|
|
10 febbraio 2005 –
Convegno di presentazione del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e
promozione della salute
CONSEQUENTIAL
EPIDEMIOLOGY: IL LAVORO SUL CAMPO DEL CNESPS
(a cura della redazione di EpiCentro)
L’epidemiologia al
servizio della salute della popolazione. È questa la missione che vuole
realizzare il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione
della salute (Cnesps), la struttura interdipartimentale dell’Istituto
superiore di sanità presentata oggi nella nuova sede di via Giano della
Bella a Roma. “Le caratteristiche fondamentali del Cnesps sono molto simili
a quelle del vecchio Leb, il Laboratorio di epidemiologia e biostatistica
che a partire dagli anni Settanta ha costituito il nucleo fondamentale di
questa struttura. Quella che nel frattempo è cambiata è la stessa
epidemiologia, che oggi si è arricchita di una forte componente applicativa:
l’avanzamento delle conoscenze diventa sempre più funzionale
all’introduzione di interventi migliorativi della salute della popolazione”,
spiega Stefania Salmaso, neodirettrice del Centro.
Il ruolo dell’epidemiologia, dunque, non si esaurisce nella ricerca, nella
presentazione e nell’analisi dei dati. “Oggi non è più sufficiente
consegnare alla comunità scientifica i risultati degli studi: è nostro
compito e responsabilità tradurre queste informazioni in azioni concrete. Il
rigore teorico è certamente una condizione metodologica imprescindibile, ma
da solo non basta: bisogna anche seguire e monitorare gli effetti delle
ricerche per valutarne l’impatto”, continua Stefania Salmaso.
Una scienza sempre meno accademica, quindi, e sempre più orientata alla
tutela e al servizio della collettività: in una parola, quella che gli
anglosassoni chiamano consequential epidemiology. Anche le attività
di formazione e comunicazione promosse dal Cnesps rientrano in questo
approccio più pragmatico: “Strumenti come il master in epidemiologia
applicata Profea o il portale di informazione EpiCentro consentono di
mettere in campo e rendere disponibili sul territorio una gran quantità di
dati e conoscenze. La vocazione del Cnesps, del resto, è collaborativa,
proiettata verso i colleghi dell’Iss, del ministero della Salute, delle
Regioni. È solo creando queste sinergie, infatti, che è possibile
contribuire alla tutela e al miglioramento della salute di tutti noi”,
sottolinea Stefania Salmaso.
I migliori testimoni di questa filosofia sono i progetti e le attività
svolte dai reparti e dalle unità del Centro. Si va dai lavori scientifici
pubblicati (tra il 2003 e il 2004 204 articoli su riviste internazionali e
122 su riviste nazionali; 33 tra libri e capitoli di libri), alla formazione
di operatori sanitari qualificati; dalle consulenze per il ministero della
Salute al supporto alle attività di eliminazione del morbillo e della
rosolia congenita; dall’organizzazione di registri di popolazione come
quello dei gemelli, alla stesura della carta del rischio cardiovascolare;
dalla sorveglianza sulle reazioni avverse ai farmaci nei bambini,
all’analisi della sopravvivenza dei pazienti oncologici; dalla prevalenza
dei disturbi psichiatrici al monitoraggio della salute con gli indicatori;
dagli effetti del caldo negli anziani alla sorveglianza sulle intossicazioni
acute.
La presentazione del Cnesps è stata anche l’occasione per inaugurare la
banca dei campioni biologici: una nuovo strumento che consentirà ulteriori
studi su parametri biologici e genetici oggi ancora non identificati. Si
tratta della nuova frontiera dell’epidemiologia genetica e molecolare: una
disciplina che si basa sulla conservazione in condizioni di massima qualità
di campioni biologici da sottoporre ad analisi successive. La disponibilità
di una banca biologica, associata a un archivio sullo stato di salute dello
stesso soggetto nell’arco degli anni, permetterà di rispondere in tempi
relativamente rapidi a quesiti di sanità pubblica emergenti.
Il Centro oggi dispone di una banca che conserva in condizioni ottimali i
campioni biologici di circa 15.000 persone esaminate nell’arco di vent’anni,
nell’ambito di importanti studi quali il Progetto Cuore (sui fattori di
rischio per le malattie cardiovascolari), il GenomEUtwin (per lo studio
della componente genetica e di quella ambientale nello sviluppo di fattori
di rischio per obesità, ictus, emicrania) e lo studio Iprea (per lo studio
di fattori biologici negli anziani legati allo sviluppo del morbo di
Alzheimer).
Link utili:
|
|