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Epidemiologia dei traumi sportivi in Italia

 

Marco Giustini, Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, Istituto Superiore di Sanità

 

Consulta la presentazione dei dati

 

 

Lo sport ha visto manifestare la propria influenza in ambito sanitario più sul versante dei benefici conseguenti alla pratica di un'attività sportiva che non sui rischi ad essa conseguenti. La ricerca epidemiologica sulle lesioni sportive è cresciuta molto lentamente, sia perché l'acquisizione di dati sanitari in ambito accidentologico è sempre stata difficoltosa, sia per le difficoltà di quantificare precisamente l'effettiva esposizione al rischio dei soggetti che svolgono attività sportive. Purtroppo in Italia la ricerca epidemiologica nel settore dei traumi sportivi è ancora ben lontana dal raggiungimento di un livello adeguato di conoscenza del fenomeno. Avere dei buoni dati potrebbe permettere infatti di identificare meglio la causa della lesione osservata, fornire una più accurata descrizione della realtà clinica, valutare l'efficacia delle misure di prevenzione, quantificare rischi di varia natura, fornire un quadro di lungo termine dei trend delle lesioni per tipologia di attività sportiva.

Materiali e metodi

Per la stima del numero dei ricoveri per trauma cranica stati utilizzati i dati di incidenza dei ricoveri in Romagna. Nella quantificazione del numero complessivo degli infortuni e dei ricoveri secondari a trauma sportivo si sono utilizzati i dati dell'organizzazione assicurativa SPORTASS alla quale appartengono i tesserati delle Federazioni Sportive Nazionali, i tesserati degli Enti di promozione ed i partecipanti dei Giochi della gioventù e del Progetto SISI (Studio Italiano Sugli Incidenti).

Risultati

Dai dati in possesso del centro di collaborazione dell’OMS per il Neurotrauma istituito presso l'Ospedale M.Bufalini di Cesena risulta che nell'intero territorio della Romagna, che conta circa 1.000.000 di abitanti, il tasso di ricovero per trauma sportivo è stato, nel periodo compreso tra il 1998 ed il 2000, mediamente pari a 2,8 casi per 100.000 res./anno. Possiamo utilizzare questo tasso per stimare la quota dei traumi cranici originati dall'attività sportiva in quanto l'Emilia Romagna presenta delle frequenze di sinistrosità assai prossime a quelle osservate a livello nazionale (52,6 vs. 57,8 casi per 10.000 tesserati). D'altra parte non si vede il motivo per cui la sola Romagna debba presentare una realtà diversa da quella dell'intera Emilia-Romagna. Proiettando all'intera realtà nazionale i dati romagnoli è possibile quantificare in circa 1.600 i ricoveri in Italia per trauma cranico secondario ad incidente sportivo. Sempre dai dati SPORTASS risulta che le lesioni alla testa sono presenti in circa l'11% dei casi di infortunio sportivo; nell'ipotesi che quanto osservato dal sistema previdenziale per l'assicurazione degli sportivi sia comunque rappresentativo dell'infortunistica dello sport in generale, il numero stimato dei ricoveri per incidente sportivo si aggira attorno ai 14.000 eventi l'anno. Questa stima, del resto, appare congruente con quanto è emerso dai dati del Progetto SISI ove risultava anche in questo caso una quota dell'11% di trauma cranico osservati.

L'analisi degli accessi mostra che sul totale dei 4484 casi identificati come incidenti sportivi, circa il 12% è stato ricoverato, il che permette di stimare in circa 115.000-120.000 i soggetti infortunati durante un'attività sportiva.

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