Epicentro

 

 

home page

 

LEB - congresso 2002

stato di salute

sorveglianza

qualità dei servizi

epidemiologia clinica

prevenzione

formazione e comunicazione

 

Stima dei coefficenti delle funzioni di rischio cardiovascolare. Primi risultati del Progetto Cuore

 

M. Ferrario*, D. Vanuzzo**, S. Panico®, S. Giampaoli®®

 

*Dipartimento di medicina, prevenzione e biotecnologie sanitarie – Università degli studi di Milano Bicocca, **Asl4 medio Friuli – Udine, ®Università degli Studi Federico II, Napoli, ®®Laboratorio di epidemiologia e biostatistica, Istituto superiore di sanità

 

Consulta la presentazione dei dati

 

Un ampio studio prospettico di epidemiologia cardiovascolare è iniziato nel 1999, con il supporto e la partecipazione dell'Istituto Superiore di Sanità di Roma. Nel progetto sono state reclutate 25 coorti, di cui 16 dei Nord e 9 dei Sud Italia.
Scopo principale dello studio è la stima dei ‑coefficienti delle funzioni di rischio per la malattia coronarica e per quella cerebro‑vascolare disponendo di un follow‑up medio di 8 anni.

Metodi:
II disegno dello studio è di coorte fissa, con inclusione di 25 corti arruolate In differenti periodi temporali dal 1982 ai 1995. Lo screening basale dei fattori di rischio è stato condotto secondo 1 metodi standardizzati dei Progetto MONICA‑OMS, sottoposti a controlli di qualità specifici o con metodologia analoga. Complessivamente sono stati arruolati 39.146 soggetti (di cui 16.658 uomini) di età 20‑84 anni. Per tutte le coorti li termine minimo dei follow‑up è stato il 31.12.1998 (e tale e stato considerato nella presente analisi), con una mediana di follow‑up di 8 anni. I metodi adottati di follow‑up sono stati differenti, per tener conto delle differenti disponibilità di dati a livello locale. Gli endpoint primari distintamente analizzati sono: i decessi cardiovascolari, le morti coronariche, secondo la codifica ISTAT (IX Rev CIM), gli eventi coronarci maggiori incidenti, includendo in questi ultimi le morti coronariche e gli infarti miocarditi validati e gli interventi di rivascolarizzazione (By‑pass AO e PTCA). I coefficienti di rischio sono stati stimati tramite l'applicazione dei modello di sopravvivenza di Cox, distintamente per gli uomini e le donne. Ai fini della presente analisi sono stati inclusi I seguenti fattori di rischio: SBP=pressione arteriosa sistolica (mm. Hg), TC=colesterolo totale (mmol/l), HDL=colesterolo HDL (mmol/l); SMK=prevalenza di fumatori; DIAB=prevalenza di diabete mellito (anamnestico); età (in anni compiuti), IMC=Indice di massa corporea (kg/ m2).

Risultati:
Le distribuzioni dei livelli medi (aggiustati per età) dei fattori di rischio coronarico indagati hanno evidenziato differenze tra nord e sud Italia e tra i due sessi. Tutti i fattori di rischio considerati, con l'eccezione del IMC, sono risultati statisticamente associati alla mortalità ed agli eventi incidenti, in entrambe i sessi. L'analisi di sensibilità ha evidenziato che I coefficienti calcolati dal modello di Cox risentono: dei range di età considerato (l'inclusione dei più anziani tende a ridurre il valore dei coefficienti); dell'endpoint considerato (differenze sono tate riscontrate tra morti coronariche ed eventi coronarici complessivi); e la lunghezza dei follow‑up.

Conclusioni:
II confronto delle stime, sebbene non conclusive, dei coefficienti predittivi per la malattia coronarica dei Progetto CUORE, si distinguono in parte dagli analoghi coefficienti stimati sia da studi nord‑europei e nord‑americani, che da studi italiani storici.

Torna su