Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

aprile 2011

L’interscambiabilità dell’intervista telefonica e faccia-a-faccia nella sorveglianza della popolazione ultrasessantaquattrenne: un’applicazione del test-retest

Benedetta Contoli1, Andrea Nucera2, Piero Bestagini2, Maria Chiara Antoniotti2, Arianna Dittami1 e Alberto Perra1

1Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma

2Servizio Sovrazionale di Epidemiologia, ASL Novara

 

 

PASSI d’Argento è stato un progetto biennale (2008-10) promosso dal Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CCM) del Ministero della Salute, coordinato dalla regione Umbria (1) in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Con l’obiettivo di valutare la fattibilità e la sostenibilità di un sistema di sorveglianza della popolazione ultra64enne presente in tutto il territorio nazionale e centrato sulle esigenze delle realtà regionali (2), sono state realizzate tra il 2009 e il 2010 due indagini sperimentali per un totale di circa 10.000 interviste, mediante la somministrazione di un questionario standardizzato attraverso due modalità differenti: telefonica e faccia-a-faccia. Come esito della sperimentazione, le regioni si apprestano a mettere a regime nei prossimi 2 anni un sistema di sorveglianza informativo, efficiente e sostenibile, tecnicamente ed economicamente. In tale situazione, come anche emerge dalla letteratura (3), l’opportunità di usufruire dell’impiego della duplice modalità di intervista costituirebbe un criterio a favore della sostenibilità per ciò che riguarda efficienza e limitazione dei costi, in quanto l’intervista telefonica ha un costo, in termini di risorse umane e materiali, decisamente più contenuto delle interviste realizzate con la modalità faccia-a-faccia. In vista della messa a regime della sorveglianza di popolazione ultra64enne, affidata al Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell'ISS e alle regioni, si è reso opportuno valutare l’interscambiabilità delle due modalità di intervista, al fine di assicurare la sovrapponibilità e la qualità dei dati raccolti.

 

L’ipotesi di studio è che le informazioni raccolte tramite questionario somministrato con le due diverse modalità siano sovrapponibili e quindi il questionario sia egualmente affidabile, a prescindere dalla modalità di somministrazione. A tale scopo è stato adottato l’approccio del test-retest, largamente utilizzato in letteratura per valutare l’affidabilità di questionari (4, 5).

 

Seguendo l’approccio del test-retest, lo stesso questionario viene somministrato ad un gruppo di persone in due diverse occasioni, con due modalità di intervista differenti, e viene valutata poi la concordanza tra le informazioni raccolte nella prima e nella seconda intervista. Si deve assumere che il fenomeno che viene rilevato con ciascuno degli item del questionario testato non si modifichi nell’intervallo fra la prima e la seconda somministrazione del questionario. Per lo studio della concordanza viene frequentemente utilizzato il coefficiente kappa (k) di Cohen (6, 7) come misura adimensionale dell’accordo tra le risposte qualitative o categoriali della medesima persona in momenti differenti. Premesso che una quota della concordanza è dovuta al caso, il calcolo del k di Cohen permette di calcolare la concordanza vera, cioè quella prodotta dal reale accordo tra le risposte osservate, sottraendo alla quota della concordanza totale quella dovuta al caso. Il valore di k varia tra -1 (discordanza perfetta negativa) e 1 (concordanza perfetta positiva), con 0 che indica nessuna concordanza. Al k di Cohen è associata una significatività statistica per convenzione, quando il valore di p è inferiore a 0,05. Ai fini di una lettura qualitativa del grado di accordo misurato dal k di Cohen, si considera un valore di k di 0,01-0,20 come indicatore di scarsa concordanza; 0,21-0,40 di concordanza modesta; 0,41-0,60 di concordanza moderata; 0,61-0,80 di concordanza buona; 0,81-1,00 di concordanza quasi perfetta.

 

Nel nostro studio, è stato selezionato un campione di convenienza di 100 ultra64enni reclutato attraverso diversi enti o istituzioni, quali centri diurni, università della terza età, circoli, sindacati e altri. Le interviste sono state realizzate da ricercatori non conoscenti o in familiarità con l’intervistato e sono sempre state precedute da una lettera per il consenso informato che precisava obiettivi e modalità dell’indagine. A random il campione è stato suddiviso in due gruppi di numerosità simile, al primo dei quali è stato somministrato il questionario per via telefonica e al secondo faccia-a-faccia. La seconda intervista è stata raccolta a distanza di non meno di 2 e non più di 3 settimane dalla prima, entrambe effettuate dallo stesso operatore, ma con modalità differente. Il questionario è stato somministrato interamente e a tutti i soggetti del campione nei due tempi previsti dallo studio. In fase di analisi, tuttavia, non sono stati presi in considerazione gli item “tempo-dipendenti”, cioè quelli che fanno riferimento ad un arco temporale definito, per i quali era plausibile una risposta non concordante (ad esempio: "è caduto nelle ultime due settimane?") (Tabella 1).

 

 

Le interviste sono state somministrate tra aprile e giugno 2010 nella regione Piemonte da 6 operatori specificamente formati. Il campione era composto da 100 anziani identificati rispettando la proporzione per sesso e classe di età della popolazione di riferimento. L’età mediana degli anziani era 76 anni, con un range di 65-94, il 45% aveva un’età compresa tra 65 e 75 anni, il 43% tra 75 e 84 anni e il 12% aveva più di 85 anni. Gli uomini rappresentavano il 44% del campione. Il tempo intercorso tra la prima e la seconda intervista era di circa 3 settimane. Gli item del questionario Passi d’Argento sono 116. In fase di analisi sono stati esclusi 22 item tempo-dipendenti, altri 22 per bassa numerosità, e quelli relativi alle caratteristiche socio-demografiche (sesso, età, altezza, peso). La statistica del k di Cohen è stata quindi applicata a tutti gli altri item del questionario (68), i cui risultati sono stati raggruppati in Tabella 2 nelle 5 classi qualitative che esprimono il grado di accordo tra i dati raccolti con le due modalità di intervista.

 

Per circa la metà degli item (49%) vi è una concordanza quasi perfetta tra i dati raccolti con l’intervista telefonica e con quella faccia-a-faccia; per i restanti item si ha comunque una concordanza buona o moderata. I valori più bassi del k di Cohen si hanno per alcuni item che stimano la capacità cognitiva utilizzati all’interno del questionario come parte di un algoritmo decisionale sulla opportunità di continuare l’intervista con il soggetto ultra64enne o ricorrere a un proxi. Sono in corso analisi più accurate (multivariate) al fine di formulare ipotesi che spieghino tale risultato. Non si sono riscontrate differenze significative tra i due sessi nei valori del k di Cohen per gli item testati, mentre si notano importanti differenze stratificando i valori del k per età. La concordanza si situa generalmente nella classe qualitativa più alta (concordanza quasi perfetta), nella fascia di età tra i 65 e i 75 anni, ma decresce velocemente al crescere dell’età. Nel nostro studio, in conclusione, tramite l’utilizzo di indicazioni della letteratura scientifica e di strumenti statistici adatti, è stata studiata l’interscambiabilità di due modalità di intervista, telefonica e faccia-a-faccia. L’analisi si è avvalsa del coefficiente k di Cohen, usato in diversi studi e ambiti per valutare la misura di accordo tra due persone sugli stessi oggetti o della stessa persona in due momenti differenti. I risultati hanno confermato che l’informazione raccolta con lo stesso questionario somministrato con due modalità differenti, telefonica e faccia-a-faccia, è la stessa e che quindi ai fini dell’intervista le due modalità sono interscambiabili. Su questa base è possibile ipotizzare che, a seconda delle caratteristiche e delle opportunità delle differenti regioni e aziende sanitarie del Paese, l’organizzazione e la raccolta dei dati di sorveglianza della popolazione ultra64enne possa avvenire nei prossimi anni, avvalendosi indifferentemente e senza pregiudizio per la qualità dei dati, per via telefonica o faccia-a-faccia.

 

Passi d'Argento: dal progetto al sistema di sorveglianza

Nel panorama mondiale l’Italia continua a essere uno dei Paesi con la maggiore proporzione di anziani. A oggi, gli ultra64enni costituiscono oltre il 20% della popolazione e fra 25 anni costituiranno il 34%. Con l’invecchiare della popolazione, cresceranno anche gli ultra84enni, i cosiddetti grandi vecchi, dal 2,3% al 7,8% del totale. Questa evoluzione demografica è associata a un ulteriore incremento delle patologie cronicodegenerative legate all’invecchiamento, con conseguente aumento dei costi di cura e assistenza delle persone anziane. D’altra parte, i dati provenienti dalla sperimentazione di PASSI d’Argento, dimostrano che, senza differenze di genere apprezzabili, una persona ultra64enne su due è "risorsa", fattore che costituisce una caratteristica della nostra cultura e del nostro sistema sociale, essenziale per la cura dei nipoti ma anche per l’attenzione di anziani non solo della stessa famiglia ma anche di anziani amici o conoscenti non appartenenti al nucleo familiare. Tali aspetti così distanti ma così importanti per il tessuto sociale, familiare ed economico del nostro Paese saranno oggetto, fra gli altri aspetti di studio, di un sistema di sorveglianza che il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, dopo due anni di sperimentazione realizzata con la regione Umbria su mandato del CCM, metterà a regime nelle regioni italiane. A cominciare dal mese di giugno prossimo, in cui le regioni saranno invitate a partecipare a un workshop nazionale di concertazione, si svilupperanno le attività di formazione dei responsabili sociali e sanitari regionali nei mesi autunnali, che a loro volta formeranno gli operatori delle aziende sanitarie all’inizio del 2012, con l’obiettivo preciso di cominciare la raccolta dei dati sulla salute e sulla qualità di vita degli ultra64enni. Allo scopo di permettere un confronto dei diversi indicatori e variabili fra realtà diverse e, in tempi diversi, per la stessa realtà territoriale, si prevede di ripetere la raccolta di dati ogni 2 anni. Le caratteristiche salienti di questo nuovo sistema di sorveglianza di popolazione che va ad aggiungersi a quelli esistenti, PASSI, OKkio alla Salute e HBSC, sono la tempestività, per cui i risultati saranno utilizzabili qualche mese dopo la raccolta, la forte vocazione a orientare l’azione, per cui gli indicatori e le variabili misurate non sono a scopo di "studio" ma finalizzate a produrre informazioni atte localmente a riorientare interventi, i costi limitati (i costi vivi sono stimabili intorno a 4-5.000 euro per rilevazione e per ASL), l’opportunità di formazione degli operatori e la crescita della cultura epidemiologica; gli operatori si organizzano quindi localmente per raccogliere, interpretare e utilizzare i risultati della survey della propria area, al fine di migliorare il proprio lavoro, le opportunità di cooperazione fra operatori sanitari e sociali, a livello aziendale e distrettuale. In sintesi, ci si attende che in pochi anni la sorveglianza PASSI d’Argento produca una "mappa" di riferimento aggiornata e facilmente fruibile per gli operatori locali dei principali aspetti di salute e degli interventi in corso per gli ultra64enni.

 

 

Riferimenti bibliografici

1. Cristofori M, Binkin N, Perra A, et al. "Passi d'Argento": primo studio pilota sul distretto di Orvieto. Un'indagine su salute e qualità di vita nella terza età. Not Ist Super Sanità - Inserto BEN 2008;21(9):i-ii.

2. Perra A, Biscaglia L. è partito il progetto PASSI d’Argento: un occhio attento alla salute e al ruolo della terza età nella società italiana. Not Ist Super Sanità - Inserto BEN 2009;22(3):iv.

3. Rohde P. Comparability of telephone and face-to-face interviews in assessing axis I and II disorders. Am J Psychiatry 1997;154:11.

4. McCormack B. Screening for depression among older adults referred to home care services: a single-item depression screener versus the geriatric depression scale. Home health care manag pract 2010;20(10):1-7.

5. Svensson B, Markström U, Bejerholm U, et al. Test-retest reliability of two instruments for measuring public attitudes towards persons with mental illness. BMC Psychiatry 2011;14(11):11.

6. Okamoto K, Ohsuka K, Shiraishi T, et al. Comparability of epidemiological information between self- and interviewer-administered questionnaires. J clin epidemiol 2002;55(5):505-11.

7. Cohen J. A coefficient of agreement for nominal scales. Educ Psychol Measurement 1960;20:37-46.