Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

ottobre 2013

Non autonomia nelle attività strumentali della vita quotidiana (Iadl) nelle persone con 65 anni e oltre. I dati della sorveglianza Passi d'Argento, 2012-13

Giuliano Carrozzi1, Maria Chiara Antoniotti2, Letizia Sampaolo1, Lara Bolognesi1, Andrea Nucera2, Amedeo Baldi3, Elvira Bianco4, Lilia Biscaglia5, Luciana Chiti6, Benedetta Contoli7, Marco Cristofori8, Amalia De Luca9, Rita Ferrelli10, Luana Penna7, Alberto Perra7 e Stefania Salmaso7

1Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Modena;

2Servizio Sovrazonale di Epidemiologia, ASL Novara;

3ASL 1, Massa e Carrara;

4ASL Avellino;

5Agenzia di Sanità Pubblica Regione Lazio, Roma;

6ASL 3, Pistoia;

7Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma;

8Servizio di Epidemiologia, Biostatistica e Promozione della Salute, AUSL Umbria 2, Terni;

9Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza;

10Ufficio Relazioni Esterne, Istituto Superiore di Sanità, Roma

 

SUMMARY (Loss of autonomy in instrumental daily activities (IADL) in 64+ years people. Data from PASSI d’Argento surveillance, 2012-13) - The autonomy in IADL is considered as an essential condition for the older people's quality of life. Findings from the national surveillance system PASSI d'Argento on over 64 years old population show that among home resident people, 47% (CI 95%: 46.4-48.3) has referred loss of autonomy in 1 or more IADL. Logistic regression analysis shows that loss in IADL autonomy is associated with age (OR = 7.1 CI 95%: 6.2-8.0), gender (OR = 1.2 CI 95% 1.1-1.3), level of education (OR = 1.6 CI 95% 1.5-1.8), economic difficulties (OR = 1.9 CI95% 1.7-2.1) and geographical areas (OR = 2.4 CI 95% 2.2-2.6, ref. Southern regions). These findings are potentially useful for decision making in order to select priorities for preventive health interventions.

Key words: instrumental activities of daily living; disability in elderly people; public health surveillance

g.carrozzi@ausl.mo.it

 

Introduzione

L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno globale che riguarda da vicino il nostro Paese, nel quale oltre una persona su cinque ha 65 anni e più. Il modo in cui ciascuna persona invecchia dipende da caratteristiche individuali, fattori genetici e ambientali, ma è fortemente influenzato anche da fattori sociali, dagli stili di vita e più in generale dalle opportunità di salute offerte dal proprio contesto di vita.

 

La sorveglianza epidemiologica PASSI d’Argento (PdA) si propone come strumento per registrare le condizioni di salute e i bisogni di questo gruppo molto eterogeneo di popolazione, al fine di segnalarli tempestivamente a decisori e altri gruppi di interesse (1).

 

L’autonomia nello svolgimento delle attività della vita quotidiana assume una particolare importanza per il benessere dell’individuo, anche in relazione alle necessità assistenziali che si accompagnano alla sua perdita (2). Tali attività vengono rilevate con strumenti validati e diffusi a livello nazionale e internazionale: activities of daily living - ADL (3) e instrumental activities of daily living - IADL (4). Le prime indicano attività di base (muoversi da una stanza all’altra, mangiare, vestirsi e spogliarsi, fare il bagno o la doccia, andare in bagno per fare i propri bisogni, trattenere feci e urine), mentre le seconde sono attività strumentali più complesse dal punto di vista fisico e/o cognitivo e possono essere svolte anche al di fuori dell’ambiente domestico (usare il telefono, prendere le medicine, fare la spesa o delle compere, cucinare o riscaldare i pasti, prendersi cura della casa, fare il bucato, spostarsi fuori casa con mezzi pubblici o con la propria auto, pagare conti o bollette). Lo svolgimento di queste attività, seppure in maniera saltuaria, è necessario affinché un soggetto sia totalmente autonomo (3).

 

Grazie all’uso di una metodologia standardizzata, PdA consente di studiare e confrontare nelle diverse regioni italiane le condizioni di autonomia per IADL della popolazione con 65 anni e più non istituzionalizzata, fornendo quindi elementi utili a indirizzare le strategie di intervento in ambito sociosanitario, soprattutto nell’ottica dell’invecchiamento attivo (5). Materiali e metodi Sono state analizzate le interviste telefoniche o domiciliari a 24.129 persone di 65 anni e oltre, estratte casualmente dalle anagrafi sanitarie nell’ambito dell’edizione 2012 del PdA, che ha coinvolto 19 tra regioni e province autonome. Il questionario indagava le limitazione nelle ADL e nelle IADL. La non autonomia nelle IADL è stata analizzata sui dati pesati del pool delle regioni partecipanti, valutando l’eventuale associazione con le principali variabili sociodemografiche con analisi uni e bivariate e con modelli di regressione logistica.

 

Risultati

Secondo i dati PdA, il 47% degli ultra 65enni intervistati ha bisogno di aiuto nello svolgimento di almeno una delle IADL (Figura 1).

 

 

La percentuale di persone non autonome in almeno una IADL cresce con l’età: si va dal 30% (IC 95%: 28,3- 30,9) nei 65-74enni, al 57% (IC 95%: 56,1- 58,8) nei 75-84enni fino all’84% (IC 95%: 82,9-85,9) negli ultra 84enni; è inoltre maggiore tra le donne (51% IC 95%: 50,0- 52,5) rispetto agli uomini (42% IC 95%: 40,5-43,5), nelle persone con un basso livello d’istruzione (57% IC 95%: 55,9- 58,1) rispetto a chi ne ha uno alto (32% IC 95%: 30,6-33,5), in quelle con molte difficoltà economiche (53% IC 95%: 51,0-55,9) a fronte del 41% (IC 95%: 39,9-42,7) di chi ne ha dichiarate solo qualche e del 27% (IC 95%: 25,9- 28,9) di chi non ne riferisce. La non autonomia nelle IADL mostra un evidente gradiente territoriale: si passa dal 38% (IC 95%: 36,2-39,2) nelle regioni del Nord, al 43% (IC 95%: 41,1-44,2) in quelle del Centro e al 60% (IC 95%: 58,2- 61,3) in quelle del Sud.

 

Analizzando tutte queste variabili in un modello di regressione logistica per correggere l’influenza dei diversi fattori tra di loro, la prevalenza di persone non autonome nelle IADL si conferma maggiore nelle classi d’età con 85 anni e oltre (OR = 7,1 IC 95% 6,2-8,0), nelle donne (OR = 1,2 IC 95% 1,1-1,3), nelle persone con un basso livello d’istruzione (OR = 1,6 IC 95% 1,5-1,8), che riferiscono molte difficoltà economiche (OR = 1,9 IC 95% 1,7-2,1), con disabilità (OR = 16,9 IC 95% 13,6-20,9) e residenti al Centro (OR = 1,3 IC 95% 1,2- 1,4) o al Sud (OR = 2,4 IC 95% 2,2-2,6).

 

Il numero di IADL in cui le persone non sono autonome cresce con l’età (Figura 1) e cambia in maniera evidente in condizione di disabilità: oltre la metà (55%) delle persone non autonome in almeno 1 ADL ha limitazioni in 7-8 IADL.

 

Le attività verso cui sono state riferite più frequentemente limitazioni sono: spostarsi fuori casa (37%), prendersi cura della casa (35%), fare la spesa (32%). Anche questa distribuzione si modifica con l’età (Figura 2) e in condizione di disabilità: ad esempio, non è autonomo negli spostamenti fuori casa il 94% delle persone con limitazione in almeno una ADL.

 

Conclusioni

Quindi PdA, fornendo informazioni sulla distribuzione delle limitazioni nelle IADL nelle persone con 65 anni e più, mostra differenze per aree geografiche, per le principali variabili sociodemografiche, oltre che per presenza di limitazioni nelle ADL. PdA fornisce informazioni anche sul numero delle IADL con limitazioni, che si confermano un indicatore di rischio di disabilità.

 

Considerando l’aumento delle persone in età avanzata e la crescita del carico assistenziale all’aumentare delle limitazioni nelle IADL, le differenze emerse per età, genere, istruzione e difficoltà economiche possono contribuire a identificare gruppi con profilo ad alto rischio di disabilità. Infatti, seguendo il paradigma bio psicosociale cui si ispira PdA, la limitazione nelle IADL può suggerire una condizione di fragilità negli ultra65enni che può essere tenuta in considerazione nella prioritizzazione degli interventi.

 

Le numerose informazioni raccolte con la sorveglianza consentono ulteriori approfondimenti sull’argomento e individuano il PdA come uno degli strumenti utilizzati nelle fasi di programmazione e valutazione di interventi di contrasto alle disabilità in ambito sociale e sanitario.

 

Dichiarazione sul conflitto di interessi

Gli autori dichiarano che non esiste alcun potenziale conflitto di interesse o alcuna relazione di natura finanziaria o personale con persone o con organizzazioni, che possano influenzare in modo inappropriato lo svolgimento e i risultati di questo lavoro.

 

Riferimenti bibliografici

1. Gruppo Tecnico di Coordinamento del Sistema di Sorveglianza PASSI d’Argento, Luzi P (Ed.). Sperimentazione PASSI d’Argento (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia): verso un sistema nazionale di sorveglianza della popolazione ultra64enne. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2013. (Rapporti ISTISAN 13/9).

2. Network Non Autosufficienza (Ed.). L'assistenza agli anziani non autosufficienti - Rapporto 2009. Santarcangelo di Romagna (RN): Maggioli Editore; 2009. ( www.maggioli.it/...).

3. Katz S, Downs TD, Cash HR, et al. Progress in development of the index of ADL. Gerontologist 1970;10:20- 30.

4. Lawton MP, Brody EM. Assessment of older people: self-maintaining and instrumental activities of daily living. Gerontologist 1969;9:179-86.

5. Council of the European Union. Council declaration on the European year for active ageing and solidarity between generations (2012): the way forward ( http://europa.eu/...).