Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

rifiuti e salute in Campania

Basso peso alla nascita: a livello provinciale e regionale, la Campania come l’Italia

Gianfranco Mazzarella - dirigente di pediatria e neonatologia, Ospedali Riuniti della Penisola Sorrentina, Asl Napoli 5

 

 

Il basso peso alla nascita (inferiore a 2500 grammi) rappresenta non solo un indicatore sintetico della condizione socioeconomica di una popolazione, ma è anche un importante indice prognostico di salute. È infatti associato sia a un maggior rischio di mortalità nel periodo perinatale e nel primo anno di vita, sia a condizioni di salute più scadenti nelle età successive: il neonato di basso peso, rispetto a quello di peso normale, è a maggior rischio di patologie neurologiche, di disturbi dell’apprendimento, di alcune patologie metaboliche e cardiovascolari, di patologie respiratorie e sperimenta anche una maggiore probabilità di trovarsi in condizioni occupazionali più scadenti in età adulta.

 

Basso peso: principali determinanti

Il basso peso è l’immediata conseguenza di due condizioni specifiche: il parto pretermine (meno di 37 settimane di gestazione) e il ritardo di crescita intrauterina. Questi due fattori, pur rappresentando i due principali “determinanti prossimali” del basso peso, sono a loro volta tappe intermedie di “determinanti distali”: una scadente qualità dell’assistenza in gravidanza, la troppo giovane o troppo avanzata età della madre e le sfavorevoli condizioni socioeconomiche, culturali e occupazionali della famiglia. Questi fattori si traducono, spesso, in stili di vita “a rischio” per una buon esito della gravidanza (fumo, alcol, comportamenti dannosi, assistenza prenatale scadente).

 

Nel decennio 1990-2000 si è assistito a un sensibile aumento della proporzione di neonati di basso peso, sia in Campania sia nell’intero Paese, verosimilmente associato a un generale miglioramento dell’assistenza peri-neonatale (il miglioramento delle condizioni consente una maggiore sopravvivenza dei neonati di basso peso). Negli ultimi 5-6 anni questo aumento ha subito un arresto e la proporzione di basso peso rimane stabile.

 

Basso peso e rifiuti

Negli ultimi anni sono state condotte numerose ricerche in diversi Paesi, finalizzate a descrivere un’eventuale associazione tra discariche di rifiuti e aumentata incidenza di basso peso. Un’ottima sintesi di questi studi è riportata nel Rapporto del Workshop Oms sul tema, tenutosi a Roma nel marzo 2007 “Population Health and Waste Management: Scientific Data and Policy Options” (pdf 1,63 Mb).

 

Nel rapporto, e in altra letteratura recentemente pubblicata, viene chiaramente sottolineato come le evidenze a favore di un’ipotizzata associazione tra basso peso e presenza di discariche di rifiuti siano assolutamente non convincenti per vari motivi: la non concordanza tra risultati di studi diversi, alcuni dei quali mostrano un’associazione, seppure di modestissima magnitudo, a dispetto di altri che non evidenziano alcuna relazione; l’evidente difficoltà di condurre e di trarre conclusioni da studi osservazionali che spesso non consentono di accertare una reale associazione libera da distorsioni.

 

La Campania e l’Italia

Si è pertanto deciso di analizzare, seppure con risoluzione spaziale a livello regionale e provinciale, il fenomeno del basso peso nella Regione Campania e nelle sue singole Province, utilizzando i dati Cedap relativi ai nati singoli da madri italiane del 2003. Per i dati della Campania si è considerato invece il quadriennio 2003-2006: a livello regionale e provinciale i numeri per singolo anno sono troppo piccoli per un confronto attendibile.

 

Dal momento che la popolazione campana ha una diversa distribuzione per classi di età della madre rispetto a quella nazionale, e in considerazione del fatto che il rischio di basso peso varia nelle diverse classi di età materna, si è proceduto a un confronto dei tassi campani con quello nazionale evitando l’influenza del fattore “età della madre”. A questo scopo si è utilizzata la standardizzazione indiretta. I tassi di basso peso grezzi e standardizzati per età della madre al momento del parto relativi al quadriennio 2003-2006, sia in Campania sia nelle singole Province, e il tasso di basso peso nazionale relativo ai dati Cedap 2003 sono riportati in figura.

 

È possibile apprezzare come i tassi standardizzati siano sostanzialmente uguali, o forse anche inferiori, rispetto a quelli grezzi. L’analisi conferma che, almeno a livello provinciale e regionale, i dati relativi alla popolazione campana non presentano un maggior tasso di basso peso rispetto ai dati medi relativi alla popolazione dell’intero Paese.

 

Tuttavia, soprattutto alla luce delle scadenti condizioni socioeconomiche proprie della popolazione campana, potrà essere utile monitorare il fenomeno nei prossimi anni servendosi di specifiche metodologie adatte allo scopo.

 

Tassi di basso peso


 

trova dati