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Sicurezza in casa: i
dati di mortalità e di morbosità
Giuseppe Balducci,
Reparto di Metodologie e Modelli Biostatistici – Laboratorio di
Epidemiologia e Biostatistica
Consulta la presentazione dei dati
In Italia ogni anno
muoiono circa 6000 persone per incidente in casa, considerando come tale sia
l’evento accidentale in casa che quello nell’ambito delle sue pertinenze
(scale esterne, cortili, garage, ecc.). Gli incidenti in casa rappresentano,
inoltre, una grave fonte di morbosità; essi, infatti, comportano circa
2milioni di accessi/anno al Pronto Soccorso (PS) di cui circa il 18% (350mila
casi/anno) sono seguiti da ricovero ospedaliero, mentre il restante 82%
(1.650.000 casi) è rappresentato da quelli non seguiti da ricovero. Le
categorie maggiormente a rischio, sia per mortalità che per morbosità, sono
rappresentati da bambini, casalinghe ed anziani. Gli eventi accidentali in
casa che in tali gruppi a rischio rappresentano le più frequenti cause di
morte possono essere desunti dall’analisi dei dati di mortalità prodotta
annualmente dall’ISTAT.
La gran parte di queste
morti è attribuibile alle cadute accidentali, che rappresentano, mediamente,
circa il 70% di tutte le morti di questo tipo. In termini di lesioni che
portano al decesso, mentre nei maschi sono cause preponderanti il trauma
cranico e la frattura degli arti inferiori, nelle femmine la causa prevalente
di morte è rappresentata dalla sola frattura degli arti inferiori. In termini
percentuali le fratture degli arti inferiori, relative al 29% dei maschi,
raggiungono il 68% nelle femmine mentre il trauma cranico costituisce causa
di morte nel 29% dei maschi rispetto al 14% delle femmine. Questi risultati
meritano alcune considerazioni: da una parte, se noi consideriamo il numero
di morti in funzione dell’età alla morte, ci rendiamo immediatamente conto di
come le cadute costituiscano un fenomeno strettamente connesso alla classe di
soggetti anziani e quindi verosimilmente non facilmente suscettibile di
prevenzione e non determinante in termini di anni di vita perduta; d’altra
parte, questo fenomeno sembra destinato ad assumere un sempre maggiore
interesse alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione.
Nel quadro di morbosità,
invece, si osservano eventi molto differenziati per età, stato sociale,
attività svolta, ecc. Uno dei gruppi da considerare è quello dei bambini, per
il quale le cadute rappresentano la causa preponderante, raggiungendo
mediamente il 75% dei casi. Inoltre, al di sotto dei 4 anni, la proporzione
degli avvelenamenti e degli incidenti dovuti ad ustioni e caustici è
piuttosto rilevante e cala in maniera sensibile dai 5 anni in poi. Le
principali lesioni riportate dai bambini al di sotto dell’anno di età sono le
lesioni al capo (oltre i 4/5 delle lesioni riportate), mentre nella fascia
1-14 anni predominano le lesioni agli arti superiore ed inferiori, che
aumentano progressivamente con l’aumentare dell’età. Un secondo gruppo a
rischio è costituito dalle casalinghe. Nelle donne tra i 20 ed i 69 anni, un
arrivo al PS su 3 è per incidente avvenuto in casa durante il lavoro
domestico. In questo caso la maggioranza degli eventi accidentali è
rappresentato da lesioni di tipo superficiale, quasi sempre dovute ad uso di
taglienti (circa 40% dei casi). Gli eventi più gravi che possono culminare,
sia pur raramente, con la morte della casalinga sono rappresentati dalle
cadute (25%), per lo più da scale a libretto nell’atto, per esempio, di
cambiare tende, pulire lampadari, ecc. Importanti sono infine le ustioni da
sostanze bollenti o da caustici (13%). Le conseguenze più comuni consistono
in fratture agli arti superiori ed inferiori, trauma cranico ed ustioni.
Nell’ambito degli incidenti in
casa gli anziani hanno un peso rilevante: essi sono permanentemente esposti a
tutto un insieme di fattori di rischio presenti nella casa, fattori che
interagiscono con quelli di tipo personale (malattie presenti, trattamenti
farmacologici in corso, abuso di bevande alcoliche), rendendo altamente
probabile un evento accidentale. Le cadute rappresentano la dinamica
prevalente (circa il 60% degli eventi osservati). Altri incidenti frequenti
sono quelli derivati da oggetti da taglio o punta (maschi 20%, femmine 10%),
da urti o schiacciamenti (maschi 17.5%, femmine 11.5%). Le lesioni
superficiali sono sostanzialmente relative al capo ed al viso, agli arti
superiori e a quelli inferiori (72% del totale delle lesioni riportate),
mentre quelle osteoarticolari agli arti rappresentano circa il 16%. Questi
eventi negli anziani rappresentano certamente un fenomeno di interesse
sociale e sanitario, anche se verosimilmente una gran parte di questi può
essere considerata espressione di un decadimento generale della persona e
quindi difficilmente controllabile. Una quota di questo fenomeno può essere
suscettibile di prevenzione, anche attraverso semplici accorgimenti, quali
l’uso di tappetini antisdrucciolamento in bagno, evitare l’uso di tappetini
scendiletto, dotare i bagni di appositi sostegni, ecc. Tenendo conto che
alla morbosità derivante da questi eventi è associata anche una quota
consistente di invalidità (per ogni morto circa 2 invalidi), l’attuazione di
azioni di prevenzione fornirebbe un ritorno cospicuo di risultati anche sotto
il profilo economico: un’azione con solo il 20% di efficacia ridurrebbe gli
accessi al PS di 400mila casi ed il numero dei ricoveri di 70mila casi, con
indubbi risparmi dal punto di vista dei costi socio-sanitari.
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