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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

maggio 2013

La vaccinazione antinfluenzale fra gli operatori dell’AUSL di Ravenna, anno 2010: studio pilota

Giuliano Silvi, Cristina Raineri, Davide Resi, Gian Paolo Casadio, Loris Bevilacqua, Valeria Contarini e Valeria Frassineti

Dipartimento di Sanità Pubblica, AUsl di Ravenna

 

SUMMARY (Influenza vaccination among healthcare workers (HCW) in three hospitals in Ravenna district. A pilot study, 2010) - As the influenza vaccination rate among HCW in Ravenna district is low, the Local Health Unit of Ravenna proceeded to evaluate HCW attitudes and knowledge, through an anonymous, self-administered questionnaire. Only 19,3% of HCW affirmed to have had influenza vaccine in 2010 and the main reasons for missing vaccination uptake are misconceptions and underestimation of influenza illness. Despite strong recommendations and annual influenza vaccination campaigns were carried out, the study indicated that to increase the vaccine uptake among HCW is necessary to promote campaigns to make them aware of the importance to immunize HCW.

Key words: influenza vaccination; healthcare workers; attitudes

g.silvi@ausl.ra.it

 

Introduzione

La vaccinazione antinfluenzale degli operatori sanitari riduce il rischio di contrarre la malattia, il relativo assenteismo e risulta efficace nel prevenire la trasmissione del virus ai pazienti e nel ridurne le complicanze (1-3). Nonostante la vaccinazione negli operatori sanitari sia raccomandata e offerta gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale, i dati rilevano una scarsa copertura vaccinale in questa categoria (4, 5).

 

La scarsa adesione fra gli operatori dell’AUSL di Ravenna ha indotto a programmare uno studio pilota per indagare la percezione del rischio e i motivi della mancata adesione alla campagna vaccinale. L’obiettivo generale era costituito dallo studio dei comportamenti e delle conoscenze degli operatori sanitari riguardo alla vaccinazione antinfluenzale e dall’individuazione di eventuali elementi di intervento, al fine di aumentare l’adesione alle prossime campagne vaccinali.

 

Materiali e metodi

Si è realizzato uno studio osservazionale di tipo trasversale con utilizzo di un questionario anonimo autosomministrato composto da 14 domande a risposta chiusa, condotto nei mesi di novembre e dicembre 2011, che ha coinvolto il personale sanitario dei reparti di Medicina Interna e Chirurgia Generale dei tre presidi ospedalieri dell’AUSL di Ravenna. Per ragioni di fattibilità, sono stati individuati i reparti che garantivano un'elevata compliance allo studio e, al contempo, una numerosità sufficiente di operatori in tutti e 3 i presidi ospedalieri aziendali. Il questionario contiene un set di domande per vaccinati e non vaccinati, a eccezione di quelle che riguardano le motivazioni che hanno indotto, rispettivamente, all’adesione o al rifiuto della vaccinazione. è stata effettuata un’analisi descrittiva delle risposte con calcolo delle frequenze assolute e relative (percentuali) per ciascuna variabile esaminata; si è utilizzato il test del χ2 (significatività statistica: p <0,05) per valutare le possibili differenze fra non vaccinati e vaccinati nel 2010. è stata condotta un’analisi univariata per valutare l’associazione tra ciascuna variabile esplicativa e la variabile esito “vaccinato nel 2010”, con calcolo degli odds ratio (OR) e degli intervalli di confidenza (IC) al 95%. Un’analisi multivariata è stata condotta per controllare l’influenza che i vari fattori esercitano fra loro, rispetto all’esito “vaccinato nel 2010”. Le analisi sono state eseguite con il software STATA versione 11.1.

 

Risultati

L’adesione all’indagine è stata dell’89,1% (361 operatori su un totale di 405 coinvolti). Le caratteristiche più frequenti sono risultate: il genere femminile (83,1%), la professione di infermiere (60,3%) e una durata dell’attività lavorativa superiore ai 10 anni (69,7%). Gli operatori che non hanno aderito risultano perlopiù di genere femminile (circa 70%) e di professione infermiere (circa 50%), mentre non si hanno dati sulla durata dell’attività lavorativa.

 

Solo il 19,3% (64/331; 30 operatori non erano dipendenti nel 2010) degli operatori dell’AUSL di Ravenna ha riferito di essersi vaccinato nel 2010: il 75% è di genere femminile e il 95,3% aveva ricevuto la proposta della vaccinazione da parte dell’ospedale. Il 75% degli operatori vaccinati ritiene il proprio rischio di contrarre l’influenza maggiore di quello della popolazione generale, mentre il 61,5% dei non vaccinati lo ritiene uguale o minore. Fra tutti gli operatori che ritengono il proprio rischio maggiore, l’adesione alla vaccinazione 2010 si ferma al 32%.

 

L’analisi condotta non ha mostrato differenze significative fra il gruppo non vaccinato e il gruppo vaccinato nel 2010 per ciascuna variabile considerata, a eccezione di “sesso” e di “proposta della vaccinazione da parte dell’ospedale”. Le donne mostrano una minore attitudine alla vaccinazione: 17,3% contro il 30% degli uomini (OR = 0,50, IC 95% 0,26- 0,99, p = 0,045). Il 21,8% degli operatori che ha ricevuto dall’ospedale la proposta della vaccinazione si è vaccinato, contro il 5,7% di chi non l’ha ricevuta (OR = 0,21, IC 95% 0,65-0,72, p = 0,007). L’analisi multivariata ha confermato l’associazione statisticamente significativa solo fra il non aver ricevuto la proposta della vaccinazione da parte dell’ospedale e la mancata adesione alla vaccinazione.

 

Il 35,6% (128/360 rispondenti) degli operatori ha dichiarato di essersi vaccinato almeno una volta nei 5 anni precedenti. Tra questi, le motivazioni più frequentemente riportate per aderire alla vaccinazione sono state: “efficacia nell’evitare di ammalarsi di influenza” (53,9%) e “evitare di contagiare i propri familiari” (48,4%). Al contrario, “il rischio legato alla malattia influenzale non giustifica il ricorso alla vaccinazione” (38,4%) e “non si ammala mai di influenza” (38,0%) sono le motivazioni più frequentemente riportate da chi non ha mai aderito alla vaccinazione negli ultimi 5 anni. Le figure 1 e 2 presentano i risultati stratificati per professione.

 

Il 32,8% dei vaccinati e il 26,1% dei non vaccinati nel 2010 riporta di non essere preoccupato da reazioni avverse. Tra queste, le malattie del sistema nervoso preoccupano allo stesso modo sia i vaccinati (20,3%) che i non vaccinati (20,9%), mentre i non vaccinati rispetto ai vaccinati si sono mostrati più preoccupati da manifestazioni allergiche gravi (18,6% vs 12,5%).

 

Discussione

I risultati dello studio confermano il problema della scarsa adesione dei professionisti sanitari alla vaccinazione antinfluenzale (4-8) e, fra i fattori favorenti, l’invio di un invito scritto al personale è certamente il modo migliore per promuovere la campagna vaccinale.

 

Le ragioni più comuni per accettare la vaccinazione tra gli operatori che si sono vaccinati negli ultimi 5 anni sono: la convinzione dell’efficacia della vaccinazione nel prevenire l’influenza e nell’evitare di contagiare soggetti terzi, in accordo con altri studi (6-10); più importante della protezione dei pazienti (31,3%) sembra risultare l’evitare di contagiare i propri familiari (48,4%).

 

 

I nostri dati confermano come le ridotte conoscenze e una errata percezione della malattia influenzale e delle sue complicanze condizionino fortemente l’adesione alla vaccinazione (7-10). Più della metà dei non vaccinati nel 2010 ritiene il proprio rischio di contrarre l’influenza pari o minore a quello della popolazione generale. La percezione del proprio rischio come maggiore non sembra influenzare l’adesione in maniera importante, dato che rinforza l’impressione che si sottovalutino i rischi legati alla malattia influenzale.

 

In generale, dall’indagine si rileva un’eccessiva percezione dei rischi rispetto ai benefici della vaccinazione antinfluenzale. Più di un operatore su tre nel gruppo dei non vaccinati nel 2010 si è, infatti, detto preoccupato da effetti collaterali maggiori, quali malattie del sistema nervoso e manifestazioni allergiche gravi.

 

L’indagine ha costituito uno studio pilota con alcune prevedibili limitazioni. L’analisi condotta ha evidenziato criticità nella struttura del questionario. Alcune domande si sono rivelate ambigue, relativamente all’interpretazione e all’analisi dei dati; la sequenza con cui sono state disposte le opzioni ad alcune domande a risposta multipla potrebbe aver influenzato la scelta della risposta dell’operatore.

 

La decisione di limitare, per ragioni di fattibilità, l’indagine ad alcuni reparti potrebbe aver favorito un selection bias, così come l’utilizzo di un questionario autosomministrato (maggiore disponibilità a rispondere da parte di operatori che si vaccinano); le risposte date su eventi passati possono, inoltre, essere state influenzate dalla memoria del rispondente (recall bias). Pur ritenendo necessarie ulteriori indagini, lo studio pilota ha fornito utili indicazioni. Appare promettente, ai fini dell’aumento dell’adesione dei professionisti sanitari, la campagna informativa di promozione della vaccinazione promossa da enti e istituzioni di appartenenza.

 

Riferimenti bibliografici

1. Hayward AC, Harling R, Wetten S, et al. Effectiveness of an influenza vaccine programme for care home staff to prevent death, morbidity, and health service use among residents: cluster randomised controlled trial. BMJ 2006;333(7581):1241.

2. Carman WF, Elder AG, Wallace LA, et al. Effects of influenza vaccination of health-care workers on mortality of elderly people in long-term care: a randomised controlled trial. Lancet 2000;355(9198):93-7.

3. P otter J, Stott DJ, Roberts MA, et al. Influenza vaccination of health care workers in long-term-care hospitals reduces the mortality of elderly patients. J Infect Dis 1997;175(1):1-6.

4. Esposito S, Bosis S, Pelucchi C, et al. Influenza vaccination among healthcare workers in a multidisciplinary University hospital in Italy. BMC Public Health 2008;8:422.

5. Amodio E, Anastasi G, Di Pasquale M, et al. Influenza vaccination among healthcare workers and absenteeism from work due to influenza-like illness in a teaching hospital in Palermo. IJPH 2010;7(3):311-8.

6. Takayanagi IJ, Cardoso MRA, Costa SF, et al. Attitudes of health care workers to influenza vaccination: why are they not vaccinated? Am J Infect Control 2007;35(1):56-61.

7. Hollmeyer HG, Hayden F, Poland G, et al. Influenza vaccination of health care workers in hospitals. A review of studies on attitudes and predictors. Vaccine 2009;27(30):3935-44.

8. Hofmann F, Ferracin C, Marsh G, et al. Influenza vaccination of healthcare workers: a literature review of attitudes and beliefs. Infection 2006;34(3):142-7.

9. Wicker S, Rabenau HF, Doerr HW, et al. Influenza vaccination compliance among health care workers in a German university hospital. Infection 2009;37(3):197-202.

10. Hakim H, Gaur AH, McCullers JA. Motivating factors for high rates of influenza vaccination among healthcare workers. Vaccine 2011;29(35):5963-9.