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Screening colorettale: stato dell’arte e prospettive d’intervento in Italia

 

D. Lisi, R. Capocaccia, Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica,Istituto Superiore di Sanità

 

Consulta la presentazione dei dati

 

 

Il termine “tumori del colon-retto” (CCR) comprende i tumori del colon (ICD-9 153) e quelli del retto, della giunzione retto-sigma e dell’ano (ICD-9 154), con una storia naturale ben conosciuta ed un lungo periodo asintomatico.

Nel 1997 è stato stimato che nell’Unione Europea sono stati diagnosticati 220.973 nuovi casi di CCR (114.106 M e 106.867 F), mentre 110.921 soggetti (55.791 M e 55.130 F) sono deceduti per questa causa (stime Eucan). Inoltre si può osservare come il CCR rappresenti la seconda causa di morte per tumore nei maschi, dopo il polmone, e nelle donne, dopo la mammella.

Ma se esaminiamo nel dettaglio i dati, la situazione ha una grande variabilità geografica.

Negli USA la mortalità è in costante riduzione sin dal 1969, con associata riduzione dell’incidenza a partire dalla metà degli anni ’80 (dati SEER). In Europa (dati preliminari progetto EUROPREVAL) la situazione è diversa rispetto a quella americana e differente tra paese e paese. L’incidenza infatti è tuttora in aumento in molti paesi, Italia compresa, e sostanzialmente stabile a partire dai primi anni ’90, prevalentemente nei paesi nordici.  La mortalità permane in aumento nei paesi dell’Est e nella Spagna, mentre nella gran parte degli altri paesi europei, Italia compresa, si presenta stabile o in lieve riduzione dalla fine degli anni ’80.

Interpretazione delle differenze

Come si possono spiegare queste differenze geografiche ? Quali sono attualmente le tecniche utilizzabili a scopo di screening ?

L’unica tecnica per la quale esistono dati provenienti da vasti studi di popolazione, randomizzati, con un follow-up che ha ormai superato i 18 anni, è la Ricerca del Sangue Occulto nelle feci (FOBT), anche se esistono sufficienti prove di efficacia di altre due tecniche: Sigmoidoscopia e Colonscopia. Negli screening effettuati con il FOBT, anche se con piccole varianti (annuale/biennale, reidratazione o non), si è riusciti ad ottenere una riduzione della mortalità (15 - 33 %; Towler BMJ 1998) e dell’incidenza per CRC (Mandel NEJM 2000).

Inoltre prendendo ad esempio un recente lavoro di Liebermann sui Veterans americani e analizzando i motivi di esclusione dei pazienti contattati, osserviamo come quasi il 37 % si era già sottoposto ad esami mirati nei 10 anni precedenti, dato ben diverso da quanto succede nel nostro paese. Possiamo quindi ipotizzare una relazione diretta ed inversa tra la riduzione dell’incidenza e della mortalità per CCR, e l’attenzione della classe medica e della popolazione al problema CCR.

Indicazioni attuali

Le attuali indicazioni sull’applicazione delle varie tecniche in campagne di screening riguardanti soggetti asintomatici e senza fattori di rischio (familiarità, sintomatologia, ecc.), a partire dall’età di 45-50 anni, sono:

Ricerca Sangue Occulto fecale da eseguire su campioni multipli, ogni anno

Sigmoidoscopia da eseguire ogni 5 anni

Colonscopia ogni 10 anni

Il problema cruciale rimane l’adesione dei soggetti asintomatici ad un qualsiasi programma di screening, questo anche per pianificare le risorse economiche ed umane da destinare.

Nelle esperienze finora eseguite (Atkin,  Liebermann, Segnan, ecc) l’adesione della popolazione alla campagna di screening varia notevolmente; dal 71% della Atkin al 25% di Segnan.

Sono tuttora in corso od appena iniziati progetti volti a quantificare e possibilmente interpretare i motivi di queste differenze, che non sembrano essere correlati con il tipo di test proposto. Tra questi due progetti, del Dr Federici dell’Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio e del Prof Crespi dell’Istituto Regina Elena, prevedono il coinvolgimento diretto dei MMG.

Tale coinvolgimento ha uno scopo secondario che è quello di sensibilizzare gli stessi al “problema” cancro del colon, dove con poco sforzo si possono ottenere importanti risultati.

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