to size). Sono stati
inclusi nello studio tutti i bambini che
il giorno dell’indagine erano presenti
nelle classi campionate e che avevano
restituito a scuola il consenso firmato
dai genitori.
Il giorno dell’indagine i ricercatori
hanno rilevato peso e altezza dei
bambini per il calcolo dell’indice di
massa corporeo (IMC). Il peso è stato
misurato con bilance digitali da terra
(± 50 g) e l’altezza con stadiometri
portatili (± 1mm). Gli alunni sono stati
pesati e misurati vestiti, ma senza
scarpe o maglioni, annotando i capi di
abbigliamento indossati, per poi farne
la tara in sede di analisi. Il confronto
dell’IMC di ogni bambino con i valori di
riferimento internazionali adottati
dall'International Obesity Task Force
(secondo le curve di Cole e Bellizzi)
permette di classificarlo come
normopeso, sovrappeso od obeso (5). I
valori di riferimento sono differenti
per maschi e femmine. I bambini sono
stati classificati come sovrappeso se il
loro IMC superava il 90° percentile per
il loro gruppo di età in mesi e obesi se
superava il 97° percentile.
È stato utilizzato un breve questionario
anonimo standardizzato per indagare sui
comportamenti dei bambini; a tali
domande, lette dal ricercatore nelle
classi, i bambini hanno risposto in
autonomia per iscritto. Con la
collaborazione degli insegnanti, un
questionario di due pagine è stato
distribuito, unitamente alla lettera per
il consenso a partecipare allo studio,
ai genitori dei bambini. Dei 518 bambini
selezionati, 446 (86%) erano presenti il
giorno dell’indagine; di questi, 399
(77%) hanno compilato il questionario e
sono stati pesati e misurati.
Ottantaquattro famiglie (16%) hanno
negato la partecipazione del proprio
figlio/a e 35 alunni (7%) erano assenti
il giorno dell’indagine. L’età media del
campione è stata di 8 anni e 8 mesi (range
8-10). Il 50,6% è stato rappresentato da
maschi.
Il 65,1% dei bambini era normopeso (IC
95% 60,1-69,7), il 24,4% sovrappeso (IC
95% 20,3-29,0) e il 10,6% obeso (IC 25%
7,8-14,1). Le differenze di stato
nutrizionale per sesso non sono
risultate significative.
Riguardo le abitudini alimentari, il 16%
dei bambini ha riportato di non aver
fatto colazione la mattina
dell’indagine. La merenda di metà
mattinata dovrebbe fornire circa 100
calorie, ossia l’equivalente di uno
yogurt, di un frutto, o di un succo di
frutta non zuccherato; solo il 4% dei
bambini ha mangiato a merenda
esclusivamente uno di questi tre
alimenti. Il questionario sull’ambiente
scolastico ha dimostrato che non sono
presenti, sul territorio, scuole con un
programma per la distribuzione di
merende salutari. È in genere
raccomandato che i bambini svolgano
almeno un’ora di attività fisica al
giorno (6).
Dai dati raccolti si evince che solo il
26% dei bambini si è recato a scuola a
piedi o in bici il giorno dell’indagine.
Nonostante il 70% dei bambini partecipi
ad attività sportiva al di fuori della
scuola, solo il 25% lo fa almeno 2 volte
a settimana. Inoltre, il 31% dei bambini
riferisce di non aver giocato all’aperto
nel pomeriggio precedente all’indagine.
Pochi bambini sembrano raggiungere i
livelli di attività fisica giornalieri
raccomandati. Il questionario
sull’ambiente scolastico ha rivelato che
il 68% delle 25 scuole incluse
nell’indagine non fa svolgere le 2 ore
settimanali raccomandate di attività
motoria; inoltre l’attività fisica
durante la ricreazione non è regolare.
I comportamenti sedentari, quali passare
lunghe ore davanti alla TV o ai
videogiochi, sono una delle cause che
conducono all’obesità (7). L’85% dei
bambini guarda la TV o gioca ai
videogiochi nel pomeriggio dopo la
scuola, e quasi la metà dei bambini
guarda la TV anche al mattino.
Dal questionario somministrato ai
genitori si evince che il 61% dei
genitori di bambini in sovrappeso, ed il
20% di genitori di bambini obesi
considerano i propri figli normopeso.
Inoltre, il 78% dei genitori con bambini
in sovrappeso e il 35% di quelli con
bambini obesi hanno dichiarato che i
loro figli mangiano troppo poco o in
quantità adeguata. Non sono state
osservate differenze statisticamente
significative tra una corretta
percezione dello stato nutrizionale ed
il livello di istruzione delle madri.
È emersa un’alta corrispondenza delle
risposte date dagli alunni e dai
genitori per certe variabili (ad
esempio, tragitto da e verso la scuola,
consumo di merenda a metà mattinata),
mentre per altre variabili (sport e
numero di giorni di sport, chi decide
l’uso della TV), la corrispondenza è
stata molto più bassa. In questo caso,
non è stato ancora chiarito se sono più
affidabili le risposte fornite dai
genitori o dai figli.
Lo studio ha rivelato che lo stato
nutrizionale dei bambini delle classi
terze primarie nella ASL barese è
allineato con gli alti livelli riportati
in altri studi fatti in Italia, con un
terzo dei bambini in sovrappeso od
obesi. Attraverso gli indicatori scelti
si è registrata un’alta prevalenza dei
fattori di rischio comportamentali
indicati in letteratura per l’obesità:
mancato consumo della prima colazione,
attività fisica ridotta e sedentarietà.
Infine, è stato evidenziato, che i
genitori sono spesso ignari dello stato
nutrizionale dei loro bambini, con
scarsa disponibilità a impegnarsi per
cambiarne stile di vita nutrizionale.
I risultati dimostrano infine
l’opportunità e la fattibilità di
indagini scolastiche sulla situazione
nutrizionale dei bambini delle scuole
primarie. Il recente avvio della
sperimentazione del sistema di
sorveglianza, finanziato dal CCM,
basato sulla partecipazione volontaria
di regioni e ASL, fornirà l’opportunità
di documentare e monitorare lo stato
nutrizionale dei bambini e il livello
dei fattori di rischio modificabili, e
permetterà una migliore comprensione di
quale sia la percezione del problema da
parte dei genitori, costituendo il primo
passo verso qualsiasi azione.
Riferimenti bibliografici
1. Disponibile all'indirizzo:
www.who.int/whr/2002/en/whr02_en.pdf
2. WHO. The challenge of obesity in the
WHO Europpean Region and the strategies
for response. WHO Regional Office for
Europe; 2006.
3. Fontana G, Cristofori M, Cattaneo M,
et al. Stato nutrizionale dei bambini
delle scuole primarie nella provincia di
Terni e fattori correlati”. Not Ist
Super Sanità - Inserto BEN 2007;20(9):i-iii.
4. Bennet S, Woods T, Liyanage WM, et
al. A simplified general method for
cluster-sample surveys of health in
developing countries. Rapp Trim Statist
Sanit Mond 1991;44:98-101.
5. Cole TJ, Flegal KM, Bellizzi M, et
al. Establishing a standard definition
for child overweight and obesity
worldwide: international survey. BMJ
2000;320:1-6.
6. WHO. European charter on
counteracting obesity. WHO; 2006.
7. Celi F, De Giorgi G, Molinari DF, et
al. Epidemiology of overweight and
obesity among school children and
adolescents in three provinces of
central Italy, 1993-2001. Study of
potential influencing variables. 2007.
8. Campbell M, Williams J, Hampton A, et
al. Maternal concern and perceptions of
overweight in Australian preschool-aged
children. MJA 2006;184(6):274-7.