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Modello matematico di previsione di impatto della vaccinazione contro la varicella

 

D. Mandolini, Istituto Superiore di Sanità

 

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La recente disponibilità del vaccino contro la varicella in Italia induce a valutare l’opportunità di introdurre la vaccinazione su larga scala e i possibili effetti sull’epidemiologia della malattia. Negli USA la vaccinazione di massa è stata introdotta sulla base di valutazioni economiche che ne hanno dimostrato un favorevole rapporto costo-beneficio e costo-efficacia. Tuttavia, ogni realtà nazionale merita una valutazione a parte per la presenza di diverse situazioni demografiche ed epidemiologiche, nonché di priorità vaccinali, costi della malattia e di copertura vaccinale raggiungibile.

I modelli matematici costituiscono un ausilio nel processo decisionale. Nel presente studio, l’impatto di estesi programmi di immunizzazione infantile contro la varicella in Italia è stato analizzato con un modello matematico che riproduce la dinamica di infezione e di immunizzazione della malattia e permette la valutazione comparata dell’effetto di diverse strategie vaccinali, in termini di incidenza della malattia e distribuzione per età dei nuovi casi attesi. Vengono presentati alcuni possibili scenari di vaccinazione, diversi per età target dei programmi e per proporzione di soggetti immunizzata. In tutti gli scenari considerati il modello evidenzia un iniziale decremento dei casi nei primi 3-5 anni successivi all’introduzione della vaccinazione, seguito da una serie di picchi epidemici variabile per numerosità e dimensione tra i vari scenari. In generale, il decremento del numero di casi nell’età infantili è accompagnato da un aumento di casi tra gli adulti; tale evenienza non viene riscontrata solo nel caso di coperture vaccinali molto elevate (80% nel primo anno di vita e 50% a 12 anni).

Affinché l’introduzione del vaccino possa migliorare l’impatto della malattia nella popolazione è necessario quindi raggiungere e mantenere elevati livelli di copertura vaccinale. In caso contrario si verificherebbero effetti indesiderati, quali lo spostamento in avanti dell’età dei casi.

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