Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

aprile 2012

Un esempio di invecchiamento attivo: i gruppi di cammino nelle ASL liguri

Claudio Culotta, Patricia Fortini e Davide Bozzolo

Struttura Semplice di Epidemiologia, Asl 3 Genovese

 

SUMMARY (Walking groups in Liguria Region: an example of active and healthy ageing) - Since 2008 in Liguria, an Italian region with aging index of 235, among different initiatives for healthy and active ageing, 63 walking groups of elderly were promoted by local health authorities. Participants mean satisfaction rate was 10.2 (scale 0-12). Investing in stakeholders networking seems to be a promising way towards sustainability.

Key words: aged; physical activity; prevention and control

claudio.culotta@asl3.liguria.it

 

In Italia, come in molti Paesi occidentali, gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da un evidente fenomeno demografico: l’invecchiamento della popolazione.

 

L’incremento della popolazione anziana è rilevante in Liguria e particolarmente a Genova. I dati che emergono dal “Profilo di salute 2011” della Asl 3 Genovese evidenziano che la popolazione residente ha un’età media di 48 anni, notevolmente più elevata della media italiana, pari a 43 anni, con un indice di vecchiaia di 235, il più elevato in Italia (la media nazionale è pari a 144). La popolazione ligure ha una buona aspettativa di vita (79 anni per gli uomini, 84 per le donne), in linea con la media nazionale, ma l’aspettativa di vita in buona salute risulta essere pari a 56,88 anni nei maschi e a 51,67 anni nelle femmine (1).

 

L’invecchiamento della popolazione è inevitabilmente associato a una crescente prevalenza di malattie cronicodegenerative, come le patologie cardiovascolari, il diabete, alcune forme tumorali (colon, mammella, endometrio), la diminuzione delle capacità cognitive e lo stato di depressione.

 

La sedentarietà costituisce un fattore di rischio rilevante per molte di queste malattie o disturbi (2, 3), ma si correla anche ad altri importanti problemi dell’anziano, quali l’osteoporosi, le cadute e le conseguenti fratture che possono determinare complicanze, potenzialmente gravi, sia sul piano fisico sia della qualità di vita.

 

L’esercizio fisico moderato e regolare è in grado di ritardare o ridurre l’insorgenza delle principali malattie croniche. Inoltre, il movimento riduce i fattori di rischio legati alle cadute e alle fratture, aumentando la forza muscolare e migliorando l’equilibrio, diminuisce il livello di ansia e depressione e il conseguente utilizzo di psicofarmaci, favorisce la socializzazione e aumenta il senso di sicurezza e di autostima. Per tutti questi motivi l'attività fisica ha un effetto positivo sulla qualità di vita dell’anziano (4-9).

 

In Liguria sono state programmate e implementate numerose iniziative volte a migliorare la salute e il benessere degli anziani, sia nell’ambito degli ultimi Piani Regionali per la Prevenzione (PRP), che di una più vasta collaborazione sociosanitaria, promossa dall’Assessorato regionale alle Politiche sociali, in collaborazione con associazioni e fondazioni non a scopo di lucro. In questo contesto è stata approvata e finanziata una legge sull’invecchiamento attivo ed è stato finanziato un progetto denominato “Età libera e invecchiamento attivo”. Tra le iniziative sopra accennate, alcune si propongono di promuovere l’attività fisica negli anziani, attraverso la ginnastica dolce, l’attività fisica adattata e i gruppi di cammino.

 

Il presente lavoro si propone di fornire alcune informazioni su metodi, strumenti e risultati dell’esperienza ligure relativa ai gruppi di cammino.

 

Per gruppo di cammino si intende un gruppo organizzato di persone che si ritrova due volte alla settimana per camminare lungo un percorso urbano o extra urbano, inizialmente con la guida di un esperto del movimento e successivamente di un walking leader interno al gruppo e appositamente formato. Il progetto è attivo dal 2008 ed è stato inserito nel PRP 2005-09 e nel successivo 2010-12. Dal 2009 si avvale di un finanziamento specifico del Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie del Ministero della Salute inerente l’area “Sostegno alle regioni per l’implementazione del PNP e di Guadagnare Salute”.

 

Metodi

Il target è costituito da adulti ultraquarantenni e anziani. L’obiettivo generale è quello di promuovere il cammino nella vita di tutti i giorni e migliorare la qualità di vita dei partecipanti. L’attivazione del progetto ha richiesto la creazione di una rete di collaborazione con portatori d’interesse come associazioni, comuni, municipi, operatori sanitari e sociali e l’attivazione di specifici accordi con il corso di laurea in Scienze motorie dell'Università di Genova e con

 

l’Unione italiana sport per tutti. Tale rete ha fatto advocacy sull’iniziativa dei gruppi di cammino e sul loro potenziale ruolo nell’ambito delle politiche locali inerenti la mobilità e i trasporti, anche in sinergia con altri progetti rivolti a target differenti ma aventi analoghe finalità generali, come ad esempio il progetto "Pedibus - percorsi sicuri casascuola" (10).

 

La sostenibilità nel tempo dell’iniziativa appare fondamentale, in particolare il ruolo del walking leader che garantisce la continuità del gruppo anche nel momento in cui si esauriscono le risorse finanziarie specificamente finalizzate a retribuire l’insegnante esperto in scienze motorie. Pertanto, nelle Asl liguri sono state implementate una serie di iniziative a sostegno della figura del walking leader, quali la predisposizione di un manuale appositamente dedicato e l’organizzazione di incontri periodici di formazione e aggiornamento, sia presso i singoli gruppi sia in forma collettiva presso le sedi delle Asl.

 

In alcuni casi sono stati creati dei gruppi di cammino con particolari caratteristiche, al fine di facilitare la partecipazione od ottenere migliori risultati nell’ambito dell’integrazione sociale. Ad esempio, in un caso il gruppo si è svolto in un orario tardo pomeridiano per facilitare la partecipazione di persone che lavoravano; in un altro caso il gruppo è nato come multietnico, per favorire la partecipazione di persone appartenenti a diverse culture.

 

Risultati

Dal 2008 a oggi sono stati attivati 63 gruppi in Liguria: 41 nella Asl 3 Genovese, 6 nella Asl 5 Spezzina, 4 nella Asl 4 Chiavarese, 9 nella Asl 2 Savonese e 3 nella Asl 1 Imperiese. Attualmente sono ancora attivi 41 gruppi: 28 con walking leader, 13 con istruttore. Complessivamente il walking leader è stato attivato in 32 gruppi.

 

Dal 2010 sono stati sistematicamente raccolti alcuni indicatori di processo ed esito quali: distribuzione per età e sesso dei partecipanti, percentuale media di partecipazione, indice di gradimento e di modifica dello stile di vita, percentuale di gruppi con walking leader sul totale di quelli attivati.

 

Tali indicatori sono al momento disponibili per 22 gruppi. In questi, l’età media dei partecipanti è risultata essere pari a 65 anni, con rilevante prevalenza delle donne (85%). Il numero medio di partecipanti per gruppo è stato pari a 12. Il gradimento dell’iniziativa in media è stato alto (10,12 su una scala da 0 a 12). Apprezzabile la modifica dello stile di vita (alla domanda: “A parte il cammino praticato nel gruppo, ha aumentato il cammino nella sua vita di tutti i giorni?”, hanno risposto: 0 = per niente, 1 = poco, 2 = molto, 3 = moltissimo; la media dei punteggi rilevati è risultata pari a 1,52).

 

Conclusioni

Per il successo dell’iniziativa è parsa essenziale la collaborazione interdisciplinare e intersettoriale, in particolare tramite il coinvolgimento dei portatori di interesse, ma la rete di collaborazioni dovrà essere mantenuta e ulteriormente rafforzata in futuro. Al momento attuale i due terzi dei gruppi costituiti risultano ancora attivi e, fra questi, due su tre vengono condotti da un walking leader la cui presenza, oltre a favorire la sostenibilità nel tempo del progetto, costituisce un indicatore della partecipazione attiva del target e quindi di un reale cambiamento nello stile di vita. Nella nostra esperienza, l’entusiasmo e la dedizione dei walking leader - spesso rappresentati da persone anziane che a titolo di volontariato sostengono questa iniziativa - sono stati in grado di motivare molte persone, consentendo non solo di mantenere ma anche di accrescere la numerosità e la coesione dei gruppi. In accordo con le esperienze di altre regioni, nel prossimo futuro si sperimenteranno dei gruppi rivolti a specifici target, come le donne in menopausa o quelle che hanno avuto recentemente un bambino. Un’altra novità che si intende introdurre a breve, sempre in collaborazione con altre regioni, è il rafforzamento della rete di collaborazione fra tutti i portatori di interesse attraverso protocolli di intesa formali con alcuni comuni, intenzionati ad adottare la Carta di Toronto (11), attraverso la quale “le organizzazioni e gli individui interessati a promuovere l’attività fisica possono sensibilizzare e unire i decisori a livello nazionale, regionale e locale nel raggiungere un obiettivo condiviso. Queste organizzazioni comprendono i settori della sanità, dei trasporti, dell’ambiente, dello sport e del tempo libero, dell’istruzione e della formazione, della pianificazione urbanistica, oltre all’amministrazione pubblica, alla società civile e al settore privato”.

 

Riferimenti bibliografici

1. ISTAT, Health for all - Italia (www.istat.it/it/archivio/14562).

2. World Health Organization, Global recommendations on physical activity for health - 2010 ( www.who.int/dietphysicalactivity/global-PA-recs-2010.pdf).

3. National Center for Chronic Disease Prevention and Health Promotion and Centers for Disease Control and Prevention. Physical activity and health: a report of the surgeon general (www.cdc.gov/nccdphp/sgr/index.htm).

4. Masud T, Morris RO. Epidemiology of falls. Age Ageing 2001;30(S4):3-7.

5. Ganz DA, Higashi T, Rubenstein LZ. Monitoring falls in cohort studies of community-dwelling older people: effect of the recall interval. J Am Geriatr Soc 2005;53(12):2190-4.

6. National Institute for Health and Clinical Excellence. Assessment and prevention of falls in older people (Clinical guidelines CG21) ( www.nice.org.uk/CG021).

7. Programma nazionale per le linee guida. Prevenzione delle cadute da incidente domestico negli anziani (Documento 13/2007) (www.snlg-iss.it/lgn_cadute_da_incidente_domestico_negli_anziani).

8. Rubenstein LZ, Josephson KR, Robbins AS. Falls in the nursing home. Ann Intern Med 1994;121(6):442-51.

9. Gillespie LD, Gillespie WJ, Robertson MC, et al. Interventions for preventing falls in elderly people (Review). Hoboken (NY): John Wiley & Sons, Ltd; 2007.

10. World Health Organization. Collaboration between the health and transport sectors in promoting physical activity. Examples from European countries (www.euro.who.int/en/what-we-do/health-topics/...).

11. Carta di Toronto per l’attività fisica: una chiamata globale all’azione (www.retecittasane.it/news/carta-di-toronto).