Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

giugno 2010

Gli stili di vita dei giovani adulti in Piemonte: sorveglianza Passi

Maria Chiara Antoniotti, Andrea Nucera e Maria Rizzo

Servizio Sovrazonale di Epidemiologia, ASL Novara

 

La regione Piemonte coordina il progetto nazionale “Guadagnare salute adolescenti” per sviluppare strategie efficaci e rispondenti a criteri di buone pratiche, rivolte a promuovere una nutrizione sana e l’attività fisica e a contrastare fumo e alcol nella gioventù. Infatti è a partire dall'infanzia e dall’adolescenza che si formano gli stili di vita nocivi, che rappresentano il maggior rischio di malattie croniche, disabilità e mortalità prematura.

 

Per dare supporto a tale progetto, abbiamo cercato di mettere a fuoco i comportamenti connessi con la salute dei giovani adulti piemontesi tra i 18 e i 24 anni, utilizzando i dati raccolti dal sistema di sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia). PASSI raccoglie informazioni tramite interviste telefoniche, fatte da operatori delle ASL a cittadini residenti di 18-69 anni, estratti dalle anagrafi sanitarie con un campionamento casuale stratificato per età e sesso (1).

 

In Piemonte hanno partecipato all'indagine tutte le ASL della regione e, tra giugno 2007 (avvio della sorveglianza) e dicembre 2008, sono state raccolte 8.599 interviste; di queste, 788 riguardavano giovani tra 18 e 24 anni. Sono state stimate le prevalenze di variabili relative ad attività fisica, stato nutrizionale, abitudine al fumo e consumo di alcol, confrontandole con i corrispondenti valori negli intervistati tra 25 e 69 anni (n. 7.811).

 

 

La situazione nutrizionale è stata valutata sulla base dei valori riferiti di peso e altezza con il calcolo dell’indice di massa corporea (IMC)1.

 

Le stime regionali sono state ottenute aggregando i dati aziendali, ponderati per classi di età e sesso. L'influenza di istruzione e condizione economica sugli stili di vita è stata studiata calcolando prevalenze e odds ratio, aggiustati mediante una regressione logistica multipla, che considerava queste due variabili oltre al sesso.

 

Per quanto riguarda la rappresentatività del campione PASSI, età, sesso e livello di istruzione sono risultati comparabili rispetto alla popolazione piemontese di pari età (2, 3).

 

La maggior parte dei giovani adulti era composta da persone celibi/nubili (96%); il livello di scolarizzazione era più elevato rispetto alla popolazione di maggiore età (diploma superiore/laurea: 75% vs 52%). Quasi uno su due (44%) lavorava in maniera continuativa e, con riferimento alla situazione del nucleo familiare, il 56% non aveva difficoltà economiche2.

 

Solo il 41% dei giovani ha riferito di svolgere attività fisica ai livelli raccomandati dall’OMS (4).

 

La sedentarietà3 (17%) è risultata un comportamento più frequente tra le donne e le persone che hanno basso livello di istruzione e difficoltà economiche (Tabella). Per quanto riguarda l'auto-percezione, tra gli intervistati di 18-24 anni, circa un quinto dei sedentari (21%) e la metà delle persone solo parzialmente attive4 (51%) ritenevano di svolgere un'attività fisica sufficiente.

 

L’eccesso ponderale5 interessava il 14% dei soggetti tra i 18 e i 24 anni (12% sovrappeso e 2% obesi). In accordo con la tendenza ad un incremento dell'IMC con l'aumentare dell'età, nelle persone di età 25-69 anni i corrispondenti valori sono sensibilmente risultati superiori (41%: 31% sovrappeso e 10% obesi).

 

Tra i soggetti in eccesso ponderale, oltre un terzo (37%) ha riferito di ritenere il proprio peso più o meno giusto, mentre circa un quarto (28%) faceva una dieta per perdere peso. Tra i giovani, una variazione di peso, pari a 2 o più kg nell’ultimo anno, è risultata più frequente che nelle età più avanzate: il 26% (vs 17%) ha dichiarato di aver perso peso e il 36% (vs 29%) di essere aumentato.

 

Secondo i dati raccolti da PASSI, l’abitudine al fumo di sigaretta era più diffusa nei giovani tra i 18 e i 24 anni (37%) rispetto alle persone di 25-69 anni (28%). Tra i giovani però l’abitudine appariva meno radicata, per quanto si può valutare in base ai seguenti indicatori: numero di sigarette fumate in media al giorno (10 vs 14); prevalenza di forti fumatori (cioè ≥20 sigarette/ die): 2% vs 9%; percentuale di fumatori che hanno tentato di smettere nell’ultimo anno (42% vs 36%). L’abitudine al fumo tra i giovani è risultata associata al sesso maschile, a bassi livelli di istruzione e a situazioni di difficoltà economica (Tabella).

 

Tra i 18 e i 24 anni il consumo di alcol6 interessava circa due terzi (69%) della popolazione ed era più frequente tra gli uomini (79%) che tra le donne (49%). Per quanto riguarda le modalità di assunzione, gran parte dei giovani ha dichiarato di consumare alcol prevalentemente nel fine settimana (76%) e almeno 2 su 5 rientravano nella categoria dei bevitori a rischio7 (42%). La diffusione di alcuni comportamenti è risultata fortemente dipendente dall’età, in particolare il bere prevalentemente fuori pasto, che interessava oltre un giovane piemontese su tre (36%), mentre era pari al 6% tra i 25 e i 69 anni; i bevitori binge8 erano l’11% (vs 6%), mentre, in entrambi i gruppi di età, i forti bevitori9 erano il 4%. Il consumo di alcol a rischio tra i giovani è risultato un comportamento prevalentemente maschile e, anche se in maniera non significativa, presentava una maggiore diffusione tra le persone con un alto livello di istruzione o senza difficoltà economiche (Tabella).

 

L’approfondimento effettuato sui giovani adulti piemontesi a partire dalle informazioni raccolte con la sorveglianza PASSI ha evidenziato quanto gli stili di vita possano differenziarsi nelle diverse fasce di età e pertanto debbano essere costantemente monitorati per contrastare in maniera rapida e con strategie efficaci quelli che costituiscono fattori di rischio per lo sviluppo di malattie croniche, disabilità e mortalità prematura.

 

Per raggiungere gli obiettivi di “Guadagnare salute” è necessario migliorare la consapevolezza dell’eccesso di peso e di un insufficiente livello di attività fisica (5). Dovrebbero essere incentivate azioni efficaci di disassuefazione dal fumo di sigaretta, approfittando del fatto che tra i giovani l’abitudine, nonostante la maggior diffusione, si associa a comportamenti indicativi di un minore radicamento (6).

 

I comportamenti che, per la loro diffusione, andrebbero contrastati con maggior rapidità sono l’assunzione di alcol prevalentemente nel fine settimana, fuori pasto o con modalità binge (7). Si tratta di abitudini prevalentemente maschili, che, a differenza di altri comportamenti a rischio, non sembrano associati a diseguaglianze sociali.

 

È opportuno sottolineare che le informazioni raccolte da PASSI nel 2007-08 forniscono verosimilmente una stima per difetto del consumo di alcol a rischio; le più recenti indicazioni internazionali, infatti, hanno abbassato i valori soglia per forti bevitori e bevitori binge (8).

 

Il ruolo protettivo di istruzione e assenza di difficoltà economiche nei confronti dell'abitudine al fumo e della sedentarietà appare già evidente tra i 18 e i 24 anni, indicando che, per ottenere guadagni di salute, oltre a specifiche azioni di contrasto ai fattori di rischio sono necessarie politiche sociali di più ampio respiro.

 

Ringraziamenti

Si ringrazia la regione Piemonte, gli operatori delle ASL piemontesi e tutti i cittadini che hanno aderito alla sorveglianza.

 

Riferimenti bibliografici

1. Gruppo Tecnico di coordinamento del Progetto di sperimentazione del “Sistema di Sorveglianza PASSI”. Sistema di sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia). Roma: Istituto Superiore di Sanità (Rapporti ISTISAN 07/30). 228 p.

2. ISTAT. Statistiche demografiche. Popolazione residente per età, sesso e stato civile al 1° gennaio 2007. http://demo.istat.it/pop2007/index.html

3. Piemonte in cifre. Annuario statistico regionale 2008. www.2008.piemonteincifre.it

4. World Health Organization. Global recommendations on physical activity for health. www.who.int/dietphysicalactivity/...

5. Task Force on Community Preventive Services. Recommendations to increase physical activity in communities. Am J Prev Med 2002;22(4):67-72.

6. Task Force on Community Preventive Services, Guide to Community Preventive Services. Strategie rivolte a ridurre l’esposizione al fumo di tabacco, incoraggiare i fumatori a smettere di fumare e ridurre il numero di persone che iniziano a fumare, da attuare in contesti comunitari e presso strutture del sistema sanitario. Epidemiologia e Prevenzione 2002;26(4):54-60.

7. Unione Europea. Rapporto sull'alcol ed il suo impatto sociale, sanitario ed economico in Europa. Sintesi del rapporto. Traduzione da: Anderson P, Baumberg B. Alcohol in Europe. www.iss.it/binary/ofad/...

8. Centers for Disease Control and Prevention. Alcohol and public health. www.cdc.gov/alcohol/index.htm

 

Note

1IMC = peso in kg/(altezza in metri)². Sottopeso IMC <18,5; normopeso 18,5-24,9; sovrappeso 25-29,9; obeso ≥30;

2Non avere difficoltà economiche = arrivare facilmente (molto o abbastanza) a fine mese con le risorse finanziare a disposizione (da reddito proprio o familiare);

3Sedentario: persona che non fa un lavoro pesante (o non lavora) e non pratica alcuna attività fisica nel tempo libero;

4Parzialmente attivo: persona che non fa un lavoro pesante (o non lavora) e non raggiunge il livello di attività raccomandato pur praticando qualche attività fisica;

5Eccesso ponderale = sovrappeso + obesi;

6Consumo di alcol = bevuto ≥1 unità di bevanda alcolica nell’ultimo mese. Una unità di bevanda alcolica equivale a una lattina di birra o un bicchiere di vino o un bicchierino di liquore;

7Bevitore a rischio = bevitore prevalentemente fuori pasto o binge o forte bevitore;

8Binge = nell’ultimo mese consumo, almeno una volta, di 6 o più unità di bevande alcoliche in una sola occasione;

9Forte bevitore = più di 3 unità/die per gli uomini e più di 2 unità/die per le donne.