Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

aprile 2010

Il consiglio del personale sanitario per modificare gli stili di vita della popolazione: i risultati della sorveglianza PASSI in Veneto (2007-08)

Gianstefano Blengio1, Giovanna Frison2, Federica Michieletto2, Silvia Milani3, Cinzia Piovesan2 e Francesca Russo2

1Dipartimento di Prevenzione, Azienda ULSS n. 22, Bussolengo (VR)

2Direzione Prevenzione, Regione del Veneto, Venezia

3Dipartimento di Prevenzione, Azienda ULSS n. 13, Mirano (VE)

 

 

Uno degli obiettivi della sorveglianza PASSI (1) è quello di monitorare quanto gli interventi preventivi siano in grado di contrastare stili di vita nocivi per la salute che interessano ampie fasce di popolazione. La rilevazione capillare del PASSI, che permette di scendere al dettaglio territoriale dell’azienda sanitaria, offre la possibilità di correlare il risultato di salute o il comportamento all’intervento che il decisore sanitario ha messo in atto.

 

I programmi di prevenzione sono oggi sempre più articolati e vedono il coinvolgimento di un numero sempre più ampio ed eterogeneo di soggetti. In un approccio intersettoriale, uno dei compiti peculiari del personale sanitario è quello di veicolare alla popolazione a cui ci si rivolge il corretto messaggio di salute. In particolare, il consiglio del medico, anche se breve, si è dimostrato efficace nel contribuire a modificare gli stili di vita, ancor più se inserito in un approccio integrato di intervento sulla comunità.

 

Il questionario PASSI indaga, tra l’altro, l’entità della diffusione del messaggio da parte del personale sanitario nei diversi ambiti della prevenzione, in particolare la modifica degli stili di vita nelle quattro aree del progetto "Guadagnare salute" (2) (fumo, attività motoria, alimentazione e consumo di alcol). Bisogna sottolineare che attraverso l’indagine si stima la prevalenza di persone che ricevono il consiglio da parte degli operatori sanitari; tuttavia questa non è che un proxy della frequenza con cui il consiglio è stato effettivamente dato. Infatti, un consiglio troppo breve o poco convinto offerto dall’operatore può tradursi nel fatto che la persona non ricordi di averlo ricevuto. La frequenza riferita della ricezione del consiglio rappresenta pertanto una stima del fenomeno dopo una scrematura dei “consigli poco validi”.

 

Negli ultimi anni la regione del Veneto ha investito molto nella formazione del personale sanitario su questi temi. In particolare, nel 2007, i 3.500 medici di medina generale (MMG) della regione sono stati formati al counselling breve al fumatore e, tra il 2004 e il 2006, con il progetto regionale “Mamme libere dal fumo”, 400 ostetriche sono state addestrate sul counselling antitabagico. Inoltre, nell’ambito del progetto regionale di lotta alla sedentarietà, sono stati formati 962 operatori sanitari, di cui 724 MMG, coinvolgendo 13 ULSS sulle 21 esistenti.

 

Vogliamo qui presentare i risultati della sorveglianza PASSI in Veneto, riguardanti questi temi, relativi agli anni 2007 e 2008. Abbiamo anche analizzato i dati raccolti per valutare se l'attività formativa attuata negli ultimi anni dalla regione si sia dimostrata efficace.

 

Per quanto riguarda le modalità di rilevazione del sistema di sorveglianza e i metodi di analisi, si rinvia a quanto già descritto altrove (1). Nel 2007 e 2008 in Veneto hanno partecipato all'indagine 17 ULSS su 21. Sono state analizzate, rispettivamente, 3.219 e 4.240 interviste.

 

Il fumo di tabacco è tra i principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative ed è il maggiore fattore di rischio evitabile di morte precoce: si stima che in Italia il 15-20% delle morti complessive sia attribuibile al fumo. Da revisioni sistematiche della letteratura è emerso che il semplice consiglio del medico, espresso anche solo una volta durante una visita di routine, convince il 2% dei fumatori a smettere di fumare e ad astenersi dal fumo per un anno. Fornendo ulteriore sostegno e incoraggiamento l’efficacia dell’intervento può migliorare fino al 3% (3).

 

Come riportato nella Tabella, nel 2008 al 45% degli intervistati che si è recato da un medico nell’ultimo anno, sono state poste domande in merito alla loro abitudine al fumo.

 

 

Il 62% dei fumatori, che si è recato da un medico, ha ricevuto nel 2008 il consiglio di smettere di fumare da parte di un medico o di un operatore sanitario, mentre nell'anno precedente lo aveva ricevuto il 55%. Il consiglio è stato dato a scopo preventivo nel 32% dei casi, nel 16% dei casi per motivi di salute e nel 14% per entrambi i motivi.

 

Dal 2007 al 2008, quindi, il personale sanitario sembra avere aumentato l’interesse verso l’abitudine al fumo dei propri assistiti, con un incremento significativo della percentuale di fumatori a cui è stato consigliato di smettere di fumare.

 

L’attività fisica è praticata in modo insufficiente dalla popolazione veneta: secondo i risultati PASSI, circa un adulto su quattro in Veneto è sedentario, indipendentemente dall’età e dal sesso. Eppure è ben noto che l’attività fisica praticata regolarmente svolge un ruolo di primaria importanza nella prevenzione di malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione e obesità (4, 5). Una combinazione di consigli su dieta ed esercizio fisico, associata ad una terapia comportamentale basata sul counselling motivazionale, sembra essere più efficace dei singoli interventi nel trattamento dell’obesità e può portare ad una perdita di peso durevole (6).

 

Nonostante ciò, in Veneto solo il 38% degli intervistati nel 2008 ha riferito che un medico o un altro operatore sanitario ha chiesto loro se svolgono attività fisica e solo il 34% ha dichiarato di aver avuto il consiglio di praticarla regolarmente. La percentuale è comunque significativamente aumentata rispetto al 2007 (Tabella). Il 43% delle persone in eccesso ponderale ha riferito, nel 2008, di aver ricevuto il consiglio di fare regolarmente attività fisica; anche quest’ultima percentuale ha subito un incremento significativo rispetto all'anno precedente. Viceversa, la proporzione di persone in eccesso ponderale a cui è stato suggerito di perdere peso è rimasta sostanzialmente stazionaria (50% nel 2008 e 53% nel 2007).

 

I dati PASSI evidenziano che in Veneto circa due persone su tre nella fascia d'età 18-69 anni consumano bevande alcoliche e una su quattro ha abitudini di consumo considerabili a rischio per quantità o modalità di assunzione. Nonostante l’enorme impatto sulla salute pubblica per i rischi connessi ad un uso eccessivo, il problema alcol rimane attualmente sottovalutato: all’accettazione sociale del bere si aggiunge una marcata comunicazione commerciale che spesso ostacola i messaggi della prevenzione. L’alcol contribuisce ad oltre 60 problemi di salute, dalla sindrome feto alcolica dei neonati agli incidenti stradali, dai disturbi mentali alla violenza, dalle patologie croniche del fegato fino ad alcuni tipi di cancro.

 

Esiste sufficiente evidenza di efficacia di interventi mirati da parte dei medici di medicina generale; in particolare, l’intervento di counselling breve si è dimostrato efficace nel ridurre il consumo rischioso e dannoso di alcol (7). Tuttavia, solo il 21% degli intervistati ha riferito che un medico o un altro operatore sanitario si è informato sui comportamenti in relazione al consumo di alcol; la percentuale è rimasta stabile nel biennio. Solo il 7% dei consumatori a rischio ha riferito nel 2008 di aver ricevuto il consiglio di ridurre il consumo da parte di un operatore sanitario.

 

Dai risultati dei primi due anni di sorveglianza PASSI appare che la diffusione dei consigli del personale sanitario sia aumentata per quanto riguarda la pratica dell’attività fisica (in modo significativo) e l’abitudine al fumo. Si cominciano quindi a vedere i risultati delle attività di formazione sul counselling breve e motivazionale dirette agli operatori sanitari per quanto riguarda questi due importanti ambiti preventivi.

 

Viceversa, secondo la sorveglianza PASSI, sul consumo di alcolici in Veneto nel 2007-08 è stata interpellata solo una persona su cinque e meno di un consumatore a rischio su dieci ha ricevuto il consiglio di ridurne il consumo. Va sottolineato che questi risultati appaiono in accordo con quanto emerso da altre indagini condotte in Veneto. In particolare, l’indagine regionale “Conoscere per cambiare”, rivolta ad un cospicuo campione di MMG e ai loro assistiti, ha rilevato nel 2002 che solo il 21% dei medici intervistati affrontava sempre esplicitamente il problema dell’assunzione di alcol con i propri pazienti (8).

 

Per superare le resistenze e le ritrosie ad affrontare il tema del consumo rischioso e dannoso di alcol, è necessario potenziare la sensibilizzazione del personale sanitario e dotarlo di strumenti appropriati per affrontare il problema con i propri assistiti.

 

Riferimenti bibliografici

1. Gruppo Tecnico PASSI. Sistema di sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia): risultati 2007. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2009 (Rapporti ISTISAN 09/31).

2. Italia. Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 maggio 2007. Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari. Gazzetta Ufficiale n. 117, 22 maggio 2007.

3. Osservatorio Fumo, Alcol e Droga. Linee guida cliniche per promuovere la cessazione dell’abitudine al fumo (edizione 2008). Disponibile all’indirizzo: http://www.iss.it/...

4. Centers for Disease Control and Prevention. Recommended commmunity strategies and measurements to prevent obesity in the United States. MMWR 2009;58(RR-7):1-30. Disponibile all’indirizzo: www.cdc.gov/mmwr/pdf/rr/rr5807.pdf

5. US Department of Health and Human Services. 2008 Physical activity guidelines for Americans. Disponibile all’indirizzo: www.health.gov/PAGuidelines/pdf/paguide.pdf

6. De Luca R, Lingua S, Meneghin M, et al. L'attività ambulatoriale di nutrizione e le abilità di counselling: linee di indirizzo. Disponibile all’indirizzo: http://www.regione.piemonte.it/sanita/sanpub/dwd/prev_obesity.pdf

7. Scafato E, Gandin C, Patussi V (Ed). L’alcol e l’assistenza sanitaria primaria. Linee guida cliniche per l’identificazione e l’intervento breve. Disponibile all’indirizzo www.epicentro.iss.it/temi/alcol/linee/fascicolo1.pdf

8. Regione del Veneto. Progetto regionale Conoscere per cambiare - Il cittadino veneto e i problemi alcol e fumo correlati. Limena: Daigo Press; 2003.