Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

giugno 2012

Conoscenze sulla tubercolosi e percezione del rischio tra i giovani universitari, Modena 2011

Matteo Morandi, Marcella Favale, Lucia Borsari, Eugenia Carluccio, Eufemia Bisaccia, Elisa Arcolin, Filippo Baldoni, Annalisa Bargellini, Paola Borella, Margherita Bergomi e Gabriella Aggazzotti

Scuola di Specializzazione in igiene e medicina preventiva, Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

 

 

SUMMARY

(Knowledge about tuberculosis and risk perception among first year students, University of Modena and Reggio Emilia, 2011) - In November 2011, a cross-sectional study was carried out among 824 first-year university students from medical and non-medical school sectors about knowledge on infection and tuberculosis characteristics, risk factors and prevention. Medical sector students were founded with higher general knowledge level (OR 1.61, IC 95%: 1.43-1.79), but both groups showed little knowledge of risk factors and low level of risk perception. Radio and television were indicated as main source of information.

Key words: tuberculosis; cross-sectional study; medical knowledge

mmorandi.med@gmail.com

 

 

Introduzione

Da oltre 30 anni in Italia, la tubercolosi (TB) è considerata una malattia rara, poiché l’incidenza complessiva è stabilmente inferiore a 10 casi per 100.000 abitanti, limite indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per definire i Paesi a bassa endemia.

 

In realtà, la malattia tubercolare non è mai scomparsa e potrebbe riemergere progressivamente per varie condizioni favorenti, tra cui l’aumento della popolazione suscettibile anziana e immunodepressa, l’aumento della popolazione proveniente da Paesi a elevata endemia, il diffondersi delle resistenze e dei ceppi multiresistenti, l’accentuarsi della crisi economicofinanziaria, del disagio sociale e della povertà (1).

 

In particolare, si notano trend in aumento nella popolazione giovane adulta, sia a livello nazionale che nella regione Emilia-Romagna (2). Recentemente, sul territorio nazionale, si sono verificati vari cluster epidemici in gruppi a rischio in asili e scuole (3), che hanno contribuito a diffondere la percezione del riemergere di una malattia considerata “antica”.

 

Un episodio dell’autunno 2011, presso un’università italiana, ha alimentato il timore di una diffusione della TB tra gli studenti universitari (4, 5). L’obiettivo di questo studio è di indagare le conoscenze sulla TB, sulle misure di prevenzione e di controllo della diffusione dell’infezione e sulla percezione del rischio tra gli studenti universitari del 1° anno di alcuni corsi di laurea dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

 

Materiali e metodi

Nel novembre 2011 è stato distribuito brevi manu un questionario agli studenti del 1° anno di 4 corsi di area sanitaria (medicina, scienze infermieristiche, farmacia, scienze erboristiche) e 3 di area non sanitaria (giurisprudenza, ingegneria meccanica, ingegneria civile). Autosomministrato in forma anonima, il questionario contava 45 quesiti a risposta “vero”, “falso” o “non conosciuto”, sulle caratteristiche della malattia (D1), l’epidemiologia (D2), le caratteristiche dell’infezione (D3), la modalità di trasmissione (D4), i fattori di rischio per il contagio (D5), i sintomi di esordio (D6), i fattori favorenti la progressione della malattia (D7) e la prevenzione (D8) con 3 domande sulle maggiori fonti di informazione, la conoscenza di persone con TB attiva o pregressa e la percezione del rischio di contrarre la TB.

 

In fase di analisi, al fine di rendere il campione più omogeneo, sono stati considerati solo i questionari degli studenti iscritti al 1° anno con età tra i 18 e i 21 anni. Per ogni corso di laurea sono state calcolate le percentuali di risposte corrette (%cor) per ogni singolo quesito e complessivamente per ogni argomento rispetto al totale dei questionari compilati. I quesiti in cui non era stata indicata una risposta sono stati considerati “non conosciuto”. Per valutare la tendenza degli studenti a rispondere correttamente al netto della componente associata alla casualità probabilistica, essendo tre le risposte possibili, la %cor è stata diminuita del 33% e il risultato è stato rapportato ai due terzi restanti, con approssimazione al millesimo di unità [(%cor-0,333)/0,666], applicando infine il test χ2 per valutare differenze tra gruppi, mentre per il confronto tra corsi di area sanitaria sono stati calcolati gli odds ratio (OR) con IC al 95%.

 

Risultati

Complessivamente, sono stati distribuiti e raccolti 934 questionari, dei quali 905 compilati da studenti del 1° anno. Di questi ultimi, 824 avevano un'età compresa tra 18 e 21 anni, rappresentando una copertura pari al 63,9% degli studenti immatricolati nel 2011 per gli stessi corsi di laurea.

 

Sono stati raccolti 221 questionari di area sanitaria di tipo assistenziale (SA: medicina e infermieristica), 200 questionari di area sanitaria di tipo non assistenziale (SNA: farmacia e scienze erboristiche), 403 questionari di area non sanitaria (giurisprudenza e ingegneria).

 

In generale, le domande con proporzione maggiore di risposte corrette riguardano le caratteristiche generali (54%), la diffusione della malattia (56%) e le misure utili alla prevenzione (63%). Le domande, al contrario, con meno risposte corrette riguardano i fattori di rischio (25-35%) e le caratteristiche dell’infezione (22%).

 

Dal confronto tra corsi di area sanitaria e non sanitaria si notano differenze significative per tutte le domande, a favore dell'area sanitaria, prevalentemente sui sintomi di esordio (OR 1,71, IC 95%: 1,52-1,91) e sulle caratteristiche generali della malattia (OR 1,61, IC 95%: 1,43-1,79), in particolare sull’agente etiologico e sull’interessamento di organi extrapolmonari.

 

I corsi sanitari assistenziali (Figura) rispondono più correttamente rispetto ai corsi sanitari non assistenziali sulle caratteristiche della malattia (D1), dell'infezione (D3), della trasmissione (D4) e sui fattori di rischio per il contagio (D5). Per quanto riguarda le principali fonti di informazione, per gli studenti di tutti i corsi di laurea, senza distinzioni, “radio e TV” risultano i mezzi da cui hanno ricevuto maggiori informazioni sulla TB (in media il 59%). Seguono “famiglia, amici o colleghi” (48%), “quotidiani e riviste” (43%), “internet” (40%), “insegnanti” (32%), “medico di famiglia o altri operatori sanitari” (29%), “brochure o poster informativi” (21%) senza differenze significative tra corsi SA e SNA. Quindici studenti (1,8%), nessuno di medicina o infermieristica, conoscono persone con TB in atto e 48 (5,8%) con TB pregressa.

 

 

La percezione del rischio di contrarre la TB risulta essere assente per il 28% degli studenti (39% per giurisprudenza, 28% per ingegneria e SNA, 25% per SA), bassa per il 59% (68% per i corsi SA, il 51% per SNA), elevata per il 3% di tutti gli studenti, senza differenze tra corsi.

 

Discussioni e conclusioni

Questa indagine ha permesso di valutare le conoscenze sulla TB di un campione rappresentativo dei nuovi iscritti all’Università di Modena e Reggio Emilia, in un contesto a bassa endemia da oltre tre decadi. è stato confermato che le comunicazioni sulla malattia sono prevalentemente veicolate da mass media, quali radio, TV, internet e stampa.

 

Dall’analisi dei questionari emerge che la parte più deficitaria delle conoscenze è quella relativa all’esistenza dell'infezione tubercolare in forma latente, unico argomento per cui, nonostante la formazione della popolazione studentesca universitaria sia da considerarsi di livello alto, gli studenti rispondono correttamente solo per il 22% quando, compilando il questionario con modalità random, la probabilità di rispondere correttamente raggiunge il 33%.

 

Emergono differenze legate ai corsi di studio, peraltro giustificate anche dalla presenza di un esame di ammissione per accedere ad alcuni corsi sanitari, e all’interno dell’area sanitaria per la specificità dei corsi che determinano una maggiore conoscenza degli studenti di medicina su argomenti che toccano la patogenesi e la clinica.

 

I risultati dello studio sembrano indicare che agli studenti e, molto probabilmente, a una larga fascia della popolazione, non è chiara la differenza tra infezione e malattia, con propensione a ridurre il bagaglio conoscitivo alla malattia conclamata, per la quale sono diffuse preoccupazioni e ansie sovradimensionate.

 

D’altra parte, pare evidenziarsi una ridotta percezione del rischio di venire a contatto con l’infezione tubercolare e una sottovalutazione delle condizioni che favoriscono la riattivazione delle infezioni tubercolari latenti, quando invece il bacillo di Koch è presente nella comunità, può riattivarsi e diffondersi.

 

Sono poco conosciute le importanti caratteristiche dell’infezione, come la cronicità, l’assenza di sintomatologia, il rischio di contagio per attività lavorative assistenziali o convivenza in comunità residenziali, la progressione in malattia legata alla senilità (1) e all’abuso di sostanze (6). Non sono oggetto di conoscenza degli studenti la multiformità della presentazione della patologia, il dimagramento come sintomo che accompagna l’esordio, sottovalutando quindi anche il ruolo della buona alimentazione nella prevenzione della TB (6-9).

 

In conclusione, alla luce anche dei segni di ripresa dell’infezione nella popolazione giovane adulta, i risultati di questa indagine evidenziano il bisogno di una campagna informativa specifica sulla TB rivolta alla comunità e, in particolare, alla popolazione più giovane per migliorare le conoscenze sulla prevenzione e promuovere stili di vita più sani e protettivi rispetto al rischio di contagio e di progressione in malattia, con probabile effetto secondario di attenuazione di timori o di paure legate alla non conoscenza delle caratteristiche dell'infezione.

 

Riferimenti bibliografici

1. Ministero della salute. La tubercolosi in Italia: rapporto 2008 ( www.salute.gov.it/...).

2. Agenzia Sanitaria Sociale Regione Emilia-Romagna. La tubercolosi in Emilia Romagna: rapporto 2009 ( www.saluter.it/documentazione/...).

3. Filia A, Ciarrocchi G, Belfiglio R, et al. Tuberculosis in kindergarten and primary school, Italy, 2008-2009. Emerg Infect Dis 2011;17(3):514-6.

4. La Repubblica. Studentessa si ammala di TBC (http://torino.repubblica.it/...).

5. Corriere della Sera. Torino, incubo Tbc tra gli studenti di medicina (www.corriere.it/...).

6. Centers for Disease Control and Prevention. Questions and answers about tuberculosis - 2009 ( www.cdc.gov/...).

7. Bates MN, Khalakdina A, Pai M, et al. Risk of tuberculosis from exposure to tobacco smoke: a systematic review and meta-analysis. Arch Intern Med 2007;167(4): 335-42.

8. Rehm J, Samokhvalov AV, Neuman MG, et al. The association between alcohol use, alcohol use disorders and tuberculosis (TB). A systematic review. BMC Public Health 2009;9:450.

9. Selwyn PA, Hartel D, Lewis VA, et al. A prospective study of the risk of tuberculosis among intravenous drug users with human immunodeficiency virus infection. N Engl J Med 1989;320(9):545-50.