Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

ottobre 2008

Fattori di rischio comportamentali dei lavoratori appartenenti a fasce deboli di popolazione in provincia di Trento, 2005-07

Confronto con i dati PASSI e implicazioni per l'attività infermieristica nell'ambito della visita pre-assuntiva

 

Dario Uber1, Pirous Fateh-Moghadam2 e Abina Valzolgher1

1UO Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro, APSS Trento

2Servizio Educazione alla salute e di riferimento per le attività alcologiche, APSS Trento

 

Tra le attività sanitarie svolte dall’Unità Operativa di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (UOPSAL) dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) di Trento rientra anche la visita pre-assuntiva richiesta dal datore di lavoro alla struttura pubblica per verificare l’idoneità dei lavoratori. Un gruppo particolare di lavoratori visitati è rappresentato da coloro che vengono assunti dal Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale nell’ambito di un progetto di sostegno occupazionale per i lavoratori appartenenti alle fasce deboli (persone oltre 45 anni di età, indigenti e disoccupate).

 

L’attività dell’assistente sanitario in tale contesto è limitata all’accoglienza ed al rilievo dei dati anamnestici su apposita scheda. Tuttavia, l’ambito della visita medica pre-assuntiva potrebbe costituire anche una preziosa occasione per interventi di promozione della salute relativi a stili di vita sani. Gli obiettivi di questo studio sono di: descrivere le principali caratteristiche dei lavoratori appartenenti a fasce deboli; stimare la prevalenza di fattori di rischio comportamentali dei lavoratori confrontandola con quella della popolazione generale trentina; valutare l’opportunità di inserire una componente di educazione sanitaria (counselling) a cura dell’assistente sanitario nella visita pre-assuntiva.

 

È stata condotta un’analisi descrittiva dell’archivio delle cartelle delle visite pre-assuntive della coorte di lavoratori appartenenti alle fasce deboli di popolazione di età compresa tra 45 e 65 anni degli anni 2005-07. Nell’analisi sono state prese in considerazione le seguenti variabili: età, sesso, istruzione, consumo di alcol, numero di unità di bevanda alcolica consumato in media giornalmente, fumo di tabacco, peso e altezza (riferito), sedentarietà, ipertensione, indice di massa corporea (IMC).

 

Per confrontare la diffusione dei comportamenti a rischio con la popolazione generale sono stati utilizzati i dati raccolti in Trentino dal sistema di monitoraggio PASSI (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia) relativi all’anno 2007. Il sistema PASSI (www.epicentro.iss.it/passi) ha l’obiettivo di stimare la frequenza e l’evoluzione dei fattori di rischio per la salute, legati ai comportamenti individuali, oltre alla diffusione delle misure di prevenzione. Tutte le 21 Regioni o Province autonome hanno aderito al sistema che si basa su interviste ad un campione di residenti di età compresa tra 18 e 69 anni che viene estratto con metodo casuale (stratificato per età e sesso) dagli elenchi delle anagrafi sanitarie. Personale delle Asl, specificamente formato, effettua interviste telefoniche (in Trentino circa 70 al mese) con un questionario standardizzato. I dati vengono poi trasmessi in forma anonima via internet e registrati in un archivio unico nazionale. Per una maggiore confrontabilità con i dati UO-PSAL dal dataset PASSI è stata selezionata la fascia di età da 45 a 65 anni. L’analisi è stata effettuata con il software Epi-info versione 3.3.

 

Nel periodo considerato sono state visitate complessivamente 180 persone di cui 135 uomini (75%) e 45 donne (25%). L’età media era di 53 anni, la moda era di 50 anni e la mediana di 53 anni.

 

Tra le persone visitate i fumatori erano pari al 42% (45% tra gli uomini e 33% tra le donne). La prevalenza di fumatori nella popolazione generale trentina della fascia di età tra 45 e 65 anni risultava del 20% (14% tra le donne e 24% tra gli uomini).

 

Tra le persone visitate il 60% beveva abitualmente bevande alcoliche e il 19% poteva essere definito un forte bevitore (più di 3 unità di bevanda alcolica per gli uomini e più di 2 unità per le donne). Il consumo forte era più diffuso tra gli uomini e aumentava con l’età. La prevalenza di bevitori nella popolazione generale trentina della fascia di età tra 45 e 65 anni era del 68%, mentre la percentuale di forti bevitori era del 7% (il 2% tra le donne e l'11% tra gli uomini).

 

Il 59% delle persone visitate si trovava in uno stato di eccesso ponderale: 41% sovrappeso (IMC 25-29,9), 18% obeso (IMC ≥ 30). Nella popolazione generale tra 45 e 65 anni risultava un 50% di persone in eccesso ponderale (39% sovrappeso, 11% obeso).

 

Tra le persone visitate il 56% dichiarava di non effettuare nessuna attività sportiva, un’abitudine più diffusa tra gli uomini (59% vs 49% delle donne) che aumentava con l’aumentare dell’età. Date le modalità di indagine dell’attività fisica molto diversa nel sistema PASSI, non è stato possibile fare confronti con la popolazione generale (l’UOPSAL indagava l’attività sportiva organizzata, mentre il PASSI indaga l’attività fisica in generale, compresa quella lavorativa).

 

Tra le persone visitate quasi la metà (49%) risultava ipertesa (dopo misurazione strumentale di una pressione arteriosa ≥140/90 mmHg). Risultavano ipertesi soprattutto gli uomini (56% vs 28%) ed era importante notare che tra loro, il 40% risultava anche fumatore, il 26% consumava alcol in forti quantità, il 56% non praticava alcuno sport e il 64% risultava in eccesso ponderale. Dal momento che nel sistema PASSI non è stata misurata direttamente la pressione arteriosa ai partecipanti e non tutti hanno la consapevolezza di essere ipertesi, non è stato possibile fare confronti con la popolazione generale. Dall’analisi dei dati rilevati in occasione delle visite pre-assuntive risultava che tutti i fattori comportamentali rischiosi per la salute indagati (fumo, alcol, sovrappeso e obesità, scarsa attività sportiva) erano molto diffusi nella popolazione in studio.

 

Dal confronto con un campione della popolazione generale della stessa fascia di età (45-65 anni) risultava inoltre che la prevalenza dei fattori di rischio fumo e alcol era molto più elevata nei lavoratori visitati. Anche la prevalenza dell’eccesso ponderale risultava più elevata, sebbene la differenza con la popolazione generale fosse meno pronunciata (Figura). Inoltre, più della metà dei lavoratori visitati riferiva di non praticare nessuna attività sportiva e la metà risultava ipertesa.

 

I confronti con i dati PASSI hanno tuttavia alcuni limiti:

  • il sistema PASSI si basa su interviste telefoniche e quindi su dati riferiti e non misurati oggettivamente;
  • la situazione di rilevazione vis-à-vis è diversa rispetto alla telefonata anonima e quindi le risposte possono esserne influenzate;
  • le definizioni non coincidono sempre esattamente tra le due rilevazioni;
  • le due popolazioni a confronto differiscono per composizione di genere (più uomini tra i lavoratori) e per istruzione (livello medio di istruzione più basso tra i lavoratori).

Le differenze registrate per fumo e alcol sono comunque di tale entità da rimanere degne di nota nonostante i suddetti limiti, che peraltro, in parte tenderebbero a ridurre le differenze (sesso e istruzione), in parte ad aumentare il divario (la sottostima del consumo di alcol è maggiore nell’intervista vis-à-vis).

 

In ogni caso le persone appartenenti alle fasce deboli che accedono all’ambulatorio UOPSAL per la visita pre-assuntiva risultavano avere un particolare bisogno di ricevere consigli sugli stili di vita salutari e questo a conferma dell’importanza dei determinanti socio-economici della salute. Interventi brevi di counselling su fumo (1) e alcol (2) si sono dimostrati efficaci nella promozione della salute - quelli sull’attività fisica (3) e dieta sana (4) sono promettenti. Tali interventi dovrebbero quindi rientrare tra le attività dell’assistente sanitario/infermiere anche nell’ambito della visita pre-assuntiva.

 

Riferimenti bibliografici

1. Lancaster T, Stead LF. Individual behavioural counselling for smoking cessation. Cochrane Database Syst Rev 2005; 18(2):CD001292.

2. Kaner EF, Beyer F, Dickinson HO, et al. Effectiveness of brief alcohol interventions in primary care populations. Cochrane Database Syst Rev 2007;18(2):CD004148.

3. Eden KB, Orleans CT, Mulrow CD, et al. Does counseling by clinicians improve physical activity? A summary of the evidence for the U.S. Preventive Services Task Force. Ann Intern Med 2002;6;137(3):208-15.

4. Pignone MP, Ammerman A, Fernandez L, et al. Counseling to promote a healthy diet in adults: a summary of the evidence for the U.S. Preventive Services Task Force. Am J Prev Med 2003;24(1):75-92.