Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Tutorial: come scrivere un contributo per il Ben

1. Introduzione: descrive brevemente il quadro ed il contesto scientifico in cui lo studio si inserisce

 

 

(esempio: Contrastare l’eccesso di peso corporeo rappresenta una delle sfide di sanità pubblica prioritarie per la Regione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dove la prevalenza dell’obesità è triplicata negli ultimi due decenni ed ha ormai raggiunto proporzioni epidemiche (1). L’andamento dell’obesità è particolarmente allarmante nei bambini e negli adolescenti. Dai dati della fine degli anni ’90-inizio 2000, infatti, la prevalenza di sovrappeso/obesità nella popolazione infantile europea è stimata pari al 20% e, di questi, circa un terzo risulta obeso (2). Per di più, i bambini in sovrappeso o obesi hanno un rischio maggiore di insorgenza di gravi patologie in età adulta (diabete mellito tipo II, ipertensione arteriosa, malattie cardio e cerebro-vascolari, dismetabolismi, cancro della mammella e del colon-retto, ecc.)

 

Da: Nardone P, Lamberti A, Baglio G, et al. Il sistema di sorveglianza OKkio alla Salute: i principali risultati della seconda raccolta dati. Not Ist Super Sanità-Inserto BEN 2012;24(1):i-ii.

 

precisando alcune informazioni su quanto di già noto vi sia sul tema presentato nello studio. Deve includere, inoltre, gli obiettivi dello studio ed eventualmente una sintesi dei punti principali trattati nell’articolo

 

 

(esempio: Alla luce di queste evidenze, l’Italia, così come gli altri Paesi europei, ha avvertito la necessità di monitorare con attenzione la situazione nutrizionale dei bambini. Nel 2007, infatti, il Ministero della Salute e il Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie, nell'ambito del programma europeo “Guadagnare Salute”, ha promosso e finanziato l’iniziativa “OKkio alla SALUTE - Promozione della salute e della crescita sana dei bambini della scuola primaria” con lo scopo di definire e implementare un sistema di sorveglianza nazionale sullo stato nutrizionale dei bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni. In questo articolo saranno presentati i risultati preliminari dell’indagine svolta tra il 2009 ed il 2010 su parametri antropometrici, abitudini alimentari, attività fisica ed eventuali iniziative scolastiche favorenti la sana nutrizione nei bambini in età scolare)

 

Da: Nardone P, Lamberti A, Baglio G, et al. Il sistema di sorveglianza OKkio alla Salute: i principali risultati della seconda raccolta dati. Not Ist Super Sanità-Inserto BEN 2012;24(1):i-ii.

 

Si consiglia di concludere l’Introduzione con una frase che riassuma il senso dell’articolo

 

 

(esempio: I dati raccolti nell’ambito del Progetto OKkio alla SALUTE alimentano un sistema di sorveglianza per il confronto temporale e geografico sullo stato di salute della popolazione infantile in età scolare fornendo informazioni standardizzate sia a livello locale (regioni, ASL) che a livello nazionale (Ministero della Salute);

 

Da: Nardone P, Lamberti A, Baglio G, et al. Il sistema di sorveglianza OKkio alla Salute: i principali risultati della seconda raccolta dati. Not Ist Super Sanità-Inserto BEN 2012;24(1):i-ii.

 

In questa sezione non si dovrebbero anticipare dati, metodi o conclusioni.

 

2. Materiali e Metodi: dovrebbe essere breve e descrivere la popolazione in studio (ad esempio: genere, numerosità, età, provenienza geografica, riferimento temporale); la metodologia utilizzata per selezionare la popolazione o il campione per la raccolta dei dati riportati (interviste, esami, misure, fonti di dati già esistenti, ecc.); il tipo di studio o investigazione (survey o studio trasversale, studio longitudinale o prospettico, caso-controllo, ecc.); come sono stati analizzati i dati (metodi statistici di elaborazione dei dati)

 

 

(esempio: Sono stati considerati e messi a confronto i dati raccolti nell’ambito di due studi trasversali dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare condotti rispettivamente nel 1998 su 1.912 uomini e 1.870 donne, e nel 2008 su 1.738 uomini e 1.741 donne di età 35-74 anni. In ogni regione è stato selezionato un campione casuale di 200 persone ogni milione e mezzo di abitanti, 25 per decennio di età e sesso, mantenendo un campione anche nelle regioni che non arrivavano a tale numerosità. Le metodologie di raccolta dei dati e l’effettuazione degli esami a cui è stata sottoposta la popolazione sono standardizzate e confrontabili; esse sono state ampiamente descritte in altre pubblicazioni (3, 4) e sono riportate nel sito del progetto CUORE (www.cuore.iss.it). Sono stati confrontati i dati per fascia di età e per livello socio-economico, stabilito in base alla scolarità e diviso in due categorie: basso (elementari e medie inferiori) e medio/alto (medie superiori e laurea). I confronti sono stati testati con il test t di student per le medie e con il chi-quadrato per le prevalenze. Per quanto riguarda il confronto per livello socio-economico, data la diversità dei campioni nella distribuzione di età per scolarità, sono presentate, confrontate e testate le prevalenze dopo la standardizzazione per età dei valori con metodo diretto, utilizzando come riferimento la popolazione europea standard)

 

Da: Palmieri L, Lo Noce C, Vanuzzo D, et al. Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare Italiano: andamento temporale dei fattori di rischio cardiovascolari. G Ital Cardiol 2010; 11(3 Suppl. 5): 31S-6S.

 

3. Risultati: vengono presentati i risultati dell’articolo (risultati clinici, epidemiologici, di laboratorio, analitici) senza interpretazioni o altri commenti con un ordine logico, accompagnati da tabelle o figure, solo se necessarie. Soprattutto è opportuno evitare ridondanze tra testo e tabelle; è necessario riportare i dati più significativi descritti analiticamente nelle tabelle e nelle figure, in modo da poter fornire un’informazione “a colpo d’occhio”);

 

 

(esempio: Alla prima rilevazione, condotta nel 2008, hanno aderito tutte le regioni, a eccezione delle province autonome di Trento e Bolzano e della Asl di Milano (unica Asl che ha partecipato per la Lombardia) che hanno svolto la raccolta nel 2009, a causa di un ritardo nell’avvio delle attività. Il successo dell’iniziativa si è ripetuto nella seconda rilevazione del 2010 con la partecipazione di tutte le regioni italiane. Nel 2010 sono state raccolte informazioni su un totale di 42.155 alunni della terza classe primaria (con solo un 3% di rifiuti) e il 95% dei genitori coinvolti ha compilato il questionario, fornendo informazioni sugli stili di vita dei propri figli e sulla propria percezione del problema. I risultati del 2010 non si discostano molto da quelli ottenuti nella raccolta 2008-09 (6). Nel 2010, il 23% dei bambini di 8 e 9 anni è risultato in sovrappeso e l’11% in condizioni di obesità. Rispetto alla prima rilevazione, rimane stabile il sovrappeso e si riduce leggermente, sebbene in maniera non statisticamente significativa, la prevalenza dei bambini obesi (12% nel 2008-09). Si riconferma una spiccata variabilità interregionale, con percentuali tendenzialmente più basse nell’Italia settentrionale e più alte nel Sud (Figura).Sebbene ancora persistano nei bambini abitudini alimentari scorrette e predisponenti all’aumento di peso, i risultati dell’ultima rilevazione palesano un leggero miglioramento rispetto alla precedente. Il 9% dei bambini, infatti, salta la prima colazione, mentre nel 2008-09 tale valore era dell’11% e il 68% consuma una merenda di metà mattina troppo abbondante, percentuale notevolmente inferiore rispetto a quella della prima raccolta (82%). Il 23% dei genitori dichiara che i propri figli non mangiano quotidianamente frutta e/o verdura, consumo che rimane stabile tra le due rilevazioni. Al contrario, aumenta la fruizione di bevande zuccherate e/o gassate, passando dal 41% al 48%. Nonostante nel 2010 si notino dei miglioramenti, anche i dati sull’attività fisica sono poco confortanti: il 22% dei bambini pratica sport per non più di un’ora a settimana (25% nel 2008-09) e il 18% non ha fatto attività fisica il giorno precedente l’indagine (26% nel 2008- 09). La percentuale di bambini che ha la TV in camera passa dal 48% della prima raccolta al 46% dell’ultima, il 38% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi per 3 o più ore al giorno e solo un bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta. I genitori, confermando quanto emerso nel 2008-09, non sempre hanno una percezione corretta dello stato ponderale del proprio figlio: tra le madri di bambini in sovrappeso od obesi, il 36% non ritiene che il proprio figlio sia in eccesso ponderale e solo il 29% pensa che la quantità di cibo da lui assunta sia eccessiva. Inoltre, solo il 43% delle madri di figli fisicamente poco attivi ritiene che il proprio figlio svolga un’attività motoria insufficiente. L’ultima rilevazione ha raccolto informazioni preziose anche sull’ambiente scolastico; infatti, dati provenienti da 2.226 plessi di scuole primarie evidenziano che solo il 68% delle scuole possiede una mensa; il 38% prevede la distribuzione per la merenda di metà mattina di alimenti salutari (frutta, yogurt, ecc.); il 35% delle classi svolge meno di due ore di attività motoria a settimana. Solamente 1 scuola su 3 ha avviato iniziative favorenti alimentazione sana e attività motoria con il coinvolgimento dei genitori.)

 

Da: Nardone P, Lamberti A, Baglio G, et al. Il sistema di sorveglianza OKkio alla Salute: i principali risultati della seconda raccolta dati. Not Ist Super Sanità-Inserto BEN 2012;24(1):i-ii.

 

4. Conclusioni o Discussione: in questa sezione viene riepilogato quanto descritto nell’articolo, sottolineando gli aspetti nuovi ed importanti e collegando possibilmente le conclusioni a quelle di altri studi importanti. Riportare i limiti dello studio, valutandone l’impatto sui risultati. Non vanno riportati i dati osservati, i materiali ed i metodi usati, facendo attenzione a non trarre conclusioni non completamente supportate dai dati.

 

 

(esempio: In linea con una recente revisione sistematica Cochrane (5), il consiglio di un operatore sanitario, ma soprattutto la lettera d’invito, costituiscono un determinante positivo per il pap test. Nelle donne PT+, infatti, la prevalenza della dichiarazione di aver ricevuto la lettera d’invito è all'incirca tripla rispetto alla donne PT- (94% vs 33%). è probabile però che fattori attinenti alle conoscenze delle donne possano condizionare l’effetto della lettera d’invito. Coerentemente con quanto documentato di recente in letteratura (6), nel nostro campione molte donne hanno conoscenze approssimative o errate circa l’utilità del pap test, in particolare nel gruppo delle PT-, il che contribuirebbe a spiegare perché un terzo delle donne PT- abbia ricevuto la lettera senza tuttavia fare il test. Lo sviluppo di atteggiamenti favorevoli all’esecuzione del pap test non è tuttavia necessariamente associato alla quantità di informazione messa a disposizione delle donne, ma è comunque ragionevole ipotizzare che nel nostro campione di donne PT- una parte degli atteggiamenti sfavorevoli si giustifichi con la loro maggiore carenza di conoscenze. Una parte di tali atteggiamenti può anche essere spiegata dalla mancanza di supporto che dovrebbe al contrario essere assicurato dal contatto individuale con gli operatori sanitari e dall’ambiente familiare e sociale. La rilevazione della percezione di scarso supporto da parte delle amiche per la realizzazione del pap test, riferito dalle donne PT-, da una parte contribuisce a spiegare la scarsa adesione ma può anche suggerire modalità complementari di effettuazione della promozione del pap test attraverso la rete sociale. Tale promozione, secondo i risultati dello studio, dovrebbe avvenire anche tramite azioni volte ad aumentare la conoscenza delle donne sul tumore e sui metodi di prevenzione, cominciando con le donne più giovani, e azioni di formazione sulla comunicazione per il personale sanitario che più frequentemente entra in contatto con la popolazione femminile target del pap test.

 

Da: Giusti A, Pesce A, Perra A. Uno studio CAP (conoscenze, atteggiamenti e pratiche) sull'adesione allo screening del carcinoma della cervice uterina in un campione di donne della ASL 2 di Potenza, Not Ist Super Sanità – Inserto BEN 2011;24(7):iii-iv.

 

In questa sezione possono essere avanzate ipotesi di lavoro e prospettive future e, per gli studi che lo consentono, le raccomandazioni che derivano dalle Conclusioni

 

 

(esempio: Il quadro complessivo suggerisce alcune raccomandazioni, quali gli sforzi miranti ad assicurare due ore di effettiva attività motoria, quando possibile in giorni separati della settimana, e, per il duplice valore di azione diretta sulla situazione nutrizionale dei bimbi ed esemplificativo, la distribuzione di almeno un pasto bilanciato al giorno. La strutturazione di azioni di promozione della salute, orientata alla sana nutrizione e all’aumento dell’attività motoria, sono tanto più efficaci quanto più si avvalgono della partecipazione attiva delle famiglie. Nelle attività programmate o in programmazione da parte delle scuole sarà importante quindi aprire degli spazi di reale partecipazione da parte delle famiglie. Inoltre, l’assunzione di informazioni e la partecipazione da parte dei genitori alle attività di educazione dei bambini promosse dalla scuola permetterà di sostenere le iniziative “in famiglia” da parte dei bambini stessi, favorendo l’effetto “modellante”, ben dimostrato in letteratura (6), da essi esercitato sulle abitudini alimentari dei familiari).

 

Da: Silvestri A, Balducci MT, Binkin N, Perra  A, et al.  La scuola elementare come luogo di promozione di stili alimentari sani e dell'attività fisica. Not Ist Super Sanità - Inserto BEN 2009;22(1):iii-iv.