Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Febbraio 2017

Abitudini alimentari in donne con cancro mammario: uso del questionario EPIC per una valutazione quali-quantitativa

Daniele Nucci1, Gaia Bertarelli2, Vincenza Gianfredi3, Andrea Rocca4, Manuela Chiavarini5, Cristina Abati6 e Liliana Minelli5

1Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Endoscopia Digestiva, Istituto Oncologico Veneto IOV-IRCCS, Padova

2Dipartimento di Economia, Università degli Studi di Perugia

3Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Dipartimento di Medicina Sperimentale, Università degli Studi di Perugia

4Dipartimento di Oncologia Medica, Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori IRST-IRCCS, Meldola (FC)

5Dipartimento di Medicina Sperimentale, Università degli Studi di Perugia

6Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, Università degli Studi di Perugia

 

 

SUMMARY (Assessment food habits in women with breast cancer through EPIC questionnaire) - Cancer is the second leading cause of death worldwide and the global cancer burden is continuing to rise and will probably almost double by 2030. Research has shown that 30% of cancer is linked to food, and could be prevented. In this cross-sectional study, carried-out from October 2014 to January 2015 at the Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori, we investigated eating habits of 60 women with breast cancer through the EPIC Food Frequency Questionnaire. Data show low adherence to national and international recommendations.

Key words: breast cancer; EPIC questionnaire; food habits

daniele.nucci@iov.veneto.it

 

 

Introduzione

Le neoplasie rappresentano la seconda causa di morte a livello mondiale. Nonostante lo sviluppo scientifico, il carico mondiale dei tumori è in continuo aumento e si ritiene possa raddoppiare entro il 2030 (1).

 

L’American Institute for Cancer Research stima che circa il 30% dei tumori sia direttamente riconducibile alle scorrette abitudini alimentari (2). Tra le donne, il tumore della mammella è quello più frequentemente diagnosticato (30% del totale delle neoplasie), costituendo per il sesso femminile la prima causa di morte per tumore (17%) (3). L’insorgenza di neoplasie e l’esposizione a fattori di rischio ambientali e agli scorretti stili di vita obbliga gli operatori di sanità pubblica a sviluppare programmi di promozione della salute in grado di aumentare l’aderenza alle raccomandazioni internazionali, quali, ad esempio, quelle del World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research pubblicate nel 2007 (2) e del Codice Europeo Contro il Cancro del 2014 (4). Inoltre, a livello nazionale, risultano utili i livelli di assunzione raccomandati di nutrienti ed energia (LARN) specifici per la popolazione italiana (5), che forniscono indicazioni sugli apporti nutrizionali per una corretta alimentazione.

 

L’obiettivo principale dello studio è descrivere le abitudini alimentari di donne con diagnosi di carcinoma mammario (CM), utilizzando le informazioni derivanti dall’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC), studio di coorte prospettico, multicentrico, volto a indagare l’associazione tra dieta, stile di vita e cancro che conta circa 520.000 partecipanti in dieci Paesi europei: Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

 

Materiali e metodi

Lo studio, osservazionale trasversale, è stato condotto presso il day hospital oncologico dell’Unità Operativa di Oncologia Medica (Gruppo di Patologia Mammella) dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori di Meldola (Forlì- Cesena) da ottobre 2014 a gennaio 2015.

 

Sono state arruolate tutte le donne con diagnosi di CM (ICD-10-CM C50) di sesso femminile, di età uguale o maggiore a 18 anni, in trattamento chemioterapico, endocrino o in follow up che hanno fatto riferimento al Dipartimento di Oncologia Medica. Delle 190 donne arruolate, solo 60 di esse (31%) hanno aderito allo studio: 19 (32%) erano in terapia adiuvante (G1), 20 (33%) in cura per malattia avanzata (G2), 21 (35%) in follow up (G3). Il mancato consenso alla partecipazione (69%) delle donne arruolate è stato determinato dalla scelta dei soggetti, in larga parte dovuto al tempo necessario per la compilazione del questionario (circa 60 minui). Per ciascuna delle partecipanti sono stati rilevati età, livello di istruzione, misurati peso e altezza per il calcolo del body mass index (BMI).

 

In seguito, utilizzando un questionario di frequenza alimentare, messo a punto nell’ambito dello studio EPIC (6, 7), per ciascuna paziente è stato stimato l’apporto giornaliero di nutrienti, alimenti singoli e gruppi di alimenti. Le analisi quali-quantitative degli apporti nutrizionali sono state eseguite utilizzando il software NAF (nutrition analysis of food frequency questionnaire) del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano; le analisi statistiche per il confronto dei consumi alimentari, tra i gruppi, sono state eseguite con il software R-3.2.1 64 bit per Windows. A causa dell’elevata dispersione intra-gruppo, i risultati sono presentati tramite la mediana delle distribuzioni e del range interquartile (1°-3°). Per il confronto dei dati continui è stato utilizzato il test di Kruskal-Wallis seguito dal test di Tukey per i contrasti post-hoc. I dati categorici sono stati analizzati con il test del χ² (con eventuale correzione di Yates), o con il test esatto di Fisher. Le analisi sono state condotte con un livello di significatività del 5%.

 

Risultati

I tre gruppi nei quali sono state classificate le donne partecipanti allo studio sono tra loro omogenei per numerosità. Non emergono differenze statisticamente significative fra i tre stadi della malattia rispetto al livello di istruzione e di BMI.

 

Vengono di seguito riportati i risultati delle sole analisi per nutrienti, alimenti singoli e gruppi di alimenti per i quali sono stati evidenziate delle differenze statisticamente significative tra i diversi gruppi di donne partecipanti. Il gruppo delle donne in follow up (G3) si caratterizza per un maggior consumo di cereali raffinati e derivati e un minor consumo di cereali integrali e di pesce, anche se non tutte le differenze risultino statisticamente significative (Tabella). Il gruppo delle donne in terapia adiuvante (G1) si caratterizza per un maggior consumo di cereali integrali, di pesce e di snack, in particolare rispetto alle donne in follow up (G3).

 

Rispetto ai micronutrienti, l’apporto giornaliero mostra differenze statisticamente significative, nei tre gruppi, solo per la vitamina D e nel solo confronto tra G1 e G3 (p = 0,031), evidenziando una riduzione dell’introito di questa vitamina nelle donne in follow up, rispetto ai livelli raccomandati di 15μg/die.

 

 

 

 

Conclusioni

I risultati dello studio sottolineano la scarsa adesione da parte delle donne con CM alle raccomandazioni del World Cancer Research Fund e del Codice Europeo Contro il Cancro, mentre per la vitamina D, l’assunzione giornaliera con la dieta è molto al disotto dei livelli raccomandati dai LARN.

 

Come atteso, le maggiori differenze nei consumi alimentari si rilevano fra le donne con CM in stadio iniziale e in follow up. Tuttavia, la differente struttura anagrafica delle pazienti nei gruppi raccomanda ulteriori approfondimenti al fine di indagarne gli effetti sulla compliance alle raccomandazioni. A causa dell’esigua numerosità delle partecipanti, che influenza la potenza statistica dello studio, sarebbe opportuno pianificare ulteriori studi per valutare le possibili interazioni tra le variabili e migliorare la precisione delle stime.

 

Lo studio evidenzia la necessità di attivare e potenziare, in ambito oncologico, i programmi di prevenzione e promozione della salute, al fine di ridurre i fattori di rischio e le recidive anche attraverso il miglioramento delle abitudini alimentari e degli stili di vita. Risulta, peraltro, opportuno l’approccio multidisciplinare, nel quale alla figura dell’oncologo venga affiancata quella di un professionista sanitario esperto in dietetica e nutrizione umana, capace di orientare i pazienti nelle scelte alimentari.

 

Ringraziamenti

Sara Grioni, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Milano, per il contributo nell’elaborazione dei dati del questionario, sviluppato grazie al contributo dell’Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (AIRC).

 

Dichiarazione sui conflitti di interesse

Gli autori dichiarano che non esiste alcun potenziale conflitto di interesse o alcuna relazione di natura finanziaria o personale con persone o con organizzazioni che possano influenzare in modo inappropriato lo svolgimento e i risultati di questo lavoro.

 

Riferimenti bibliografici

1. International Agency for Research on Cancer, World Health Organization. World Cancer Day 2016 “We can. I can”

2. World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research. Food, nutrition, physical activity, and the prevention of cancer: a global perspective. Washington DC: AICR; 2007.

3. Associazione Italiana di Oncologia Medica/Associazione Italiana dei Registri Tumori. I numeri del cancro in Italia 2016. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore; 2016.

4. International Agency for Research on Cancer, World Health Organization. Codice Europeo Contro il Cancro: 12 modi per ridurre il tuo rischio di cancro.

5. Società Italiana di Nutrizione Umana. LARN - Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia per la popolazione italiana (IV Revisione). Coordinamento editoriale SINU-INRAN. Milano: Società Italiana di Comunicazione Scientifica; 2014.

6. Pala V, Sieri S, Palli D, et al. Diet in the Italian EPIC cohorts: presentation of data and methodological issues. Tumori 2003;89(6):594-607.

7. Pisani P, Faggiano F, Krogh V, et al. Relative validity and reproducibility of a food frequency dietary questionnaire for use in the Italian EPIC centres. Int J Epidemiol 1997;26 Suppl. 1:S152-60.