Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

novembre 2010

La rilevazione sulla pandemia influenzale A/H1N1v nel Lazio mediante il sistema di sorveglianza PASSI: risultati e aspetti organizzativi e metodologici

Massimo O. Trinito1, Andreina Lancia1, Silvia Iacovacci1, Roberto Boggi2, Maria Di Fabio2, Rosanna Trivellini2, Domenico Follacchio2, Anna Bisti2, Alessio Pendenza2, Francesca Alicata2, Vito Ruscio2, Roberto Giammattei2, Daniele Gentile2, Oretta Micali2, Gianluca Fovi2, Felicetta Camilli2, Sonia Iannone2 e Pierfrancesco Barbariol3

1Coordinamento Regionale PASSI

2Coordinamenti Aziendali PASSI Lazio 2009

3Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma

 

A partire da aprile 2009, in diversi Paesi sono stati riportati casi di infezione nell’uomo causati da un nuovo sottotipo del virus influenzale (A/H1N1v) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato questo evento un'emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale. Nei mesi successivi sono stati progressivamente alzati i livelli di allerta prepandemica fino all’11 giugno 2009, quando è stata dichiarata la fase di allerta pandemia (1), conclusa il 10 agosto 2010.

 

In ogni situazione di emergenza, la novità, la rilevanza del fenomeno, l’incertezza degli esiti e l’allarme sociale possono determinare rapidamente importanti mutamenti nelle opinioni e nei comportamenti della popolazione (2). La rilevazione continua, propria dei sistemi di sorveglianza, consente di registrare i cambiamenti delle variabili in studio (3) che si verificano in intervalli di tempo anche brevi.

 

Il contesto descritto ha offerto quindi l'occasione per sperimentare, all'interno del sistema di sorveglianza PASSI (Progressi nelle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), un modulo di emergenza sulla pandemia influenzale e di valutarne fattibilità, qualità e utilità.

 

L'obiettivo era ottenere, a livello sia nazionale sia regionale, informazioni tempestive su percezioni, conoscenze ed atteggiamenti della popolazione relative alla nuova influenza A/H1N1v, monitorandone i cambiamenti nel tempo, per fornire a decisori e professionisti strumenti utili per modulare gli interventi sanitari. A tal fine si volevano, in particolare, indagare le conoscenze dei cittadini riguardo alle raccomandazioni ricevute su come prevenire la pandemia ed il loro giudizio sulla campagna informativa.

 

La sorveglianza PASSI prevede che, ad un campione di residenti di età compresa tra 18 e 69 anni, estratto con metodo casuale dagli elenchi delle anagrafi sanitarie, venga somministrata un’intervista telefonica con un questionario standardizzato relativo ai principali comportamenti, che influenzano la salute, e all’adozione di misure preventive (4). Nell'autunno 2009 è stato predisposto un “modulo pandemia”, costituito da 10 quesiti a risposta chiusa riguardanti comportamenti ed atteggiamenti nei confronti dell’influenza A/H1N1v (5) e relativo piano d’analisi (6).

 

È stato chiesto alle ASL partecipanti a PASSI di aderire all'indagine, somministrando il modulo in coda all'intervista realizzata con il questionario standard.

 

I dati raccolti con il modulo d’emergenza sono stati inseriti, tramite un software dedicato, in un archivio del server centrale “passidati” e collegati con i dati del questionario PASSI, in modo da consentire l'analisi delle associazioni con tutte le variabili consuete oggetto di rilevazione.

 

Dalle risposte alle domande del modulo sono stati ricavati indicatori di opinioni e comportamenti relativi a: probabilità di contagio per i componenti della famiglia, preoccupazione per la pandemia, limitazione delle attività quotidiane fuori casa, disponibilità a farsi vaccinare, conoscenza delle principali norme comportamentali per evitare la diffusione del virus, preferenza della fonte informativa cui far riferimento per maggiori informazioni.

 

Per il calcolo degli indicatori, realizzato con il software Stata 11, è stata adottata una pesatura complessa, che tiene conto della popolazione residente, nonché della numerosità e della stratificazione per età e sesso dei campioni aziendali.

 

Nelle 70 ASL italiane che hanno aderito alla proposta, la rilevazione è iniziata nel mese di novembre 2009 e si è protratta sino ai primi di febbraio 2010. In particolare, nel Lazio solo una fra le 12 ASL, per ragioni organizzative, non è stata in grado di partecipare all'indagine; l’analisi è stata condotta sulle 662 interviste realizzate in questa regione col “modulo pandemia” dal 1° novembre 2009 al 31 gennaio 2010. Le domande sulla nuova influenza A/H1N1v sono state somministrate complessivamente al 78% di tutte le persone intervistate nello stesso periodo, ma in proporzione decrescente nel tempo, elevata nei primi due mesi di indagine (circa 90%), più bassa nel terzo (54%).

 

Dei 662 intervistati, il 54% era composto da donne (53% nel campione PASSI Lazio 2009); il 26% aveva un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 37% tra 35 e 49 anni ed il 37% tra 50 e 69 anni (rispettivamente 28%, 36% e 36% nel campione PASSI Lazio per il 2009). La composizione demografica del campione “pandemia” risulta perciò sovrapponibile a quella generale della stessa regione per il 2009. La maggioranza degli intervistati (94%) ha dichiarato di conoscere le raccomandazioni fornite dalle autorità sanitarie per ridurre la diffusione del virus influenzale; l’82% riteneva che le informazioni ricevute su come prevenire la nuova influenza fossero sufficienti. La maggior parte degli intervistati (82%) ha individuato nei Medici di Medicina Generale (MMG) la principale fonte cui si sarebbero rivolti per ottenere maggiori informazioni. Le altre fonti (servizi della ASL, mass media, numero verde del Ministero della Salute, ecc.) sono state citate con minor frequenza. La percentuale disposta a vaccinarsi era complessivamente pari al 20%, ma significativamente più alta tra i portatori di malattie croniche (29%) e tra le persone che si sono dichiarate più preoccupate della pandemia (28%). Tali associazioni sono state confermate da un’analisi logistica multivariata che include le principali variabili socio-demografiche e cliniche. Solo una minoranza di intervistati (14%) ha dichiarato di aver limitato le attività quotidiane svolte fuori casa.

 

Per quanto riguarda l'evoluzione temporale dei principali indicatori, la percentuale delle persone che riteneva probabile che la propria famiglia fosse colpita dall’influenza A/H1N1v è diminuita progressivamente, passando dal 36% del mese di novembre al 19% di gennaio. Analogo andamento ha avuto il livello di preoccupazione di fronte alla situazione di emergenza prospettata dai media (rispettivamente 36% e 18%). La disponibilità a vaccinarsi è scesa dal 27% di novembre al 14% di gennaio (Figura).

 

La campagna informativa su come prevenire la diffusione dell’influenza A/H1N1v ha avuto un’ottima penetrazione. Tuttavia, la preoccupazione per l'influenza pandemica, anche in corrispondenza del picco epidemico, ha coinvolto solo un terzo della popolazione adulta del Lazio e si è poi progressivamente e significativamente ridotta, in linea con l’evoluzione dell’epidemia (7).

 

Contemporaneamente, la disponibilità a vaccinarsi, non molto elevata fin dall'inizio della rilevazione, è ulteriormente diminuita nei mesi successivi. L’evoluzione temporale degli indicatori descritti è in linea con quella registrata nell'intero pool di ASL che hanno somministrato il “modulo pandemia”.

 

Gli MMG sono risultati la principale fonte a cui la popolazione fa riferimento per ottenere informazioni attendibili nelle situazioni d’emergenza: i medici si confermano un alleato indispensabile nella trasmissione di informazioni rilevanti per la sanità pubblica e dovrebbero rappresentare un target primario per la comunicazione istituzionale in queste situazioni.

 

Gli aspetti critici di questa esperienza sono prevalentemente di tipo organizzativo ed hanno comportato la mancata somministrazione del "modulo pandemia" a circa il 20% degli intervistati PASSI.

 

Tuttavia, nonostante la volontarietà dell'adesione alla somministrazione di tale modulo, è stato possibile mantenere la rappresentatività del campione regionale e questo è un elemento a sostegno della qualità dei dati raccolti.

 

La fattibilità di questo approccio d’indagine è avvalorata dal difficile contesto in cui si è svolta la rilevazione; infatti, oltre alla prevedibile diminuzione della disponibilità di intervistatori nel periodo tra dicembre e gennaio per ferie e malattie, molti di loro sono stati impegnati anche nelle attività straordinarie di prevenzione messe in atto per contrastare la pandemia.

 

Va inoltre tenuto presente che la sua diffusione nel nostro Paese si è verificata in anticipo rispetto alle previsioni, rendendo particolarmente stretti i tempi di realizzazione dell'indagine.

 

Anche se a livello regionale è mancato il tempo per pianificare ed implementare adeguatamente il momento della comunicazione con una rapida restituzione dei risultati, i dati raccolti sono stati tempestivamente trasmessi a livello nazionale, contribuendo ad una efficace diffusione dei risultati del pool (8).

 

In conclusione, la sorveglianza PASSI nel Lazio si è dimostrata in grado di fornire stime attendibili di importanti indicatori, riguardanti conoscenze, atteggiamenti e comportamenti della popolazione relativi alla pandemia influenzale, consentendo di metterli in relazione con i principali determinanti socio-sanitari.

 

Questa prima esperienza costituisce, a nostro parere, un modello valido per attivare rapidamente in futuro, in occasione di analoghe situazioni, supplementi di informazioni tematiche capaci di produrre tempestivamente, anche a livello regionale, informazioni utili per le scelte in sanità pubblica.

 

Ringraziamenti

Si ringrazia Sandro Baldissera del Gruppo Tecnico Nazionale PASSI per il prezioso contributo fornito nell’analisi dei dati e per le osservazioni al testo.

 

Riferimenti bibliografici

1. www.who.int/csr/resources/publications/influenza/WHO_CDS_CSR_GIP_2005_5.pdf

2. de Zwart O, Veldhuijzen IK, Richardus JH, et al. Monitoring of risk perceptions and correlates of precautionary behaviour related to human avian influenza during 2006-2007 in the Netherlands: results of seven consecutive surveys. BMC Infect Dis 2010;12(10):114.

3. Wen XJ, Balluz L, Mokdad A. Association between media alerts of air quality index and change of outdoor activity among adult asthma in six states, BRFSS, 2005. J Community Health 2009;34(1):40-6.

4. Gruppo Tecnico di Coordinamento del Progetto di sperimentazione del "Sistema di Sorveglianza PASSI". Sistema di Sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia). Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2007 (Rapporti ISTISAN 07/30).

5. www.epicentro.iss.it/passi/pdf2009/H1N1_questionario.pdf

6. www.epicentro.iss.it/passi/pdf2009/H1N1_piano-analisi.pdf

7. www.epicentro.iss.it/passi/pandemia11-24gen.asp

8. www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/archivioflunews.asp