Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

demenze

Demenze e attività fisica

Flavia Mayer e Nicola Vanacore (Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, Iss)

 

21 giugno 2018 - Si stima che il numero di casi di demenza in Europa aumenterà da 7,7 milioni nel 2001 a 15,9 milioni nel 2040. Attualmente in Italia la prevalenza stimata della demenza è pari a circa un milione di casi. Si presume che il 54% circa dei casi di demenza siano dovuti al morbo di Alzheimer (Da), mentre il 16% circa alla demenza vascolare (VaD).

 

È ormai noto che alcuni dei fattori di rischio della demenza sono legati allo stile di vita e pertanto potenzialmente modificabili.

 

Uno studio di Norton et al. nel 2014 ha stimato per la Da il rischio attribuibile di popolazione (Rap, la frazione dell'incidenza totale della patologia in una popolazione che è dovuta al fattore di rischio) in Europa riconducibile a sette fattori: diabete, ipertensione, obesità, inattività fisica, depressione, fumo e basso livello di istruzione [1]. Ha concluso che in Europa circa 3 milioni di casi di Da potrebbero essere dovuti all’azione congiunta di tali fattori. Va sottolineato che il Rap dipende sia dall’associazione con i fattori di rischio, sia dalla loro prevalenza. L’inattività fisica risultava il fattore maggiormente associato alla Da (rischio relativo 1,82; limiti di confidenza al 95% da 1,19 a 2,78) e quello con più alta prevalenza (31%), generando conseguentemente un numero di casi attribuibili in Europa pari a 1.461.000 e superiore rispetto a quello degli altri fattori.

I sette fattori però agiscono congiuntamente e sinergicamente, quindi anche l’eliminazione totale di uno di loro attraverso la prevenzione non comporterebbe l’eliminazione totale dei casi a esso attribuiti in quanto una parte verrebbe comunque determinata dagli altri fattori.

 

A livello europeo, l’inattività fisica non è tra i fattori maggiormente associati alla Vad (rischio relativo 1,61; limiti di confidenza al 95% da 1,09 a 2,38) e produce un totale di 367.000 casi considerando l’impatto come fattore di rischio singolo, mentre i casi totali di VaD dovuti all’azione congiunta dei sette fattori sono 873.000 [2].

 

Per le stime a livello italiano, è stata utilizzata un’elaborazione ad hoc dei dati dello studio PassiI che riportano le prevalenze dei sette fattori di rischio per Regione. Per il calcolo del Rap, sono stati utilizzati i dati 2013-2016 [3]. Data l’importante associazione tra l’inattività fisica e la Da, il Rap dovuto all’azione congiunta dei sette fattori è più alto nelle Regioni in cui la prevalenza dell’inattività fisica è alta e viceversa. Nella provincia di Bolzano la prevalenza di tale fattore è minima (12,9%) e il Rap complessivo è il 37,9%. In Basilicata la prevalenza è massima (76,1%) e il RAP è il 51,7%. Per la VaD invece, l’inattività fisica non è uno dei fattori di rischio maggiormente associati e il Rap complessivo non è correlato alla sua prevalenza. È minimo nella provincia di Trento (46,4%) ed è massimo in Campania (57,9%).

 

In conclusione, strategie per la prevenzione primaria congiunta dei sette fattori di rischio produrrebbe una sostanziale riduzione del numero di casi di Ad e VaD. In particolare, la promozione dell’attività fisica ha effetti diretti sulla riduzione di Da e VaD quantificabili a livello di ogni Regione italiana.

 

Si auspica che nel prossimo Piano nazionale della prevenzione anche il tema della demenza venga incluso con la rilevanza presente ormai da anni nella letteratura scientifica internazionale [4].

 

Riferimenti

[1] Norton S, Matthews FE, Barnes DE, et al: Potential for primary prevention of Alzheimer’s disease: an analysis of population-based data. Lancet Neurol 2014;13:788–794.

[2] Mayer F, Di Pucchio A, Lacorte E et al.: An estimate of attributable cases of Alzheimer Disease and Vascular Dementia due to modifiable risk factors: the impact of primary prevention in Europe and in Italy. Dement Geriatr Cogn Disord Extra 2018;8:60–71.

[3] Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia: la sorveglianza Passi.

[4] Livingston G, Sommerlad A, Orgeta V, et al: Dementia prevention, intervention, and care. Lancet 2017;390:2673–2734.

 


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