Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

maggio 2010

L'anziano: risorsa in Emilia-Romagna. Passi d'Argento, 2009

Giuliano Carrozzi1, Letizia Sampaolo1, Lara Bolognesi1, Mauro Mirri2, Raffaele Fabrizio2, Nicoletta Bertozzi3, Alba Carola Finarelli4, Anna Rita Sacchi5, Alma Nieddu6, Anna Maria Ferrari7, Paolo Pandolfi8, Ivana Stefanelli9, Aldo De Togni10, Giuliano Silvi11, Oscar Mingozzi12, Diego Sangiorgi3 e Fausto Fabbri13

1Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Modena

2Servizio Governo dell'Integrazione Socio-Sanitaria e delle Politiche per la non Autosufficienza, Regione Emilia-Romagna, Bologna

3Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Cesena

4Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali, Regione Emilia-Romagna, Bologna

5Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Piacenza

6Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Parma

7Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Reggio Emilia

8Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Bologna

9Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Imola

10Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Ferrara

11Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Ravenna

12Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Forlì

13Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Rimini

 

Nel nostro Paese, la salute della popolazione anziana viene frequentemente presa in considerazione in chiave prevalentemente di carico socio-assistenziale, mentre non vengono ancora sufficientemente valorizzati il patrimonio e la ricchezza apportate alla società in termini sia di tesoro di esperienze umane, sia di supporto essenziale per la famiglia e la comunità (1).

 

Più in sintonia con i tempi che viviamo, la popolazione anziana comincia a essere considerata una risorsa, ancora in continuo sviluppo, capace di partecipare attivamente alla vita sociale anche dopo l’uscita dall’età produttiva. L’essere risorsa e partecipare alla vita sociale rappresenta uno dei tre pilastri fondamentali per un invecchiamento attivo, insieme al rimanere in buona salute e all’avere cure e reddito adeguati.

 

Compito essenziale della società civile e delle istituzioni è riconoscere e valorizzare questo nuovo ruolo della persona anziana in ogni contesto, dall’ambito familiare ed amicale a quello sociale.

 

In questo articolo si riportano i risultati di PASSI d’Argento in Emilia-Romagna, indagine sulla qualità della vita percepita dalle persona anziane (2) che, fra i tanti aspetti socio-sanitari della popolazione anziana, ha studiato in che misura le persone ultra64enni siano considerate risorsa, in termini di supporto alla famiglia, ai conoscenti e alla collettività.

 

Nell’ambito della sfera familiare e amicale, si è considerato risorsa l’anziano intervistato che quasi tutti i giorni o per più della metà dei giorni accudisce nipoti con meno di 14 anni e/o fornisce aiuto a familiari (congiunto, figli, fratelli, sorelle, conoscenti).

 

Il supporto alla comunità è stato definito sulla base della partecipazione ad attività di volontariato nei 12 mesi precedenti l’intervista; per volontariato si sono intese le attività prestate gratuitamente a favore di altri, come bambini, disabili, ospedali, scuole.

 

L’indagine PASSI d’Argento è stata effettuata in Emilia-Romagna nella primavera del 2009 (3). La popolazione in studio è costituita da persone di età maggiore ai 64 anni non istituzionalizzate (circa 935mila). Il campione regionale è risultato costituito da 620 persone con 64 anni e più, rappresentativo della popolazione regionale, selezionato attraverso un campionamento a grappoli a due stadi: con il primo, a cluster, sono stati selezionati i Comuni su cui condurre l’indagine (50), con il secondo sono state estratte le persone da intervistare in modo casuale stratificato (per sesso e per classi d’età quinquennali) dalle liste delle anagrafi sanitarie delle AUSL emiliano-romagnole. Il 63% delle interviste è stato condotto telefonicamente e il 37% faccia a faccia. Il tasso di risposta è risultato dell'85,5%, quello di rifiuto del 13% e quello di non reperibilità dell'1,5%. Nel 13% dei casi l’ultra64enne campionato non è stato in grado di rispondere all’intervista per problemi di comprensione, eloquio o udito; in questi casi è stato intervistato un proxy, cioè un familiare o un’altra persona di fiducia, che nelle ultime due settimane è stato in contatto per qualche ora per almeno 8 giorni.

 

In PASSI d’Argento la popolazione ultra64enne viene suddivisa in quattro sottogruppi (4), come visto nel precedente articolo, in rapporto all’autonomia nelle IADL (instrumental activities of daily living): persone in buone condizioni di salute e a basso rischio di malattia; persone in buone condizioni di salute ma a rischio di malattia o fragilità; persone con segni di fragilità; persone con disabilità.

 

Questa suddivisione è funzionale all’identificazione delle priorità di intervento ed è indispensabile nella programmazione delle attività e nella valutazione dei programmi e delle azioni messe in campo dai servizi del settore sociale e sanitario.

 

In Emilia-Romagna circa la metà (52%) degli ultra64enni intervistati rappresenta ancora una risorsa per la famiglia, i conoscenti o l’intera collettività. La percentuale dell’essere risorsa diminuisce in maniera statisticamente significativa all’avanzare dell’età: scende dal 68% dei 65-74enni al 37% degli ultra75enni; è maggiore negli anziani con un alto livello d’istruzione (59% rispetto al 49% di chi ha una bassa istruzione) e senza difficoltà economiche percepite (58% rispetto al 39% di chi ne riferisce molte; differenza statisticamente significativa) (Tabella).

 

Correggendo i dati in un modello di regressione logistica multivariata per genere, classi d’età, livello d’istruzione e presenza di difficoltà economiche, l’essere risorsa si conferma statisticamente più diffusa tra i 65-74enni e tra gli anziani senza difficoltà economiche.

 

Tra gli intervistati in buona salute, la maggior parte (65%) rappresenta un supporto per famiglia, conoscenti e collettività; è importante però sottolineare che questo supporto offerto si riduce, ma non si perde mai completamente anche negli anziani con segni di fragilità (34%) o disabilità (14%) (Tabella e Figura).

 

 

Considerando tre aree del territorio emiliano-romagnolo (Comuni capoluoghi di ASL, Comuni montani e rimanenti), l’essere risorsa è una caratteristica meno diffusa negli anziani dei Comuni di montagna (46% rispetto al 54% dei Comuni capoluoghi e al 52% dei rimanenti, differenze non significative sul piano statistico).

 

Il 49% degli anziani intervistati è risorsa per l’ambito familiare e amicale e il 12% per la collettività; il 9% è risorsa in entrambi gli ambiti. In particolare, l’essere risorsa per la collettività diminuisce in maniera più rilevante al crescere dei problemi di salute: si passa dal 17% degli anziani in buona salute, all’8% di quelli in buona salute ma a rischio, al 9% di quelli con segni di fragilità e al 4% di quelli con disabilità.

 

I dati riportati mostrano come anche in Emilia-Romagna le persone ultra64- enni rappresentano un importante patrimonio per la società, sia per le attività prestate all’interno della famiglia sia per quelle rivolte alla comunità, patrimonio ancora troppo spesso non pienamente valorizzato.

 

Un altro aspetto da sottolineare è come questo ruolo di risorsa sia inoltre un fenomeno trasversale rispetto alle condizioni di salute dell’anziano: rimangono una risorsa importante (seppure in misura minore) negli anziani con segni di fragilità e in quelli in condizioni di disabilità.

 

Per questo, le azioni di valorizzazione e tutela dell’essere risorsa della persona ultra64enne sono essenziali e devono essere condotte a diversi livelli: dall’ambito sociale (ad esempio, con la promozione di attività culturali ed educative volte a favorire la trasmissione della memoria storica, lo sviluppo di relazioni sociali e l’impegno solidale) a quello familiare (ad esempio, con un sostegno attivo delle persone che scelgono di prestare cura ai propri familiari). Queste azioni di valorizzazione richiedono una forte integrazione degli aspetti sociali e sanitari, con una strategia per eliminare i fattori ostacolanti l’autotutela della salute.

 

Riferimenti bibliografici

1. Perra A, Biscaglia L. È partito il progetto PASSI d'Argento: un occhio attento alla salute e al ruolo della terza età nella società italiana. Not Ist Super Sanità - Inserto BEN 2009;22(3):iv.

2. World Health Organization. Active Ageing. A policy framework. 2002. Disponibile all’indirizzo: www.who.int/...

3. Carrozzi G, Bertozzi N, Mirri M (Ed). PASSI d’Argento. La qualità della vita percepita dalle persone con 65 anni e più. Emilia Romagna, Indagine 2009. Bologna: Zucchini; 2009.

4. Cristofori M, Catanelli M, Casaccia V. PASSI d’Argento: dall’Umbria una sperimentazione della sorveglianza della popolazione di 65 anni o più anni. Not Ist Super Sanità - Inserto BEN 2010;23(4):iii-iv. Comitato editoriale BEN