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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

gennaio 2015

Ipertensione arteriosa nelle persone con 65 anni e più e fattori associati: Sorveglianza PASSI d'Argento 2012-13

Amalia Maria Carmela De Luca e il GTO PASSI d'Argento* Unità Operativa di Epidemiologia, Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza

 

SUMMARY (Hypertension in over64 aged population and associated factors: data from PASSI d’Argento surveillance, 2012-13) - Elderly population is heavily affected by hypertension with prevalence increasing with age; excessive sodium intake, overweight/obesity and lack of physical activity are well known risk factors. During the years 2012-13, PASSI d’Argento, an Italian nationwide over64 aged population surveillance, estimated a hypertension prevalence of 60% (CI 95%: 59.1-60.8) with a wide range (53.4%-68.9%) among the 19 participating regions. A logistic regression showed that women (OR 1.29 p < 0.05), age over 74 years (OR 1.32 p < 0.05), difficulties in making ends meet (OR 1.21 p < 0.05), being overweight/obese (OR 1.65 p < 0.05), insufficient physical activity levels (OR 1.23 p < 0.05) are associated to hypertension. The information produced by the surveillance can be helpful for programming actions aiming at the prevention and the control of hypertension, namely for targeting at risk population groups.

Key words: elderly; hypertension;

prevention gadel8@hotmail.com

 

Introduzione

L’ipertensione arteriosa colpisce più della metà degli anziani e la sua prevalenza continua ad aumentare con l’età. La presenza di ipertensione comporta un aumentato rischio di ictus, insufficienza cardiaca congestizia, malattia coronarica, malattia renale allo stadio terminale e morte. L’ipertensione sistolica isolata, superiore a 159 mmHg, associata con diastolica inferiore a 90 mmHg, è la più comune forma di ipertensione negli anziani (1).

 

Uno dei principali fattori implicato nell'insorgenza dell’ipertensione arteriosa è sicuramente l’eccessivo introito di sodio; non a caso l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’Action plan for the prevention and control of non communicable diseases 2013-20, ha incluso, tra gli obiettivi da raggiungere entro il 2025, la riduzione del consumo di sale del 30% per tutta la popolazione, agendo sia nella fase di preparazione dei cibi sia sui comportamenti alimentari (2). Anche l’eccesso di peso corporeo è strettamente correlato con l’ipertensione arteriosa (3), così come una sua riduzione è seguita da una diminuzione della pressione sia sistolica che diastolica (4). Diversi studi clinici hanno chiaramente dimostrato che il trattamento dell’ipertensione riduce significativamente il tasso di eventi cardiovascolari nei pazienti anziani, anche se c’è controversia sulla scelta degli agenti antipertensivi e sulla loro combinazione. Gli esperti concordano che negli adulti di età inferiore a 80 anni, ad alto rischio per eventi cardiovascolari, la pressione arteriosa dovrebbe essere ridotta a meno di 140/90 mmHg; nelle persone con più di 80 anni è tollerato un valore da 140 a 150 mmHg (5). In ogni caso, la modifica degli stili di vita, compresa la perdita di peso, la restrizione di sale e la pratica di una regolare attività fisica, può diminuire la necessità di terapia farmacologica nei soggetti ipertesi. La sorveglianza di popolazione PASSI d’Argento (PdA), attiva in quasi tutte le regioni italiane, fornisce informazioni sulla qualità di vita delle persone con 65 anni e più, mediante la descrizione delle condizioni di salute e dei bisogni di questa fascia eterogenea di popolazione, in modo che i decisori e altri gruppi di interesse possano intraprendere azioni di contrasto (6). Tra le condizioni oggetto di indagine è presente l'ipertensione arteriosa riferita; la raccolta dati delle singole Asl permette di effettuare confronti geografici e di valutare l'eventuale associazione di questa condizione con alcune variabili sociodemografiche e comportamentali. L’obiettivo del presente contributo è stimare la prevalenza dell’ipertensione nella popolazione delle regioni che hanno partecipato all’indagine, descrivere eventuali differenze geografiche e identificare gruppi a rischio.

 

Materiali e metodi

Nel corso dell’indagine PdA 2012-13 sono state intervistate con modalità telefonica o faccia a faccia, da operatori sanitari e sociali appositamente formati, 24.129 persone con 65 anni e più, estratti casualmente dalle anagrafi sanitarie delle regioni e province autonome partecipanti (complessivamente 19); sono stati esclusi gli anziani che al momento della rilevazione risultavano ricoverati in ospedale od ospitati in residenze sanitarie assistenziali. La raccolta dei dati è stata realizzata mediante un questionario standardizzato e validato. La metodologia utilizzata è stata già descritta altrove in maniera dettagliata (6). Il questionario indagava, tra l’altro, la presenza di ipertensione riferita. L’analisi è stata condotta mediante Epinfo 3.5.3 sui dati pesati del pool delle regioni partecipanti; si è fatto ricorso ad analisi uni e bivariate e a modelli di regressione logistica per valutare l’eventuale associazione dell’ipertensione con le principali variabili sociodemografiche e con alcune condizioni, segnalate ampiamente in letteratura, come il sovrappeso/obesità e il livello di attività fisica.

 

Risultati

Nell’indagine PdA 2012-13, il 60,0% (IC 95%: 59,1-60,8) degli anziani intervistati ha riferito di avere l’ipertensione arteriosa; questa condizione, con qualche eccezione, è più diffusa nelle regioni del Sud rispetto a quelle del Centro e del Nord (Figura), con un range che va dal 68,9% (IC 95%: 66,6-71,3) della Calabria, al 53,4% (IC 95%: 50,6-56,2) dell’Emilia-Romagna. La prevalenza dell’ipertensione arteriosa aumenta con l’età: si passa dal 56,2% (IC 95%: 54,9- 57,4) dei 65-74enni al 63,7% (IC 95%: 62,6-64,9) delle persone con 75 anni e più; è maggiore tra le donne (62,4% IC 95%: 61,3-63,5) rispetto agli uomini (56,7% IC 95%: 55,4-58,0), nelle persone con un basso livello d’istruzione (62,7% IC 95%: 61,7-63,8) rispetto a chi ne ha uno alto (55,9 % IC 95%: 54,7-57,3), in quelle con molte difficoltà economiche riferite (66,7% IC 95%: 64,4-69,0), a fronte del 60,7% (IC 95%: 59,3-62,0) di chi ne ha dichiarate poche e del 54,4% (IC 95%: 53,0-56,0) di chi non ne dichiara. Inoltre, riferiscono livelli pressori più elevati le persone classificate come sovrappeso/ obese rispetto alle normo/ sottopeso (rispettivamente 64,8% IC 95%: 63,7-65,9 vs 53,3% IC 95%: 52,0- 54,7) e le persone con basso livello di attività fisica (64,4% IC 95%: 63,1-65,7 vs 57,4% IC 95%: 56,4-58,4). Analizzando tutte queste variabili con un modello di regressione logistica, per correggere l’influenza dei diversi fattori tra di loro, è stato possibile identificare come gruppi a maggiore rischio per l’ipertensione: le donne (OR 1,29 IC 95%: 1,20-1,37, p < 0,05), le persone con 75 e più anni (OR 1,32 IC 95%: 1,23-1,41, p < 0,05), coloro che hanno difficoltà economiche (OR 1,21 IC 95%: 1,13-1,29, p < 0,05), le persone sovrappeso/obese (OR 1,65 IC 95%: 1,55-1,76, p < 0,05), coloro che svolgono una insufficiente attività fisica (OR 1,23 IC 95%: 1,13-1,34, p < 0,05), mentre per il livello di istruzione basso l’OR è di 1,04 (IC 95% 0,98-1,12 p = 0,21).

 

 

Conclusioni

In linea con quanto riportato in letteratura, PdA ha mostrato come l’ipertensione arteriosa sia una condizione molto diffusa nelle persone con 65 anni e più; grazie alla rilevazione effettuata nella maggior parte delle regioni e province autonome italiane, è stato possibile fare confronti fra le diverse aree geografiche. L’analisi multivariata ha, inoltre, consentito di identificare alcuni gruppi a maggiore rischio. Queste informazioni possono risultare particolarmente utili per la predisposizione di programmi/progetti di prevenzione e controllo dell'ipertensione arteriosa. A questo riguardo, un’ampia letteratura suggerisce, tra le misure efficaci per la riduzione della pressione arteriosa e delle sue conseguenze, la perdita di peso corporeo nei soggetti con sovrappeso od obesità, la restrizione del consumo di sale nella popolazione generale e la pratica di una regolare attività fisica, seppure adattata nell’anziano alle condizioni di salute. Si tratta, comunque, di azioni che contribuiscono a migliorare la qualità della vita, anche attraverso la limitazione dell’uso dei farmaci antiipertensivi e, di conseguenza, dei loro effetti indesiderati. È necessario, tuttavia, poter valutare i risultati di queste azioni correttive; non a caso il Piano Nazionale di Prevenzione 2014- 18 ha individuato nelle sorveglianze di popolazione lo strumento a supporto di questo obiettivo di valutazione. A tale proposito, la sorveglianza PdA, ripetuta nel tempo, permette tra l’altro di descrivere e seguire l’andamento dell’ipertensione arteriosa nelle persone con 65 anni e più di una determinata area (ASL/ regione), mettendo così a disposizione informazioni anche per la valutazione dell’efficacia delle eventuali misure correttive messe in atto.

 

(*) Gruppo Tecnico Scientifico nazionale PASSI e PASSI d’Argento: Sandro Baldissera, Benedetta Contoli, Paolo D’Argenio, Gianluigi Ferrante, Maria Masocco, Valentina Minardi, Luana Penna, Alberto Perra, Valentina Possenti, Elisa Quarchioni, Stefania Salmaso (Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma); Nicoletta Bertozzi (Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL della Romagna, Cesena); Stefano Campostrini (Dipartimento di Statistica, Fondazione Università Ca' Foscari, Venezia); Giuliano Carrozzi (Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Modena); Marco Cristofori (Unità Operativa Epidemiologia, Biostatistica e Promozione della Salute, AUSL Umbria 2, Orvieto); Angelo D’Argenzio (Dipartimento di Prevenzione, ASL Caserta); Amalia De Luca (Unità Operativa Complessa Epidemiologia, ASP di Cosenza); Pirous Fateh-Moghadam (Osservatorio per la Salute, Provincia Autonoma di Trento); Mauro Ramigni (Dipartimento di Prevenzione, Azienda ULSS 9, Treviso); Massimo Oddone Trinito (Dipartimento di Prevenzione, ASL Roma C); Stefania Vasselli (Ministero della Salute, Roma).

 

Dichiarazione sul conflitto di interessi

Gli autori dichiarano che non esiste alcun potenziale conflitto di interesse o alcuna relazione di natura finanziaria o personale con persone o con organizzazioni, che possano influenzare in modo inappropriato lo svolgimento e i risultati di questo lavoro.

 

Riferimenti bibliografici

1. Virdis A, Bruno RM, Neves MF, et al. Hypertension in the elderly: an evidence- based review. Curr Pharm Des 2011;17(28):3020-31.

2. World Health Organization. Reducing salt intake in populations. In: WHO Forum and Technical Meeting, Paris, 5-7 October 2006. Geneva: WHO; 2007.

3. Romero R, Bonet J, de la Sierra A, et al. Undiagnosed obesity in hypertension: clinical and therapeutic implications. Blood Press 2007;16:347-53.

4. Neter JE, Stam BE, Kok FJ, et al. Influence of weight reduction on blood pressure: a meta-analysis of randomized controlled trials. Hypertension 2003;42:878-84.

5. Roca FV. Approach to hypertension in the older population. Semergen 2014;40(Suppl 1):3-9.

6. Gruppo Tecnico di Coordinamento del Sistema di Sorveglianza PASSI d’Argento, Luzi P (Ed.). Sperimentazione PASSI d’Argento (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia): verso un sistema nazionale di sorveglianza della popolazione ultra64enne. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2013. (Rapporti ISTISAN 13/9).