Cristina Morciano, Letizia Sampaolo e Alfonso Mele
Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione
della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma
Le linee guida sono “raccomandazioni di comportamento
clinico elaborate mediante un processo di revisione
sistematica della letteratura e delle opinioni di
esperti”(1). Concepite alla fine degli anni ’80, nascono
dall’esigenza di trasferire alla pratica clinica le nuove
conoscenze prodotte da un rapido sviluppo della ricerca biomedica, sullo sfondo dell’avvento della medicina basata
sulle prove.
Rappresentano dunque sistemi di trasduzione delle conoscenze
elaborate dalla ricerca di base e dalla sperimentazione
clinica alla pratica clinica, con un ruolo specifico:
quello di assistere gli health professional nel prendere
decisioni circa le cure sanitarie, laddove ci siano
controversie e variabilità che influiscono negativamente
sull’esito delle cure stesse (2).
In tema di sanità pubblica, le linee guida si rivolgono
oltre che al singolo clinico anche ai politici, ai manager,
agli operatori sanitari, ai pazienti e ai cittadini, con il
fine ultimo di garantire la migliore assistenza possibile
con il budget a disposizione.
L'Italia ha fatto propria la spinta innovativa della
medicina basata sulle evidenze e ha risposto all'esigenza di
maggiore efficacia e appropriatezza delle prestazioni del
Servizio Sanitario Nazionale, emanando il Decreto
legislativo 229/99 che vincola “l’erogazione
dell’assistenza, dei servizi e delle prestazioni sanitarie
da parte del SSN a prove scientifiche di significativo
beneficio in termini di salute. Al Piano Sanitario Nazionale
è affidato il compito di indicare un primo gruppo di linee
guida e i relativi percorsi terapeutici”.
Inoltre, il Piano Sanitario Nazionale 2003-05 definisce i
servizi essenziali come ”accettabili sul piano sociale
nonché tecnicamente appropriati ed efficaci, in quanto
fondati sulle prove di evidenza ed erogati nei modi
economicamente più efficienti”. Questo è il contesto
normativo in cui ha operato in questi anni il Programma
Nazionale per le Linee Guida (PNLG) avviato nel 1998 con il
coordinamento dell'Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali
e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS). L’attività del PNLG
è stata dunque quella di elaborare, diffondere e
implementare molteplici linee guida (3) con questi
obiettivi: indirizzare le decisioni in ambito sanitario
verso una maggiore efficacia e appropriatezza ed una
migliore efficienza dell’uso delle risorse; garantire
l’accessibilità delle raccomandazioni prodotte; concepire
strategie per l’adozione nella pratica e valutarne
l’impatto.
È stato recentemente siglato un accordo tra la Direzione
generale della programmazione sanitaria del Ministero della
Salute e l’ISS per un programma dal titolo ”Sistema
Nazionale Linee Guida: produzione di linee guida e strategie
di implementazione”. Il programma si inserisce tra le
attività del Sistema di Verifica e Controllo sull’Assistenza
Sanitaria (SiVeAS) istituito per “verificare che i
finanziamenti siano effettivamente tradotti in servizi per
i cittadini, secondo criteri di efficienza e
appropriatezza”(4). Ha dunque come fine quello di
promuovere processi di valutazione e di miglioramento della
realizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici. Il
centro operativo del programma è istituito presso il Centro
Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della
Salute dell'ISS, specificatamente presso il Reparto di
Epidemiologia Clinica e Linee Guida e risponderà ad un
comitato strategico del Ministero della Salute. Collaborano
al programma la ASL 6 di Livorno, l’Agenzia di Sanità
Pubblica della regione Lazio, il Centro per la Valutazione
dell’Efficacia dell’Assistenza Sanitaria della USL di
Modena, il Centro Cochrane Italiano.
Il programma è articolato in attività scientifica, di
informazione, di formazione e di implementazione. Si tratta
di quattro attività interdipendenti tra loro e susseguentesi secondo un modello di sviluppo circolare
(2).
L’attività scientifica prevede l’aggiornamento delle
prove per le linee guida precedentemente prodotte dal PNLG e
la redazione di linee guida ex novo. L’elaborazione delle
raccomandazione cliniche seguirà un percorso formale di
sviluppo già seguito nella precedente attività del PNLG
(manuale metodologico). Questo include le fasi di
definizione del panel di esperti, la definizione dei quesiti
clinici, la ricerca bibliografica, l’estrazione dei dati,
la valutazione e la sintesi delle prove, la formulazione
delle raccomandazioni. Con la formazione si intende invece
preparare gli operatori sanitari all’utilizzo delle linee
guida attraverso la sperimentazione di forme di educazione
continua, di tipo residenziale e a distanza. Quest’ ultima
si realizzerà con l’impiego di una piattaforma tecnologica
in grado di creare per ogni linea guida quattro o cinque
percorsi clinici, che l’operatore sanitario affronterà
avendo a disposizione il testo della linea guida come
materiale di studio.
L’attività di informazione è
indirizzata alla creazione di una rete virtuale costituita
da operatori sanitari, amministratori, società scientifiche
e associazioni di pazienti e cittadini. A tale scopo sono
state organizzate più iniziative, incardinate su un portale
di rete opportunamente rinnovato: una news letter
quadrimestrale ed un forum che raccoglierà suggerimenti e
commenti riguardo alle linee guida prodotte. Ancora sul
portale (3) si realizzerà un censimento tematico delle linee
guida nazionali e l’aggiornamento della banca dati
comparativa linee guida, già presente sul sito attuale. La
disseminazione delle raccomandazioni seguirà, oltre al web,
anche altri canali di comunicazione: campagna di mass
media, articoli su riviste scientifiche, convegni,
distribuzione di materiale cartaceo agli assessorati alla
salute e aziende sanitarie, coinvolgimento di opinion
leader.
Particolare attenzione merita l’architrave del
progetto e cioè la fase di implementazione. Si tratta del
compito principale e più delicato del programma che, in
considerazione della variabilità regionale e locale della
realtà sanitaria italiana richiederà la collaborazione delle
istituzioni regionali e locali che governano il sistema
sanitario e anche l’impegno dell’ Agenzia per i Servizi
Sanitari Regionali, l’ente preposto al controllo delle
attività regionali e al trasferimento dell’innovazione e
delle sperimentazioni in materia sanitaria.
L’implementazione
verrà monitorata attraverso una valutazione a priori
dell’impatto sul sistema sanitario che potrebbe derivare dall’adozione delle linee guida (valutazione ex ante), e
una valutazione a posteriori identificando indicatori
semplici per obiettivi facilmente misurabili (valutazione ex
post, ad esempio i tassi di ospedalizzazione per la gestione
delle sindrome influenzale).
Tra gli output del PNLG-SNLG
per il 2007 due nuove linee guida. Il primo documento,
“Prevenzione delle cadute da incidente domestico negli
anziani”, illustra le prove scientifiche disponibili in
letteratura sui fattori di rischio caduta negli anziani,
sugli interventi efficaci per individuare i soggetti a
rischio caduta, sui fattori di rischio modificabili e i
relativi interventi. Entro la fine del 2007 verrà presentata
la linea guida “Diagnosi e interventi precoci della
schizofrenia”. Si tratta di un documento che illustra e
valuta le prove disponibili a favore dell’opportunità di
implementare strutture e attività dedicate
all’identificazione e al trattamento precoci di soggetti
schizofrenici.
Altre linee guida sono al momento in fase di
sviluppo (
Tabella).
Riferimenti bibliografici
1.1. Field MJ, Lohr KN (Eds). Guidelines for clinical
practice: from development to use. Washington: Institute of
Medicine, National Academy Press; 1992.
2. SIGN. SIGN 50 - A idelines developers’ handbook.
Edinburgh: Scottish Intercollegiate Guidelines Network
(SIGN); 2004 (consultabile all'indirizzo:
http://www.sign.ac.uk/).
3.
http://www.pnlg.it
4. DM 17 giugno 2006.