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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

bypass

Lo studio di esito a breve termine dei bypass aorto coronarici in Italia

Fulvia Seccareccia, Reparto Malattie cerebro e cardiovascolare - Istituto superiore di sanità

Il nostro studio nasce da un approccio innovativo ispirato ad alcune esperienze internazionali che si sono realizzate principalmente negli Stati Uniti. Si tratta di una novità anche nel panorama europeo, dove studi precedenti, svolti ad esempio in Gran Bretagna, si sono limitati finora a identificare alcuni indicatori a livello nazionale senza però mettere in evidenza l’attività dei singoli centri di cardiochirurgia. Il fatto stesso che si tratti dunque di uno studio nuovo e sperimentale porta con sé la conseguenza che non tutte le reazioni siano necessariamente positive. Tuttavia, è importante sottolineare che la nostra ottica è invece molto positiva, e cioè va nella direzione di poter dimostrare, utilizzando un metodo validato, l’ottimo livello medio della cardiochirurgia italiana. E i risultati ci danno senz’altro ragione, anche se esistono chiaramente dei centri le cui performance non sono a livelli ottimali e che quindi, anche grazie a questo studio, possono essere aiutati a rientrare in limiti accettabili.

Per la prima pubblicazione dei risultati, abbiamo utilizzato un approccio già molto sperimentato in ambito statunitense: la tabella riporta le performance dei centri in relazione alla media nazionale, correggendo per fattori di confondimento e di gravità e cercando di rendere i centri stessi confrontabili rispetto alla media della popolazione. In questo modo è possibile tenere in conto tutte le diversità di case mix dei pazienti che afferiscono ai singoli centri.
Tuttavia è nostra intenzione, come ha ribadito lo stesso ministro della salute il giorno in cui lo studio è stato presentato, arricchire le pagine web del nostro sito, sui cui sono riportate le tabelle con i risultati analizzati finora, con altre analisi. Ad esempio, effettueremo un confronto tra i singoli centri considerati nello studio e il pool di centri migliori, un gruppo di centri che danno le migliori performance e quindi lavorano molto bene. In questo modo, ciascun centro potrà misurarsi con una situazione ottimale, cercando di comprendere dove stanno le criticità che portano a un eccesso di rischio.

Siamo intenzionati anche a procedere a una analisi delle caratteristiche specifiche di ciascun centro, per aiutarli a comprendere e a spiegare i motivi di un risultato meno positivo. Ad esempio, effettueremo indagini per valutare le differenze di trattamento per fasce di età della popolazione. Abbiamo osservato in qualche caso che un livello di rischio più alto si manifesta in concomitanza con l’età media elevata della popolazione assistita dal centro. Nel caso di pazienti ultraottantenni, può esserci necessità di maggiori interventi e di assistenza post operatoria per abbattere il livello di rischio.
Sarà inoltre utile valutare le dotazioni strutturali dei centri stessi. Abbiamo già svolto alcune indagini preliminari che correlano le caratteristiche e le dotazioni strutturali alle performance, considerando che anche questi fattori potrebbero giocare un ruolo consistente nella determinazione dell’esito.

Il nostro intento quindi è quello di sviluppare analisi che permettano di aiutare i centri a identificare le proprie criticità e a intervenire di conseguenza. Consideriamo questo studio un buon punto di partenza, una sperimentazione importante per procedere in questa direzione, quella della identificazione dei punti deboli e della elaborazione di strategie che riportino le strutture a fornire prestazioni di ottimo livello.

Si tratta di una sperimentazione anche nel senso che apre la via a un processo sistematico, voluto dal ministero della Salute, di valutazione degli esiti sanitari che prescinda da studi ad hoc e si basi invece su una raccolta continua e integrata di dati, dalle schede di dimissione ospedaliera ai registri della mortalità a tutti gli altri strumenti che consentono di avere informazioni sull’andamento delle prestazioni. In quest’ottica, il nostro studio può rappresentare un valido aiuto nell’identificazione di fattori da tenere in considerazione per permettere ai centri di essere valutati e confrontati in modo corretto, fornendo preziosi strumenti di programmazione e di miglioramento delle prestazioni delle strutture sanitarie nazionali.

 

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