Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

aprile 2010

Passi D'Argento: dall'Umbria una sperimentazione della sorveglianza della popolazione di 65 o più anni

Marco Cristofori1, Marcello Catanelli2 e Vincenzo Casaccia1

1Servizio di Epidemiologia, ASL 4 Terni

2Assessorato alla Sanità, Regione Umbria, Perugia

 

 

Dal dopo guerra si è registrato un allungamento progressivo dell’aspettativa di vita nei Paesi industrializzati, legato a diversi fattori concomitanti, quali una consistente riduzione della mortalità per tutte le cause, oltre che a una diminuzione della natalità. L’invecchiamento della popolazione ha provocato conseguenze importanti sugli assetti sociali, culturali ed economici, ma anche sulla dimensione soggettiva della qualità percepita della vita e della salute, accompagnandosi al fatto che l'allungamento della vita non è sistematicamente associato anche al miglioramento della qualità di vita. Nel 2002 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel documento “Active ageing: a policy framework” (1), ha raccolto e usato l'evidence disponibile in letteratura per delineare una strategia mirante a creare o rafforzare le condizioni per un “invecchiamento attivo”, le cui basi sono da costruire ben prima dell’età anziana. La parola “attivo” si riferisce alla possibilità che deve essere accordata alle persone anziane in termini di partecipazione alle questioni sociali, economiche, culturali, spirituali e civiche, in rapporto ai bisogni, desideri e inclinazioni di ciascun individuo o gruppo sociale. In tale documento vengono identificate tre strategie fondamentali: essere risorsa e partecipare alla vita sociale; rimanere in buona salute; usufruire di cure e tutele avendo un reddito adeguato. Tutto ciò è influenzato da gruppi di fattori personali, sociali ed economici (quali ad esempio genere, stili di vita, fattori biologici, fattori legati al sistema dei servizi sanitari e sociali). Questi fattori agiscono durante tutto il corso della vita e determinano, con il progredire dell’età, l’accentuarsi delle differenze individuali legate allo stato di salute e al benessere complessivo della persona. Fra l'altro, la realizzabilità dell'invecchiamento attivo implica anche che i sistemi sanitari e sociali migliorino i risultati delle loro performance, attraverso l’aumento dell’efficienza e il monitoraggio continuo delle attività e degli aspetti di salute della popolazione ultra 64enne.

 

Da qui la necessità, per promuovere l'invecchiamento attivo mantenendo e migliorando la salute degli anziani, di conoscere e seguire nel tempo da un lato il loro stato di salute e dall'altro la diffusione delle misure di promozione e prevenzione della loro salute.

 

Queste informazioni mirano a fornire ai decisori ma anche ai diversi gruppi di interesse, quali i rappresentanti delle attività locali, come i sindaci, elementi di comprensione dei fenomeni, con un dettaglio tale da permettere di identificare e realizzare interventi adeguati sul territorio.

 

Nel 2008, l’Umbria ha accettato la sfida, proposta e finanziata dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM), di sperimentare, inizialmente all'interno della propria regione, ma estendendo la sperimentazione in un secondo momento alle altre regioni italiane, un sistema di sorveglianza in grado di produrre degli indicatori sulla popolazione generale di 65 o più anni che, sensibili al cambiamento nel tempo, rappresentino bene l’evoluzione dei fattori determinanti di salute e di autosufficienza, ma anche della penetrazione degli interventi realizzati dalle famiglie e dai servizi dell’area sociale e sanitaria.

 

Tale pool di indicatori ha per scopo di orientare l'azione da parte dei decisori o di gruppi di interesse della comunità facilitando l’adozione o il miglioramento di misure tese a promuovere la qualità della vita degli over 64 e a ridurre i costi dell’assistenza.

 

PASSI d’Argento (2), a somiglianza del sistema di sorveglianza PASSI (3), sperimentato nel 2004 e 2005 e ora messo a regime, ha per vocazione di essere uno strumento economico e sostenibile per una sorveglianza di popolazione, studiato per essere utile alle ASL e realizzabile dagli stessi operatori sanitari che ne sono anche i principali utilizzatori. Il progetto ha coinvolto in una prima fase (2009) 7 regioni italiane e successivamente (2010) (2) altre 12, con una copertura quasi totale del territorio nazionale.

 

In nessun gruppo di età come negli ultrasessantacinquenni, l'efficacia degli interventi dipende dalla sinergia e dalla efficienza degli operatori del settore sanitario e sociale. Per la struttura di governo della nostra regione, gran parte dell'attività sociale si realizza a cura di operatori sociali che sono inseriti all'interno del sistema sanitario (ASL e distretti sanitari). Questa situazione ha facilitato la preparazione e l'esecuzione dell'indagine sperimentale, in particolare la raccolta dei dati tramite intervista telefonica o faccia a faccia, ma anche e soprattutto l'utilizzazione ottimale delle indicazioni operative che scaturiranno dai risultati. La cooperazione fra i due settori è stata, inoltre, facilitata dalla formazione congiunta di cui operatori sociali e sanitari hanno beneficiato nella fase di preparazione dell'indagine e, in fase di realizzazione della raccolta dati, nella valutazione delle attività tramite analisi SWOT (punti forti, punti deboli, opportunità e pericoli), alla quale hanno partecipato in gruppo operatori sanitari e sociali. Tutte le tappe della sperimentazione sono state compiute in stretta collaborazione con il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

 

Rispetto al sistema di sorveglianza PASSI, il PASSI d'Argento si è sviluppato intorno ad alcuni elementi innovativi quali:

  • la progettazione della sperimentazione fortemente partecipata con tutti gli stakeholders invitati in diversi workshop preliminari;
  • la disponibilità di un'unità territoriale, quella della ASL 4 di Terni - Distretto n. 3 di Orvieto (4), che da anni ospita un corso di formazione di epidemiologia di campo, organizzato dall’ISS, il quale coniuga obiettivi formativi a indagini scientifiche sul campo: OKkio alla SALUTE e PASSI d'Argento costituiscono due esempi importanti;
  • la valutazione continua attraverso le schede SWOT delle attività svolte in itinere che ha permesso di ritarare continuamente gli strumenti, i protocolli e il questionario;
  • una forte impronta iniziale mirata all’azione, sia nella scelta degli indicatori, prevalentemente di processo, per loro natura rapidamente modificabili;
  • una classificazione della popolazione in sotto-categorie (anziani in buona salute, anziani in buona salute ma a rischio di malattie, anziani con segni di fragilità, anziani disabili) sulla base della autonomia delle persone nelle IADL (instrumental activities of daily living) (Tabella);
  • l'immediata fruibilità dei risultati grazie all'uso di un “barometro” dei principali indicatori che mette accanto, anche visivamente, problemi di salute o fattori di rischio e diffusione delle misure di cura o prevenzione;
  • una forte adesione alla strategia OMS sull’invecchiamento attivo, che ha costituito il background scientifico, ma anche una griglia di lettura dei risultati dell'indagine sperimentale.

 

 

Con la sperimentazione di PASSI d'Argento la nostra regione sta ottenendo diversi risultati che vanno ben oltre la disponibilità di informazioni su una certa fascia di età. A cominciare dagli stessi operatori sociali e sanitari, infatti, si sta diffondendo un modo diverso di intendere la salute fisica e mentale di una popolazione in crescita e spesso risorsa più che problema. Si sta anche diffondendo una forte coesione fra sociale e sanitario con una chiave di lettura comune di una realtà, la progressiva integrazione e il rinforzo della sorveglianza di popolazione, rappresentata nella nostra regione oltre che da PASSI e PASSI d'Argento, anche da OKkio alla SALUTE (5) e dal Health behaviour in school-aged children's, al fine di produrre un profilo regionale di salute orientato alla scelta delle priorità (6).

 

PASSI d’Argento rappresenta al momento attuale uno strumento importante per la conoscenza dello stato di salute, della qualità della vita e della percezione dei servizi territoriali riguardo la popolazione anziana. La forte impronta all’azione, il dettaglio di rappresentatività che in Umbria è la ASL, la suddivisione della popolazione in 4 grandi categorie funzionali al miglioramento dell'efficienza dell'azione socio-sanitaria costituiscono qualità promettenti di questo nuovo sistema di sorveglianza che con tutta probabilità sarà messo a regime nel nostro Paese nei prossimi anni.

 

Riferimenti bibliografici

1. Active ageing: a policy framework - A contribution of the World Health Organization to the second United Nations world assembly on ageing. Madrid, April 2002. Disponibile all'indirizzo: http://whqlibdoc.who.int/hq/2002/WHO_NMH_NPH_02.8.pdf

2. Perra A, Biscaglia L. È partito il progetto PASSI d'Argento: un occhio attento alla salute e al ruolo della terza età nella società italiana. Not Ist Super Sanità - Inserto BEN 2009;22(3):iv.

3. Gruppo Tecnico di Coordinamento del Progetto di sperimentazione del "Sistema di Sorveglianza PASSI". Sistema di Sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia). Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2007 (Rapporti ISTISAN 07/30).

4. Cristofori M, Binkin N, Perra A, et al. "PASSI d'Argento": primo studio pilota sul distretto di Orvieto. Un'indagine su salute e qualità di vita nella terza età. Not Ist Super Sanità - Inserto BEN 2008;21(9):i-ii.

5. Spinelli A, Baglio G, Cattaneo C, et al. OKkio alla SALUTE: promozione della salute e crescita sana nei bambini della scuola primaria. Ann Ig 2008;20:337-44.

6. Disponibile all'indirizzo: www.hbsc.com