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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

dicembre 2009

La popolazione iscritta all'anagrafe assistiti: focus sugli immigrati. Usl 2 dell'Umbria, 2009

Giuseppe Vallesi, Carla Bietta e Marco Petrella

Servizio di Epidemiologia, Dipartimento di Prevenzione, USL 2 dell'Umbria, Perugia

 

 

Il forte flusso migratorio, verificato-si verso il nostro Paese negli ultimi anni, impone l’adozione di soluzioni tempestive ed adeguate per favorire l’integrazione della popolazione immigrata ed evitare i possibili conflitti con la popolazione autoctona. Il problema della governance del fenomeno migratorio coinvolge, senza dubbio, anche il servizio sanitario pubblico, che ha la necessità di attuare strategie efficaci per raggiungere questa nuova “fetta di popolazione” con i propri servizi (1, 2) (consultori, vaccinazioni, screening oncologici, ecc.) e di valutare l’entità di nuovi potenziali problemi socio-sanitari (3, 4) (malattie infettive, disagio sociale, stato nutrizionale e abitudini alimentari, ecc.).

 

In un contesto simile, la corretta conoscenza delle caratteristiche demografiche, sociali e culturali della popolazione straniera viene a costituire, per un livello locale come l’azienda sanitaria, un presupposto imprescindibile ed un obiettivo essenziale.

 

Tale obiettivo, però, presenta particolari difficoltà, in quanto la popolazione immigrata ha solitamente caratteristiche di notevole variabilità e dinamicità: oltre alle diverse nazionalità, gli stranieri sono in parte residenti, in parte domiciliati (temporaneamente presenti), tutti caratterizzati da una mobilità maggiore rispetto al resto della popolazione.

 

Per meglio descrivere questa popolazione, il Servizio Epidemiologia della USL 2 dell’Umbria ha eseguito un’analisi sugli stranieri utilizzando l’anagrafe degli assistiti aggiornata al 31 maggio 2009; non si tratta quindi dei dati ufficiali prodotti dall’ISTAT sulla base delle anagrafi comunali, che comunque rimangono il riferimento ufficiale e costituiscono una base di confronto, ma di un materiale in costante aggiornamento, con la disponibilità del dato individuale relativo alla cittadinanza, che comprende cittadini residenti e non, comunque assistiti dal nostro servizio sanitario.

 

Questa banca dati, oltre alle informazioni relative alla composizione per sesso ed età, fornisce un dettaglio della popolazione assistita relativamente a residenza, domicilio e cittadinanza. Ciò ha pertanto consentito di accogliere la classificazione proposta all’interno del Progetto nazionale “Promozione della salute della popolazione immigrata in Italia” (5), in cui gli Stati di cittadinanza vengono suddivisi in Paesi a forte pressione migratoria (PFPM) e Paesi a sviluppo avanzato (PSA). In tal modo, si intende individuare adeguatamente quei cittadini provenienti da nazioni economicamente svantaggiate, che si ritiene siano i depositari delle maggiori difficoltà di natura culturale e socio-economica.

 

Vengono pertanto distinte le seguenti categorie:

  • cittadino PSA: persona con cittadinanza italiana o in altro PSA e residenza in Italia (nel territorio della USL o no); sono i cittadini italiani o gli stranieri provenienti da PSA che risiedono stabilmente in Italia;
  • immigrato residente: persona con cittadinanza in PFPM e residenza in Italia (nel territorio della USL o no); sono gli stranieri provenienti da PFPM stabilmente presenti in Italia;
  • immigrato non residente: persona con cittadinanza in PFPM e residenza all’estero; si tratta di stranieri provenienti da Paesi a forte disagio sociale, temporaneamente presenti sul nostro territorio, non ancora residenti, ma già iscritti all’anagrafe assistiti. Rispetto alla classificazione proposta nel suddetto Progetto nazionale, questa categoria costituisce un'ulteriore disaggregazione. Naturalmente questa è individuabile solo se si accede, come nel nostro caso, all'anagrafe assistiti.

Utilizzando questa definizione, restano esclusi gli immigrati che hanno acquisito la cittadinanza italiana (prevalentemente per matrimonio) e, secondo stime nazionali, costituiscono una quota trascurabile degli stranieri (circa il 5%), assimilabile alla popolazione italiana per caratteristiche socio-demografiche. La popolazione registrata nell’anagrafe sanitaria (382.957 individui) è composta per l’88,2% da cittadini PSA e per l’11,8% da immigrati, di cui il 10,7% residente e l’1,1% non residente.

 

La distribuzione per sesso nelle tre categorie di popolazione precedentemente individuate mostra solo lievi differenze: il rapporto maschi/femmine (complessivamente pari a 0,93), è di poco inferiore tra gli immigrati (residenti e non: 0,87) rispetto ai cittadini PSA (0,94).La popolazione immigrata ha una diversa consistenza, nei diversi gruppi di età, rispetto alla popolazione PSA (Tabella).

 

Come si può vedere dalla Figura la composizione per classe di età di ogni singola categoria di popolazione è molto diversa: i cittadini PSA hanno una maggiore percentuale di adulti e soprattutto di anziani, mentre tra i cittadini immigrati le classi d’età centrali, 25-45 anni, sono molto più rappresentate, come anche quelle di 0-14 anni.

 

Dall’elaborazione effettuata emerge che, complessivamente, un assistito su dieci proviene da un PFPM. Infatti, nella popolazione immigrata residente, si osserva una maggiore presenza di rumeni (20%), albanesi (17%), marocchini (12%), ecuadoriani (7%) e peruviani (4%), mentre per i non residenti le comunità più rappresentate sono la ecuadoriana (19%), albanese (15%), rumena (14%), marocchina (9%) e ucraina (7%). Si sta, inoltre, presentando un processo di polarizzazione, dato che le tre nazionalità più numerose rendono conto della metà della popolazione immigrata.

 

 

Questa analisi fornisce una base di dati costantemente aggiornati e facilmente disponibili che possono essere di riferimento per programmare servizi e interventi. Infatti, la disponibilità di informazioni aggiuntive individuali presenti nell’anagrafe assistiti ci ha permesso di utilizzare la definizione della categoria “immigrati” secondo i criteri del Progetto nazionale già citato (distinzione in base alla cittadinanza in PFPM e PSA). Questo ha reso possibile una migliore identificazione di quella parte di popolazione assistita che potrebbe avere maggiori o diversi problemi di salute e difficoltà di accesso ai servizi. Da questi dati è quindi possibile desumere alcuni tra i principali bisogni di salute di questa popolazione e, dunque, individuare i corrispondenti servizi da adeguare o potenziare, come ad esempio le azioni preventive da rivolgere soprattutto all’età pediatrica (vaccinazioni, assistenza di base), alle donne in età fertile (consultori familiari, assistenza nel percorso maternità, assistenza al parto e post-partum) ed ai giovani in età lavorativa (sicurezza nei luoghi di lavoro), nonché le attività di intermediazione culturale.

 

In conclusione, i cittadini provenienti da un PFPM rappresentano possibili utenti di servizi specifici e, se il sistema assicura loro un livello di vita adeguato, anche una popolazione sana che contribuisce ai bilanci della sanità più di quanto non spenda (6). Migliorare la nostra conoscenza delle loro caratteristiche è sicuramente il percorso raccomandato e questa analisi rappresenta solo un primo passo.

 

Riferimenti bibliografici

1. Di Thiene D, Pizzuti S, Marceca M. What do we talk about when we talk about immigrant's health in Europe? Considerations from the 2nd Conference of Migrant Health in Europe. Ann Ig 2009;21(4):365-9.

2. Festini F, Focardi S, Bisogni S, et al. Providing transcultural to children and parents: an exploratory study from Italy. J Nurs Scholarsh 2009;41(2):220-7.

3. Gualdi-Russo E, Zironi A, Dallari GV, et al. Migration and health in Italy: a multiethnic adult sample. J Travel Med 2009;16(2):88-95.

4. Toselli S, Galletti L, Pazzaglia S, et al. Two-stage study (1990-2002) of North African immigrants in Italy. Homo 2008;59(6):439-52.

5. Agenzia Regionale Sanitaria. Regione Marche. La salute della popo-lazione immigrata:metodologia di analisi. Progetto: Promozione della salute della popolazione immigrata in Italia. 2009. Disponibile all'indirizzo: www.ccm-network.it/documenti_Ccm/...

6. ISTAT. Gli stranieri nel mercato del lavoro. I dati della rilevazione sulle forze di lavoro in un'ottica individua-le e familiare. Anno 2006. Disponi-bile all'indirizzo: www.istat.it/dati/catalogo/20090109_00