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Sorveglianza e HIV: uno studio "cross-linkage" nella regione Veneto

 

Patrizio Pezzotti1, Cinzia Piovesan2, Federica Michieletto2, Francesca Zanella2, Giovanni Rezza1, Giovanni Gallo2

1Reparto AIDS/MST, LEB, ISS; 2Servizio di Epidemiologia e Sanità Pubblica, Regione del Veneto

 

Consulta la presentazione dei dati

 

 

Razionale: La sorveglianza dei casi di AIDS è stata fondamentale per monitorare l’epidemia dell’infezione da HIV in Italia. Pregi di questo sistema sono la tempestività e la completezza della notifica. Tuttavia, il tempo mediano che intercorre tra il momento dell’infezione e lo sviluppo dell’AIDS è lungo (circa 10 anni) e si è ulteriormente allungato dal 1996 con l’introduzione di terapie antiretrovirali efficaci nel ritardare la progressione della malattia (vedi presentazione Maria Dorrucci). L’immagine fornita da questa sorveglianza è dunque limitata e distorta rispetto al reale impatto dell’infezione da HIV. Uno strumento alternativo è la sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione che in Veneto è attivo dal 1988. Da un “cross-linkage” preliminare tra la sorveglianza AIDS e HIV in questa regione si è però evidenziato che oltre il 30% dei casi di AIDS non sono mai stati riportati alla sorveglianza HIV. Tale stima di sottonotifica è però valida solo sotto l’ipotesi che la notifica dei casi ai due sistemi avvenga in maniera indipendente. Incroci con altre fonti esistenti (registro nominativo cause di morte e dimissioni ospedaliere) sono quindi utili per ottenere stime che tengano conto della dipendenza tra le fonti attraverso modelli di cattura-ricattura.

 

Metodi: E’ stato effettuato un cross-linkage tra i seguenti registri: Registro AIDS (dati dal 1983 al 2001), Sorveglianza HIV (1988-2001), Registro Nominativo Cause di Morte (1992-1999, ICD-IX=279.1), e Registro Dimissioni Ospedaliere (1997-2000, DRG=488-490). Il codice utilizzato per effettuare il cross-linkage è basato su data di nascita, sesso e prima e terza lettera di cognome e nome. Questa analisi è stata effettuata includendo soltanto persone residenti in Veneto. Per la stima del numero cumulativo delle infezioni da HIV, modelli di cattura-ricattura sono stati applicati attraverso un software specifico (CARE-1) (http:/www.stat.nthu.edu.tw/~chao/).

 

Risultati: 2800 persone sono state notificate al registro AIDS, 6417 alla sorveglianza HIV, 1609 riportati al registro nominativo cause di morte e 3244 al registro delle dimissioni ospedaliere con una diagnosi di infezione da HIV. 4899 persone risultavano essere state riportate solo ad un registro, 2369 in due registri, 1283 in tre e 146 in tutti e quattro. In totale, 8697 persone erano presenti in almeno un registro. Attraverso un modello di cattura-ricattura si è stimato che circa 11285 persone (95%CI:10984-11625) dovrebbero essere state infettate in Veneto. La copertura di tutti e quattro i registri è pari al 77.1% (8697 / 11285)

 

Conclusioni: L’incrocio tra più fonti fornisce la possibilità di stimare la reale copertura dei vari sistemi di sorveglianza utilizzati nell’infezione da HIV. L’applicabilità di questa metodologia è però condizionata dalla necessità di una chiave comune tra le fonti disponibili.

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