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Impatto dell’influenza pandemica A/H1N1v: quali indicatori epidemiologici usare?

Dinamiche di trasmissione e impatto del nuovo virus A/H1N1v: la stima di R0

Caterina Rizzo - reparto Epidemiologia delle malattie infettive (Cnesps, Iss)

 

10 dicembre 2009 - L’articolo pubblicato sul numero 46 (pdf 262 kb) del bollettino epidemiologico settimanale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) fa il punto sulle principali evidenze scientifiche pubblicate (sia su riviste internazionali che sottoforma di report tecnici) sulla dinamica della trasmissione e l’impatto dell’influenza causata dal nuovo virus A/H1N1v.

 

La disamina pone l’attenzione sulla severità (numero di casi che necessitano del ricovero in ospedale), sulla letalità (numero di morti per nuova influenza sul totale dei soggetti affetti dalla malattia) e sulle dinamiche di trasmissione della malattia.

 

Il fatto che alcuni Paesi abbiano già sperimentato una prima importante ondata dell’epidemia, come la Gran Bretagna (giugno-agosto) e i Paesi dell’emisfero Sud (maggio-settembre), permette di trarre le prime importanti conclusioni su questa malattia e di identificare le principali criticità riscontrate. Soprattutto, però, permette di avere dati disponibili relativamente alla dinamica della trasmissione del virus in diversi contesti (scuola, famiglia, comunità, ecc) cruciali per identificare il periodo di incubazione, il tempo necessario per generare nuovi casi di malattia (generation time), il tasso riproduttivo di base (R0= numero medio di nuovi casi di malattia causati da soggetto malato in una popolazione completamente suscettibile), e il tasso di attacco secondario (percentuale di casi che presentano sintomi clinici della malattia tra i contatti stretti, familiari e non, di un caso confermato).

 

In particolare, in riferimento alla stima del valore di R0 per questa pandemia, l’articolo esamina le diverse stime diffuse nei vari Paesi evidenziando come vari tra valori compresi tra 1,1 e 2,6 a seconda del contesto in cui viene stimato. In Giappone per esempio, il valore di R0 stimato (2,0-2,6) è il più alto tra quelli presentati in quanto basato su dati provenienti da un’indagine epidemiologica condotta su un focolaio scolastico. Una stima successiva, condotta nella popolazione generale, fa emergere un valore di R0 pari a 1,4. Questo conferma la maggiore trasmissibilità di questo virus nei giovani in età scolare, così come dimostrato anche dai dati di sorveglianza Influnet in Italia, e pone l’attenzione sul fatto che queste stime vadano sempre lette e interpretate sulla base dei dati epidemiologici disponibili.

 

L’articolo fornisce un’utile sintesi dei parametri necessari per la validazione dei modelli matematici utilizzati per pianificare le misure di contenimento e mitigazione messe in atto per contrastare la pandemia al livello nazionale.

 

Leggi l’articolo originale “Transmission dynamics and impact of pandemic influenza A (H1N1) 2009 virus” (pdf 262 kb) sul numero 46 del bollettino epidemiologico settimanale dell’Oms.

 


 

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