Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

aprile 2013

Sviluppare nuove alleanze per promuovere la salute: il ruolo della scuola e della sanità nel favorire una corretta alimentazione dei bambini

Anna Lamberti1, Angela Spinelli1, Marta Buoncristiano1, Paola Nardone1, Giovanni Baglio1, Sabrina Senatore1, Laura Lauria1, Manila Bonciani1, Maria Teresa Silani2, Daniela Galeone3 e Gruppo OKkio alla SALUTE 2008-09 e 2010*

1Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma

2Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, Direzione Generale, Roma

3Dipartimento della Prevenzione e della Comunicazione, Ministero della Salute

 

SUMMARY (Development of new collaboration: the role of school and health services to promote balanced diets for children) - The OKkio alla SALUTE is a nutritional surveillance system based on biannual cross-sectional surveys. It aims to estimate the prevalence of overweight among primary schoolchildren and to examine the behavioral factors associated. More than 40,000 children were assessed in 2010. About 68% of children had an excessive mid-morning snack. The major factors associated with unhealthy mid-morning snack attended schools where the mid-morning snack was not distributed (ORadj=4.61, 95%IC=3.68-5.78) and located in southern Italy (ORadj=1.93, 95%IC=1.49-2.50). Promoting healthy habits in children requires coordinated prevention programs involving schools and public health services.

Key words: health promotion; prevention; nutritional surveillance

 

Introduzione

Negli ultimi decenni si è assistito a un continuo aumento della prevalenza di sovrappeso e obesità nella popolazione, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) parla di una vera e propria epidemia (1). La necessità di monitorare nel tempo lo stato ponderale e i comportamenti a rischio, in particolar modo dei bambini, è fortemente motivata dalle dirette implicazioni che ha l’obesità sullo stato di salute e sull’insorgenza di patologie cronico-degenerative in età adulta (2). In Italia, a partire dal 2008, il sistema di sorveglianza OKkio alla SALUTE (3) consente di rilevare in tutte le regioni lo stato ponderale e gli stili di vita in età infantile, nonché le attività di promozione della salute realizzate nelle scuole primarie. Obiettivo di questo lavoro è descrivere le principali abitudini alimentari dei bambini, con particolare riferimento al consumo della merenda di metà mattina e illustrare il ruolo della scuola e della sanità pubblica nel favorire comportamenti salutari.

 

Materiali e metodi

La metodologia adottata è quella della sorveglianza di popolazione basata su indagini ripetute su campioni della popolazione bersaglio, nello specifico alunni della 3a classe della scuola primaria di ciascuna regione italiana. Le rilevazioni sono effettuate, con periodicità biennale, da operatori sanitari per mezzo di procedure e strumenti standardizzati. Il campionamento adottato è stratificato a grappolo con le classi come unità campionarie primarie. Le informazioni sono raccolte attraverso questionari predisposti ad hoc rivolti agli alunni, alla famiglia e ai dirigenti scolastici. Nel corso dell’ultima raccolta dati, che si è conclusa nel 2010, è stato possibile unire per la prima volta il database della scuola con quello degli alunni e dei genitori consentendo di studiare più in dettaglio le caratteristiche dei bambini, comprese le abitudini alimentari, in relazione all’ambiente scolastico e di vita. Per valutare l’associazione tra il consumo della merenda di metà mattina e alcune caratteristiche dei bambini, dei genitori e della scuola, al netto di possibili confondenti, sono stati calcolati gli Odds Ratio (OR), aggiustati attraverso un modello di regressione logistica. Considerata la struttura complessa dei dati, l’analisi statistica è stata eseguita applicando opportune metodologie di correzione delle stime.

 

Risultati

Sia nella prima raccolta dati del 2008-09 che in quella del 2010 hanno partecipato oltre 40.000 alunni e più di 2.200 scuole primarie. Si registra anche nel 2010 un’elevata prevalenza di bambini di 8-9 anni in eccesso ponderale (34%). Da entrambe le rilevazioni è emerso che il 10% circa della popolazione in studio ha la tendenza a non fare la prima colazione e, nel 23% dei casi, a non assumere quotidianamente frutta e/o verdura. Si conferma nel 2010 (Figura), anche se con valori nettamente inferiori rispetto al 2008-09, l’abitudine tra i bambini a fare una merenda di metà mattina troppo abbondante (68% vs 82% del 2008-09). Tra le due raccolte dati sono state registrate interessanti differenze relative agli alimenti consumati a merenda. Sebbene il panino rimanga l’alimento preferito, nel 2010 si è notevolmente ridotto il suo consumo (23% vs 31%). Di contro, è aumentata l’assunzione di frutta (11% vs 7%), mentre rimangono pressoché stabili il succo di frutta (circa 20%) e lo yogurt (circa 3%). Nel 2010 si registra una maggiore percentuale di scuole che distribuiscono la merenda di metà mattina agli alunni (38% vs 13%). Nelle scuole che hanno preso parte anche alla prima rilevazione tale distribuzione risulta significativamente più frequente rispetto a quanto osservato in quelle che hanno partecipato solo alla seconda (48% vs 33%). Risulta costante, invece, la prevalenza delle scuole dotate di mensa e di quelle che realizzano iniziative di promozione di sane abitudini alimentari, con percentuali maggiori nelle scuole che hanno partecipato a entrambe le rilevazioni. Si osserva, inoltre, un maggior consumo di alimenti salutari per merenda tra i bambini delle scuole che dichiarano di effettuare programmi di promozione nutrizionale.

 

L’analisi multivariata ha evidenziato un rischio maggiore di saltare o consumare una merenda di metà mattina troppo abbondante tra i bambini che risiedono nelle regioni del Sud (OR= 1,93; IC95% 1,49-2,50), che frequentano scuole che non distribuiscono alimenti per merenda (OR = 4,61; IC95% 3,68-5,78) e che, sebbene al limite della significatività, non prevedono attività di promozione di sane abitudini alimentari (OR = 1,30; IC95% 1,00-1,70) e di educazione nutrizionale curricolare (OR = 1,24; IC95% 0,96-1,60). Risulta, invece, protettivo il titolo di studio elevato dei genitori (laurea: OR = 0,77; IC95% 0,66-0,90).

 

 

Discussione

Dal sistema di sorveglianza OKkio alla SALUTE emerge che a livello nazionale solo una minoranza di bambini consuma a metà mattina un’adeguata merenda, come ad esempio frutta o yogurt (3). La distribuzione nelle scuole di spuntini bilanciati per merenda, così come la realizzazione in ambito scolastico di ulteriori attività di promozione di sane abitudini alimentari, sembrano favorire un minor consumo di alimenti e snack eccessivamente calorici o abbondanti nelle quantità. Inoltre, le scuole che hanno preso parte a entrambe le rilevazioni, rispetto alle altre, sembrano mostrare una maggiore attenzione nella programmazione di tali iniziative.

 

Poiché la scuola, in virtù delle sue funzioni e competenze, può rappresentare un luogo ideale per intraprendere azioni di promozione della salute psico-fisica dei bambini, è indispensabile che si creino alleanze e sinergie tra mondo della scuola e della salute per promuovere azioni concertate ed efficaci di contrasto dell’obesità e di stili di vita non salutari tra i bambini (4).

 

In ambito nazionale lo stesso programma interministeriale Guadagnare Salute (5) incentiva l’alleanza tra scuola e salute e la realizzazione di iniziative integrate di provata efficacia scientifica. Poiché l’obesità è associata a comportamenti modificabili che richiedono processi di consapevolezza complessi da attuare, in particolar modo tra i bambini, è fondamentale coinvolgere attivamente anche le famiglie, le istituzioni, gli enti pubblici e i privati nella pianificazione degli interventi (1, 4, 5). Inoltre, è indispensabile che si realizzi un network di professionalità diverse che collaborino insieme per raggiungere questi cogenti obiettivi comuni, come suggerito anche a livello internazionale nella Carta Europea sull’azione di Contrasto all’Obesità (Istanbul, 15-17 novembre 2006) (1, 4).

 

Un altro aspetto prioritario è la valutazione dell’efficacia degli interventi adottati sia nel breve che nel lungo periodo (4, 6) in quanto, se validi, potrebbero fungere da esempio ed essere implementati e applicati in modo strutturato in ambito scolastico. In conclusione, l’obesità e gli stili di vita non salutari per essere contrastati richiedono modalità innovative di prevenzione e promozione della salute e una forte assunzione di responsabilità da parte di tutte le autorità coinvolte (1).

 

Riferimenti bibliografici

1. Branca F, Nikogosian H, Lobstein T (Ed.). La sfida dell’obesità nella Regione europea dell’OMS e le strategie di risposta. Compendio. Geneva: WHO; 2007.

2. Dietz WH. Health consequences of obesity in youth: childhood predictors of adult disease. Pediatrics 1998;101:518-25.

3. Spinelli A, Lamberti A, Nardone P, Andreozzi S, Galeone D. (Ed.). Sistema di sorveglianza OKkio alla SALUTE: risultati 2010. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2012. (Rapporti ISTISAN 12/14).

4. St Leger L, Young I, Blanchard C, et al. Promuovere la salute a scuola. Dall’evidenza all’azione. France: IUHPE; 2010.

5. Italia. Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, 4 maggio 2007. Guadagnare salute. Rendere facili le scelte salutari. Gazzetta Ufficiale n. 117, 22 maggio 2007.

6. Waters E, de Silva-Sanigorski A, Hall BJ, et al. Interventions for preventing obesity in children. Cochrane Database Syst Rev 2011;12. CD001871.

 

(*) Referenti Regionali OKkio alla SALUTE 2008-9 e 2010: Angela Spinelli, Giovanni Baglio, Nancy Binkin, Mauro Bucciarelli, Chiara Cattaneo, Gabriele Fontana, Anna Lamberti, Alberto Perra, Paola Nardone, Silvia Andreozzi, Marina Pediconi, Sonia Rubimarca (Gruppo di coordinamento nazionale - CNESPS, ISS); Daniela Galeone, Maria Teresa Menzano, Maria Teresa Scotti (Ministero della Salute); Maria Teresa Silani, Edvige Mastantuono, Silvana Teti (Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio); Laura Censi, Dina D’Addesa, Amleto D’Amicis (INRAN); Antonio Ciglia, Manuela Di Giacomo (Abruzzo), Gabriella Cauzillo, Giuseppina Ammirati, Gerardina Sorrentino (Basilicata), Giuseppina Fersini, Marina La Rocca, Caterina Azzarito, Giuseppe Perri (Calabria), Giuseppina De Lorenzo, Renato Pizzuti, Gianfranco Mazzarella (Campania), Paola Angelini, Emanuela Di Martino, Marina Fridel (Emilia-Romagna), Claudia Carletti, Rossana Rincorosi, Adriano Cattaneo (Friuli-Venezia Giulia), Giulia Cairella, Esmeralda Castronuovo (Lazio), Federica Pascali, Paola Oreste, Sergio Schiaffino (Liguria), Anna Rita Silvestri (ASL Milano, Lombardia), Giordano Giostra, Giuliano Tagliavento, Elisabetta Benedetti, Simona De Introna (Marche), Teresa Manfredi Selvaggi, Ornella Valentini, Concetta Di Nucci (Molise), Marcello Caputo, Paolo Ferrari (Piemonte), Savino Anelli, Vincenzo Pomo, Giovanna Rosa, Elisabetta Viesti (Puglia), Pina Arras, Grazia Cattina, Serena Meloni, Rita Masala, Maria Letizia Senis (Sardegna), Achille Cernigliaro, Simonetta Rizzo (Sicilia), Mariano Giacchi, Giacomo Lazzeri, Valentina Pilato (Toscana), Marco Cristofori, Marina Brinchi, Mariadonata Giaimo (Umbria), Anna Maria Covarino, Giovanni D’Alessandro (Valle D’Aosta), Riccardo Galesso, Mary Elizabeth Tamang (Veneto), Antonio Fanolla, Lucio Lucchin, Sabine Weiss (Provincia Autonoma di Bolzano), Silvano Piffer (Provincia Autonoma di Trento).