Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

febbraio 2012

Promozione della sicurezza e percezione del rischio in ambito lavorativo. I dati della sorveglianza PASSI 2010-11.

Giuliano Carrozzi1, Davide Ferrari2, Letizia Sampaolo1, Lara Bolognesi1, Nicoletta Bertozzi3, Giuliano Silvi4, Sandro Baldissera5, Stefano Campostrini6, Angelo D’Argenzio7, Pirous Fateh-Moghadam8, Gianluigi Ferrante5, Valentina Minardi5, Valentina Possenti5, Elisa Quarchioni5, Massimo Ottone Trinito9, Stefania Vasselli10 e Stefania Salmaso5

1Servizio di Epidemiologia e Comunicazione, Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Modena;

2Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Modena;

3Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Cesena;

4Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Ravenna;

5Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma;

6Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica, Università Cà Foscari Venezia;

7Dipartimento di Prevenzione, ASL Caserta;

8Servizio educazione alla salute, Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento;

9Dipartimento di Prevenzione, AUSL Roma C;

10Direzione generale prevenzione sanitaria, Ministero della Salute, Roma

 

La promozione della cultura della sicurezza in ambito lavorativo e la corretta percezione dei rischi sono fattori importanti nel processo di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori (1, 2), riconosciuti dagli ultimi Piani Sanitari Nazionali e dal DPCM 17 dicembre 2007, che recepisce il Patto Stato-Regioni per la tutela della salute e la prevenzione nei luoghi di lavoro.

 

Il Piano Regionale per la Prevenzione (PRP) della regione Emilia-Romagna 2006-08 ha individuato, come settori di interesse (a cui dedicare particolare attenzione in termini di azioni di prevenzione e vigilanza, in quanto a maggior rischio di infortunio), l’edilizia, la metalmeccanica, la lavorazione del legno, l’agricoltura, la sanità e i trasporti. Questi settori sono oggetto di forte attenzione anche nell’attuale PRP 2010-12.

 

Per questi motivi la regione Emilia-Romagna ha proposto al sistema di sorveglianza PASSI (Progressi nelle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) di inserire un modulo opzionale con l’obiettivo di indagare i seguenti aspetti: percezione del rischio di infortunio o malattia in ambito lavorativo; prevalenza di interventi di informazione e formazione sui rischi lavorativi; diffusione dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, con particolare riferimento ai settori individuati come a maggior rischio. Nell’ottica del conoscere per agire, è stato ritenuto necessario un approfondimento per sviluppare interventi di promozione della cultura della sicurezza, per potenziare la consapevolezza dei lavoratori nella prevenzione dei rischi in ambiente di lavoro e per monitorare nel tempo l’evoluzione di tale percezione.

 

PASSI è il sistema di sorveglianza italiano sui comportamenti associati alla salute della popolazione adulta, avviato da aprile 2007 e coordinato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dall’Istituto Superiore di Sanità (3). PASSI indaga aspetti relativi allo stato di salute, alle abitudini di vita, all’offerta e all’utilizzo dei programmi di prevenzione e alla sicurezza stradale e domestica (4).

 

Nel 2010 hanno aderito al modulo sulla sicurezza sul lavoro 11 regioni: Valle d’Aosta, Lombardia, PA di Trento, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Campania e Puglia; nel 2011 si sono aggiunte anche Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna. Lo scopo di questo studio è descrivere i primi risultati emersi e valutare se il modulo PASSI sulla sicurezza sul lavoro risponde ai bisogni informativi per i quali è stato ideato. Sono così riassunte, in via preliminare, le informazioni raccolte nell’anno 2010 e nella prima metà del 2011 (23.901 interviste) relative alle persone di 18-69 anni residenti nelle regioni aderenti a questa sezione del questionario. Il modulo è stato somministrato solamente agli intervistati che hanno riferito di lavorare, pari al 65%; di questi, il 38% è impiegato nei settori definiti di interesse: il 5% nel settore agricolo, il 10% in quello metalmeccanico, il 2% nelle industrie del legno e della carta, il 9% nell’edilizia, l’8% nella sanità, il 4% nei trasporti. Nel campione intervistato le mansioni più rappresentate tra i settori di interesse sono operaio (42%), impiegato (20%) e artigiano (9%).

 

 

Percezione del rischio infortunistico. Il 27% dei lavoratori intervistati ha riferito una percezione alta o molto alta di rischio infortunistico; tale percentuale sale al 42% tra i lavoratori che operano nei settori di interesse e al 40% tra gli operai e gli artigiani (figura 1). La percezione del rischio infortunistico è, inoltre, più diffusa tra chi ha ricevuto informazioni sulla prevenzione degli infortuni (31%, IC 95% 30,4-32,0) rispetto a chi non le ha ricevute (21%, IC 95% 20,6-22,1) e tra chi ha riferito di aver subito un infortunio nell’ultimo anno (58%, IC 95% 52,6- 62,3) rispetto a chi non l’ha riportato (25%, IC 95% 24,4-26,0). In particolare, all’aumentare dei giorni di assenza per infortunio aumenta la percezione del rischio (71% tra chi si è assentato per più di 40 giorni). Emergono differenze geografiche: la percezione del rischio infortunistico va dal 25% del Nord al 27% del Centro e al 33% del Sud; tale gradiente si mantiene anche nei settori di interesse (rispettivamente 40%, 45% e 51%).

 

Percezione del rischio di malattia legata al lavoro. Il 20% dei lavoratori intervistati ha riferito una percezione alta o molto alta di rischio di malattia legata alla mansione ricoperta (figura 2); questa percentuale è più alta tra i settori di interesse (29%), in particolare nella sanità (42%), con percentuali più elevate tra i medici (52%) e tra i tecnici sanitari/ infermieri (57%). Ha una percezione del rischio maggiore chi ha ricevuto informazioni (25%, IC 95% 24,5-26,3) rispetto a chi non le ha ricevute (16%, IC 95% 15,5-16,8) e chi si è assentato dal lavoro per malattie legate al lavoro negli ultimi 12 mesi (28%, IC 95% 25,9-30,1) rispetto a chi non si è mai assentato (18%, IC 95% 17,0-18,5). è, inoltre, presente un moderato gradiente Nord-Centro-Sud (rispettivamente 19%, 21% e 23%) più evidente tra i settori di interesse (rispettivamente 27%, 31% e 35%).

 

Informazioni su come prevenire gli infortuni o le malattie professionali. Il 56% dei lavoratori intervistati ha riferito di averle ricevute: il 16% solo sugli infortuni, il 3% solo sulle malattie professionali e il 37% su entrambi. I lavoratori dei settori di interesse hanno dichiarato di aver ricevuto informazioni in percentuale statisticamente maggiore: 67% (IC 95% 65,5- 67,5) contro 50% (IC 95% 49,3-50,9) dei restanti. è presente un leggero gradiente Nord-Centro-Sud (rispettivamente 54% e 53% contro 48%); tali differenze sono più marcate nei settori di interesse (rispettivamente 68%, 67% e 62%). In particolare, le informazioni sulla prevenzione degli infortuni sono state fornite maggiormente nelle industrie metalmeccaniche (70%), nell’edilizia (68%) e nelle industrie di legno e carta (66%), mentre quelle sulla prevenzione delle malattie professionali sono state fornite nella sanità (55%) e nelle industrie metalmeccaniche (54%). Tra i settori di interesse, ad aver ricevuto informazioni sugli infortuni sono soprattutto operai (67%) e dirigenti/datori di lavoro (68%), mentre sulle malattie professionali sono medici (49%), operatori sociosanitari (57%) e tecnici sanitari/infermieri (58%). Le informazioni sono state date principalmente mediante corsi di formazione (63%) e materiali informativi od opuscoli specifici (35%) e in misura inferiore da superiori o colleghi (14%) o da medici competenti (16%).

 

Dispositivi di protezione individuale (DPI). Tra i lavoratori che hanno dichiarato di utilizzare DPI, il 70% ha riferito di portarli sempre e il 15% quasi sempre, mentre al 3% non sono stati forniti. L’utilizzo costante è pressoché simile nei settori di interesse rispetto ai restanti (rispettivamente 71% e 69%), mentre è maggiore tra i lavoratori che hanno ricevuto informazioni sulla prevenzione di infortuni e malattie professionali: 75% (IC 95% 74,5- 76,3) rispetto al 59% (IC 95% 58,0-60,7) di chi non le ha ricevute. Non risultano, invece, associazioni tra l'utilizzo dei DPI e l'alta percezione del rischio infortunistico o di malattie legate al lavoro, così come con l'assenza dal lavoro per infortunio o malattie a esso legate. Questi risultati sono confermati dal modello di regressione logistica condotta sui soli settori di interesse: l’unica variabile che risulta associata all’uso dei DPI è l’aver avuto informazioni su infortuni o malattie professionali (OR = 1,90 IC 95% 1,63-2,21). Tra i settori di interesse, utilizzano sempre i DPI soprattutto i lavoratori delle industrie metalmeccaniche e della sanità (76% per entrambi), meno quelli dell’agricoltura (56%) e dell’edilizia (66%). In particolare, i DPI non sono stati forniti al 4% degli intervistati del settore agricolo e al 3% di quelli del settore trasporti. Sono, infine, presenti evidenti differenze geografiche: utilizzano sempre le protezioni, quando richieste, il 73% dei lavoratori intervistati delle regioni settentrionali, il 67% di quelle centrali e 61% di quelle meridionali.

 

Le prime analisi del modulo PASSI sulla sicurezza sul lavoro hanno evidenziato come la percezione del rischio non sia ancora sufficientemente diffusa e come essa sia associata all’aver ricevuto informazioni relative alla prevenzione e sicurezza sul lavoro, così come all’adozione dei DPI. Il modulo sembra soddisfare gli obiettivi per cui è stato ideato, poiché è in grado di evidenziare le differenze tra settori e mansioni per quanto riguarda sia la percezione del rischio, sia le attività di promozione della sicurezza in ambito lavorativo.

 

Riferimenti bibliografici

1. Ferrante D, Pedron F, Agostini T. Percezione del rischio sul lavoro. Social News 2008;5(2) ( www.socialnews.it/...).

2. Cordeiro R. Suggestion of an inverse relationship between perception of occupational risks and work-related injuries. Cad Saude Publica 2002;18(1):45-54.

3. Gruppo Tecnico di Coordinamento del Progetto di sperimentazione del “Sistema di Sorveglianza PASSI”. Sistema di Sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia). Roma: Istituto Superiore di Sanità (Rapporti ISTISAN 07/30).

4. Gruppo Tecnico Nazionale 2009- 10. Sistema di sorveglianza PASSI. Rapporto nazionale Passi 2009 ( www.epicentro.iss.it/...).